
Il Presidente USA congela i raid: “Due o tre giorni per negoziare”. Pechino garantisce a Washington lo stop alle armi per Teheran in cambio del petrolio.Donald Trump ha concesso un ultimatum di due-tre giorni all’Iran prima di far scattare gli attacchi militari precedentemente pianificati, congelando temporaneamente le operazioni per via di “seri negoziati” in corso con Teheran e forte delle rassicurazioni geopolitiche ottenute dal presidente cinese Xi Jinping.
Trump ha respinto il piano di pace iniziale proposto dall’Iran, ma ha contestualmente rinviato i raid. Questo stop temporaneo di 48-72 ore serve a testare la reale disponibilità di Teheran a scendere a compromessi (il Paese ha inviato un piano con sei specifiche richieste agli USA), mantenendo altissima la pressione militare ed evitando, per il momento, l’allargamento del conflitto.
L’asse Pechino-Washington e l’isolamento dell’Iran: L’affermazione “Xi mi ha promesso che non manderà armi” si riferisce agli esiti del recente bilaterale di Pechino. Il presidente cinese Xi Jinping ha garantito a Trump che la Cina non fornirà armi o equipaggiamenti militari a Teheran e che concorda sul fatto che l’Iran non debba possedere armi nucleari. Si tratta di un successo diplomatico fondamentale per gli USA, che toglie all’Iran il suo principale potenziale fornitore militare di ultima istanza.
La strategia di Xi Jinping: In cambio del blocco delle forniture belliche e del supporto per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, la Cina continuerà ad acquistare petrolio iraniano e ha ottenuto da Teheran garanzie di libero transito per le proprie navi commerciali. Pechino si muove così come un mediatore pragmatico, proteggendo i propri approvvigionamenti energetici ed evitando uno scontro frontale con Washington.
Se i negoziati dell’ultimo minuto falliranno alla scadenza dell’ultimatum, la macchina bellica statunitense avvierà i raid aerei programmati. Al contrario, se Teheran cederà sulle richieste chiave occidentali, si potrebbe profilare una tregua duratura, fortemente caldeggiata dai mercati globali per scongiurare shock energetici e inflazionistici legati al petrolio.
Giuseppe Basilico

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