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Il Pd si riconosca nelle parole di Fassino

eri alla Camera il Pd ha affidato a Fassino la dichiarazione di voto sul decreto Ucraina. È stato un intervento intelligente e robusto, che dimostra come una opposizione seria può candidarsi ad una alternativa di governo lasciando sperare di essere guidati con mano ferma verso l’Europa. Le parole di Fassino rispecchiano posizioni e obiettivi di tutti gli stati a governo liberaldemocratico, di destra o sinistra che siano, in occidente o in oriente – per usare una terminologia forse obsoleta.

Io voglio sperare che tutto il Pd si riconosca nelle parole di Fassino. Quel che è certo che gli alleati del Pd si schierano dall’altra parte della frontiera liberaldemocratica, come possiamo vedere dalle espressioni di voto di AVS e M5s.

di Marco Taradash | 12 Febbraio 2026

Ieri alla Camera il Pd ha affidato a Fassino la dichiarazione di voto sul decreto Ucraina. È stato un intervento intelligente e robusto, che dimostra come una opposizione seria può candidarsi ad una alternativa di governo lasciando sperare di essere guidati con mano ferma verso l’Europa. Le parole di Fassino rispecchiano posizioni e obiettivi di tutti gli stati a governo liberaldemocratico, di destra o sinistra che siano, in occidente o in oriente – per usare una terminologia forse obsoleta.

Io voglio sperare che tutto il Pd si riconosca nelle parole di Fassino. Quel che è certo che gli alleati del Pd si schierano dall’altra parte della frontiera liberaldemocratica, come possiamo vedere dalle espressioni di voto di AVS e M5s.

Nessuna speranza di alternativa responsabile di governo, dunque, se il Pd ha questi lacci ai piedi.

Occorre una rottura a sinistra, che faccia saltare il tavolo di una alleanza costruita esclusivamente sulla forza dei numeri e non su idee e programmi condivisi. Una forza, quella dei numeri, del resto molto relativa, che condurrà a una sconfitta catastrofica. Ma è su questa alleanza bicefala che la segreteria del Pd continua purtroppo a puntare con cieca determinazione.

Marco Taradash

Pubblicato in : Primo piano

Info Marco Taradash

Marco Taradash, livornese è un giornalista, liberale di tendenza radicale, già deputato europeo e nazionale coi radicali, poi con Forza Italia, presidente della Commissione Rai dal 1994 al 1996. Fondatore e promotore della Convenzione per la Riforma Liberale (1995) con Giuliano Ferrara, Lucio Colletti, Dario Antiseri, Marcello Pera, Piero Melograni, Giorgio Rebuffa, Raimondo Cubeddu, Gaetano Quagliariello e altri, poi dei Riformatori liberali (2005) con Peppino Calderisi, Benedetto Della Vedova, Emilia Rossi, Carmelo Palma. Promotore di vari referendum, da quello per la depenalizzazione dell’uso personale di droghe proibite (1993) a quello per l’abolizione della quota proporzionale delle legge detta Mattarellum (1999, per l’uninominale secca, insomma). Votò sì alla riforma costituzionale il 4 dicembre 2016. Non condivise poi l’alleanza della Lista Bonino-+Europa col Pd e fondò Centromotore. Partecipò alla successiva nascita del partito +Europa, si candidò alle Europee, sostenne il voto contrario di +Europa al governo giallorosso. Crede alla necessità di una forza liberaldemocratica alternativa al fasciosovranismo e al populismosinistro.

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