• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il Papa come ostacolo: quando la Pace diventa un bersaglio

Lo scontro esploso tra Donald Trump e Papa Leone XIV non è un incidente verbale né un improvviso scatto d’ira: è il risultato di una frattura che da mesi attraversa il rapporto tra Washington e la Santa Sede.  Tutto parte dalle parole del nuovo Pontefice sulla guerra in Medio Oriente e sul rischio di un’escalation nucleare. Leone XIV ha ribadito che “la missione della Chiesa è la Pace” e che “nessuna potenza può ritenere accettabile l’uso o il possesso di armi nucleari”, una posizione che prosegue la linea pacifista e anti‑deterrenza della diplomazia vaticana contemporanea.Per Trump, impegnato a mostrare fermezza contro l’Iran e a rafforzare la presenza militare nello Stretto di Hormuz, quelle parole sono apparse come un ostacolo politico.

di Angioletta Massimino | 8 Maggio 2026

Lo scontro esploso tra Donald Trump e Papa Leone XIV non è un incidente verbale né un improvviso scatto d’ira: è il risultato di una frattura che da mesi attraversa il rapporto tra Washington e la Santa Sede. 

Tutto parte dalle parole del nuovo Pontefice sulla guerra in Medio Oriente e sul rischio di un’escalation nucleare. 

Leone XIV ha ribadito che “la missione della Chiesa è la Pace” e che “nessuna potenza può ritenere accettabile l’uso o il possesso di armi nucleari”, una posizione che prosegue la linea pacifista e anti‑deterrenza della diplomazia vaticana contemporanea.Per Trump, impegnato a mostrare fermezza contro l’Iran e a rafforzare la presenza militare nello Stretto di Hormuz, quelle parole sono apparse come un ostacolo politico. 

Hormuz è uno dei passaggi marittimi più strategici del pianeta: da lì transita circa un quinto del petrolio mondiale. 

Ogni tensione significa instabilità energetica globale e rischio di escalation militare. 

Trump vuole mostrare che gli Stati Uniti controllano la situazione, che l’Iran non può minacciare le rotte petrolifere e che la forza è l’unica lingua che Teheran comprende. 

Le parole del Papa, che richiamano al dialogo e alla de‑escalation, indeboliscono questa narrativa. 

E in un contesto in cui la Casa Bianca vuole apparire come l’unico garante della sicurezza globale, la voce del nuovo Pontefice pesa più di quanto Trump sia disposto ad ammettere.A questo si aggiunge un altro elemento verificabile: la divergenza su Cuba. 

Trump ha annunciato una linea molto dura verso L’Avana, con l’intenzione di irrigidire le sanzioni e colpire i canali economici che sostengono il governo cubano. 

Il Vaticano, al contrario, mantiene da decenni una posizione favorevole al dialogo e si è opposto all’embargo, sostenendo che l’isolamento non produce stabilità né sviluppo. 

Anche qui, due visioni incompatibili: Trump vuole pressione, Leone XIV mediazione. E ogni volta che il Papa parla di ponti e non di muri, la Casa Bianca lo percepisce come un indebolimento della propria strategia.Sul piano geopolitico più ampio, Trump ha rimesso sul tavolo anche la questione Groenlandia, non più come provocazione ma come tassello strategico nell’Artico, regione cruciale per rotte commerciali, basi militari e risorse energetiche. 

È un altro fronte in cui la logica della potenza prevale su quella della cooperazione, e in cui la voce del Papa, che richiama alla responsabilità globale e alla tutela dei popoli, risulta scomoda.Infine, c’è il contesto economico, ma solo nella parte verificabile: negli ultimi anni la Santa Sede ha rafforzato in modo significativo i controlli finanziari interni. 

Le riforme hanno centralizzato la gestione degli investimenti nella sola APSA e nello IOR, hanno chiuso conti sospetti, hanno ridotto l’uso di intermediari esteri non regolamentati e hanno portato Moneyval a riconoscere progressi concreti nella lotta al riciclaggio. Non esistono prove di uno scontro diretto tra Trump e Papa Leone XIV sullo IOR, né di pressioni americane sulla finanza vaticana. Ma è un fatto che la maggiore trasparenza e autonomia della Santa Sede modifichi equilibri consolidati e venga osservata con attenzione da Washington, soprattutto in un momento di tensioni globali.In questo quadro, l’attacco personale di Trump al Papa appare come il tentativo di neutralizzare un’autorità morale che può influenzare opinioni pubbliche e governi proprio mentre gli Stati Uniti cercano di riaffermare la propria leadership su dossier delicatissimi: Iran, Hormuz, Cuba, Groenlandia. 

Leone XIV, con la sua insistenza sulla Pace, incrina la narrativa della forza come unica via. E quando la morale mette in difficoltà la geopolitica, la politica reagisce colpendo la fonte della critica.Alla fine, l’attacco di Trump al Papa non è un eccesso verbale né un incidente diplomatico: è il riflesso di una visione del mondo che non tollera ostacoli. 

Mentre la Casa Bianca tenta di mostrare forza nello Stretto di Hormuz, irrigidisce la linea su Cuba e rimette sul tavolo l’interesse strategico per la Groenlandia, Leone XIV continua a ricordare che la pace non è una debolezza e che la diplomazia non è un lusso. 

È questo che irrita Trump: non le parole del Papa, ma la loro capacità di incrinare la narrativa della potenza come unica lingua possibile. 

Per chi vuole trasformare ogni crisi in un braccio di ferro, la voce della Pace è un problema. 

Per chi misura la leadership in minacce, non in responsabilità, un Papa che parla di dialogo diventa un intralcio. 

Resta un fatto, però, che nessun insulto può cancellare: se la voce del Vangelo disturba così tanto, allora è proprio lì che oggi si misura il confine tra governare e intimidire. 

E se un Pontefice diventa un bersaglio per chi vuole ridisegnare il mondo a colpi di pressione militare e geopolitica, allora forse il problema non è il Papa, ma è il mondo che ha smarrito la differenza tra forza e prepotenza.
Angioletta Massimino

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Angioletta Massimino

Siciliana, socialista e imprenditrice, scrive per passione, fa giornalismo come ricerca della verità e porta avanti l’editoria come attività imprenditoriale.
La sua formazione comprende studi classici, musicali, giuridici, sociologici e giornalistici.
Dal 1987 ha guidato la ‘Massimino Editrice’ e la Tipolitografia ‘Sicilmediterranea’, collaborando con Giuffrè, Giappichelli e Istituzioni accademiche.
La Sicilia è il centro del suo impegno: una terra ricca e capace, spesso relegata in un ghetto culturale e politico. Il suo lavoro nasce dall’esigenza di restituirle spazio e dignità.
Socialista per convinzione, ha fatto parte della Commissione Nazionale di Garanzia e del Consiglio Nazionale del PSI, contribuendo alla redazione di un’interrogazione parlamentare sul MUOS e alla stesura di un disegno di legge sullo stalking giudiziario.
Ha collaborato con diverse testate, tra cui Avanti! Online, I Nuovi Vespri, Il Faro sul Mondo, Il SudEst, PoliticaPrima, AKIS REGALE e La Giustizia.
Vive e lavora in Sicilia.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti