Stiamo assistendo con sgomento ed indignazione all’inverecondo spettacolo di un’intera classe politica, che ha avuto come unico obbiettivo il consolidamento del proprio potere assoluto a scapito dei cittadini e l’affermazione della politica come gestione solo ed esclusivamente interna ai partiti, e di una stampa – accompagnata dalle televisioni – lobbistica e senza vergogna, che da qualche giorno stanno levando alte grida in difesa della sovranità popolare messa gravemente in pericolo per motivi che variano, a seconda della parte politica che denuncia lo scempio e/o della grancassa mediatica che la sostiene. Ora, avendo noi scritto per anni che la sovranità popolare in questo paese, pur sancita dalla Costituzione, è stata negata nei fatti dall’istituzione di un bipolarismo fasullo che ha negato ai cittadini ogni forma di partecipazione democratica, e con essa il diritto a scegliersi i propri candidati ed a giudicarne l’operato grazie al voto, ed avendone ricavato perlopiù, tranne negli ultimi tempi, accuse di balordaggine, ignoranza, incapacità di comprensione di meccanismi politici ritenuti da altri addirittura basici, ci vien fatto naturalmente di chiederci se era così difficile vedere la verità là dov’era, chiara, evidente, innegabile, o se davvero in questo paese vige una colossale forma di presa per i fondelli elevata a rango istituzionale e dunque ad unica dinamica dialettica possibile tra politici, giornalisti e cittadini. Leggiamo trombonate intitolate “Italiani, svegliatevi vogliono espropriarvi”, pubblicate sul giornale della famiglia Berlusconi che fino a ieri ha mandato in giro come Madonne pellegrine per tutti i talk-shaw politici televisivi i propri direttori, editorialisti ed affini a spiegare al popolo bue che godiamo per nostra grande fortuna della miglior legge elettorale del mondo, e che solo quei trogloditi politici degli anglosassoni fanno uso delle primarie come strumento di selezione di una classe dirigente, mentre noi siamo così privilegiati da essere sollevati da questo impegno – troppo più grande di noi, è sottinteso – dalle generose cure dei partiti, che tutto fanno, tutto scelgono, tutto decidono, e poi sono così buoni da chiamarci persino alle urne per avallare formalmente il loro operato. Ed ora si strappano i capelli perché le prove tecniche di inciucio fra Fini, Casini e Rutelli porterebbero ad un ribaltone parlamentare non sancito dal voto e dunque dalla presunta sovranità popolare: sembra uno scherzo di bassissimo livello, invece questa è la sostanza della nostra stagione degenerata ed esecrabile. Intendiamoci, noi per primi abbiamo sempre detto che un governo non uscito dalle urne sarebbe solo una manovra penosa ed insostenibile di Palazzo, il rigurgito ultimo e vigliacco di un antiberlusconismo che ormai congiura per l’assassinio virtuale sulle scale del Colle, ed i candidati a sostenere il ruolo di Bruto si spalleggiano l’un l’altro non con solidi argomenti ma con una chiamata in correità che pare un appello solo ai peggiori ricordi della nostra storia repubblicana. Ma perdonateci se, in questo clima di totale dissoluzione, ci vien voglia di dire: vi sta bene, l’avete voluta la partitocrazia, allora subitene tutti gli aspetti deteriori, compresi i ribaltoni parlamentari, senza osare appellarvi a quella sovranità popolare tradita, rinnegata e per di più vilipesa che oggi improvvisamente torna come il fantasma del padre di Amleto a chiedervi conto delle vostre scellerate imprese. Invece no, la Padania – giornale della Lega becera e populista – si appella al rispetto della sovranità popolare come se nel mondo leghista piccolo, gretto, esclusivo e non inclusivo, costruito oltretutto su presunte verità storiche posticce, ignoranti e prive di ogni fondamento, ci fosse mai stato spazio per una sia pur minima accettazione di un confronto sulla partecipazione popolare, eccezion fatta per la sceneggiata annuale di Pontida e l’elezione di Miss Padania. E tutto questo tacendo colpevolmente su una legge elettorale che oggi viene rinnegata da tutti quelli che l’hanno voluta ed imposta: destra, sinistra, ma anche il centro perché la verginella Casini, che ci ripete ogni giorno che lui no, lui è stato fuori coraggiosamente dalla scempio, nelle elezioni amministrative non ha esitato a fare accordi di comodo con coloro che oggi, come da copione, rinnega apertamente. E d’altronde, di fronte ad un Fini che dimentica di aver dato il suo stesso nome alla legge sull’immigrazione che oggi definisce “vergonosa”, mentre Bocchino – ed un giorno dovremo pur chiederci come può il futuro di un paese passare dalle mani di Bocchino – lo giustifica in televisione dicendo che è proprio di un leader maturare e crescere, che non si capisce se sia una nemmeno velata ironia, di cui però non sospettiamo il soggetto capace, oppure una ben più fondata abilità di arrampicarsi su specchi verbali ardui per giustificare l’inosabile, non possiamo più meravigliarci di nulla. Però qualcosa di sano, pulito ed intellettualmente onesto possiamo ancora farlo: rifiutarci di sostenere le ragioni di questi guitti e dei loro menestrelli. Personalmente, non accetteremo nè accoglieremo alcun appello postumo, tardivo ed intriso di malafede che faccia uso della sovranità popolare come del drappo rosso davanti al toro; non appoggeremo mai un governo tecnico o come si voglia chiamarlo, ma non concederemo un solo millimetro di spazio a chi ci ha ignorati e lasciati soli per anni a combattere una battaglia che era in difesa dei diritti di tutti noi, mentre invece era impegnato a combattere per la sola, mera, vile, sterile e tossica occupazione del potere a tutti i livelli. Se la fedeltà ad un principio ed ai propri ideali ha ancora un senso, a quella, e solo a quella, oggi ci richiamiamo per dire a tutta questa squallida compagnia di giro: andate a…vaffanbicchiere. Se lo dice Santoro è un alto momento di democrazia in difesa della libertà di espressione, bene, siamo certi che sarà così anche per noi, che la libertà di espressione l’abbiamo praticata senza guadagnarci una lira e pagandola invece di tasca nostra. Sempre.
ChiBo

Una tempesta nel bicchier d’acqua se ci fosse più comprensione per l’arterosclerosi.
Mi dispiace molto leggere quanto sta qui sotto. Non metto limiti alla dicsussione se non il rispetto. La libertà di tutti è inviolabile, e con essa il diritto ad essere ciò che siamo. E finiamola qui.
la tua soltanto? Continua a offendere e ti querelo.
Costituzione Italiana,art. 13 ,primo comma :
La liberta’ personale e’ inviolabile.
Te, Cartoni, devi smetterla di chiamarmi al femminile, non fai ridere nessuno, fai solo pena e fai coppia perfetta con Berlusconi e i suoi giudizi gretti e fasulli sui gay.
Quando ti rivolgi a me da uomo a uomo, se lo sei, allora ti rispondo e ti dico cosa penso di te.
Fino ad allora, gira i tacchi, e stammi alla larga.
Non so se Paulette potrà accettare l’abbraccio di Chiara ,rischiando di far ingelosire qualcuno , ma una cosa è certa : se le cose vanno male la colpa è di Berlusconi ,anzi ,del Vaticano . Invidio certe sicurezze mentali di stampo soloniano , ma non capisco come ,da una questione specifica , tipo “partitocrazia” in Italia , solo parlòando di massimi sistemi si ottenga audience . Se è vero che ” ci sono valori che non sono stati svenduti per un piatto di lenticchie ” perchè non facciamo un Vaticano Pride ,tutti travestiti da Papi e Vescovi ? Però anch’ io riconosco i “benefici delle cellule staminali per curare la degenerazione dei tessuti cerebrali” di cui anche Paulette potrà trarre vantaggio…
Caro Paolo, ma lo so benissimo che è un intero sistema a dover essere cambiato: politico, culturale, ma ancor prima etico e morale. Poichè ciò non è in mio potere, mi limito a ricordare, in tempi bui come questi, che qualcuno ha ancora memoria, si ricorda dei menzogneri, dei voltagabbana, dei parolai, dei cialtroni… e si permette, perchè può farlo, di sottolineare che ci sono valori che non sono stati svenduti per un piatto di lenticchie alla mensa del capo – chiunque esso sia. Tutto qui. Ti abbraccio.
E’ cosi’ da sempre Chiara perché é la mentalità italica, questo sistema corrotto e moralistico ha garantito e garantisce spesso a questi e a quelli un posto di lavoro, in Italia vige la legge del “Mi manda Picone”, qualsiasi possa essere la legge elettorale! Il problema dell’Italia, a monte di tutto, resta la subordinazione della politica, TUTTA, buona, marcia, corrotta, al potere religioso che per sua sfortuna ha nello stivale il suo fulcro!
Finché sarà legittimo tutto cio’, nessuna legge elettorale potrà cambiare le cose.
Forse, al punto in cui si é arrivati, un ribaltone sarebbe il male minore e poi ribaltone di che….il vero cambiamento, la vera liberazione per il popolo italiano ci sarà non con una o mille altre leggi elettorali, ma quando sarà abolito il Concordato, quando la legge sarà uguale per tutti (per esempio quando i beni appartenenti al clero saranno soggetti alle stesse tasse come per i comuni mortali), quando la ricerca scientifica potrà al pari del mondo civilizzato portare risposte rapide ai problemi gravi di tanti cittadini (pensa alle scoperte recenti sui benefici delle cellule staminali per curare la degenerazione dei tessuti cerebrali), quando i diritti di ogni singolo cittadino saranno rispettati e valorizzati, quando per legge una frase come quella del Primo Ministro che rirdicolizza la minoranza gay, dando man forte all’omofobia dilagante ovunque (anche qui), sarà considerata un’espressione lesiva e che, in un Paese civile, avrebbe obbligato il Ministro in questione alle dimissioni immediate.
No Chiara, non é la legge elettorale, ma ancor prima la mentalità che va cambiata, e ti assicuro, non sarà per domani, né per dopo domani.
Chiara,parlando di bicchieri posso solo…alzare anche il mio e declamare “salute”,”prosit” ,”à la santè” ,”skal “..! L’augurio che esprimi c’ è tutto ,anche da parte mia !