Il centralismo democratico è duro a morire ed anzi fa proseliti. Ricompare infatti nel PD di Veltroni che dovrebbe rappresentare la grande novità di questa stagione politica.
Dunque, accade che siano in gestazione le regole del “nuovo” partito. E, proprio per sottolineare la volontà di rinnovamento è stata scritta la regola secondo la quale solo il 10% dei parlamentari uscenti con più di tre legislature potrà essere riconfermata.
Bene, bravi, diranno tutti coloro che, giustamente, ravvisano nel perpetuarsi della stessa classe politica e nella sua inamovibilità una delle cause della crisi di fiducia e di credibilità dei partiti.
E così diremmo anche noi se il massaggio che arriva da questa regola fosse solo questo.
E invece no: la seconda parte della regola recita infatti che tutti coloro che intendono proporsi per la riconferma devono fare domanda motivata. A chi? Ovviamente ai vertici. E tutto ciò cosa rivela?
Due semplicissime verità: la prima, che all’interno del nuovo partito, sarà in vigore il vecchio centralismo “democratico”, in realtà burocratico. Di questo poco ci importa. Problemi degli ex comunisti ai quali, probabilmente ciò pruderà qualche incubo, e degli ex democristiani, che forse avvertiranno aria di regressione.
Ma la seconda verità rivelata da questa regola riguarda tutti noi. Ed è che al voto veramente democratico, cioè al ripristino della preferenza, il PD proprio non ci pensa. Così come non ci pensano i due principali partiti del centro-destra, Forza Italia e AN.
IL PD PER IL CENTRALISMO DEMOCRATICO E CONTRO LA PREFERENZA
Tutti coloro che intendono proporsi per la riconferma devono fare domanda motivata. A chi? Ovviamente ai vertici.

Consolazione di Intini. Dice che ha vinto il socialismo!
E’ vero! Perché diversamente da quelli che vogliono tutto ed il contrario di tutto, con la fabbrica del programma (impossibile!), che ci hanno dato il PESSIMO governo testé caduto, dall’altra parte, accusata di tutto e di più SACCONI, BRUNETTA E TREMONTI stanno lavorando al programma elettorale per la CDL.
Dal confronto quindi mi sembra che la concretezza socialista, basata sull’esperienza si sia spostata dall’altra parte.
Se penso poi che, in caso di vittoria, Berlusconi manderà in Europa Margherita Boniver. ho la certezza che i socialisti concreti, quelli che si basano sui fatti, su reali dati di bilancio ed economici, quelli che guardano alle modernizzazioni, ecc. trovano casa a destra.
E’ la vendetta della STORIA: in Italia avremo una DESTRA PROGRESSISTA, contro una SINISTRA CONSERVATRICE, come gia aveva notato un illustre commentatore straniero studiando il PARADOSSO ITALIANO.
Manca solo che Hilary vinca la nomination per trovare anche un buon amico negli USA.