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Il partito fallito delle primarie

Equivoca se non compromissioria è stata la decisione del PD di Renzi di lasciare al loro destino i territori.

di Angelo Giubileo | 9 Marzo 2016

Le primarie del Pd rappresentano la storia del partito, nato, dopo una gestazione di tre-quattro anni, nel corso dell’anno 2007. La novità, di per sé costitutiva, del Pd è stata infatti l’elezione del primo segretario del partito, Walter Veltroni, mediante un sistema di elezione nuovo per l’Italia, quello appunto delle primarie. Come dire, che senza primarie non avremmo avuto il segretario, e senza segretario non avremmo avuto il partito. Per il fatto, formale e sostanziale, che il processo di fondazione del Pd sarebbe stato incompleto. Quindi non valido, quindi inefficace.

E tuttavia, dopo quasi un decennio di vita del partito, il nodo gordiano da sciogliere è ancora questo, e cioè se le primarie e la vita stessa del partito debbano essere valutate da un punto di vista oltre che, si dice, politico anche giuridico. Perché, dopo oltre sessant’anni di vita democratica del paese, accade in effetti che la questione della rappresentanza partitica sia ancora legata al testo – tuttavia approvato e sia detto chiaramente: ancora inattuato – dell’art. 49 della Costituzione: Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Qual é l’ambito di applicazione di questa disposizione? Esiste un diritto (giuridico) specifico del cittadino alla determinazione della politica nazionale? E, conseguentemente, esiste un dovere (giuridico) dei partiti di rispettare tale determinazione? La questione, come si legge, non è di poco conto. Anzi. Non è affatto di poco conto. Addirittura, è tale da essere e divenire essenziale per il destino di una qualsivoglia democrazia.

E’ questo, quello che, in buona fede, volevano o meglio auspicavano i costituenti del Pd. Ovvero, la costruzione di un nuovo sistema di potere incentrato su un nuovo modo di fare politica; l’uscita dal chiuso delle stanze, si diceva ammuffite, delle segreterie di partito verso lo spazio aperto delle piazze reali o virtuali, come si usa chiamarle oggi, delle gazebarie, comunarie o primarie di sorta. Questo, tutto questo, ieri rappresentato dalla novità del Pd, oggi rappresentato dal fallimento i-n-e-q-u-i-v-o-c-a-b-i-l-e del Pd. Inequivoco, perché altrettanto senza alcun dubbio ormai, è stata quanto meno equivoca, se non compromissoria, la decisione del Pd-di-Renzi di abbandonare i territori al loro passato destino. Che, soprattutto in Campania, come per Bassolino e De Luca, sembra non passare. Ma è già passato.

Pubblicato in : MetamorfosiTag: anni, costituzione, De Luca, democrazia, disposizione, fallimento, nato, pd, primarie, processo, punto di vista, renzi, usa, veltroni

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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