Qualche riflessione sul libro di Pier Paolo Segneri “Il nuovo possibile”. L’autore insiste a ragione su come sia necessario liberarsi dalle “paure” e, con coraggio e coscienza, unirsi in un campo “altro” della politica, per un nuovo Umanesimo Liberale.

Regista teatrale, sceneggiatore, intellettuale liberale, politico sensibile e acuto analista della società, Pier Paolo Segneri, tra le pagine de “Il nuovo possibile” (edito da Portaparole, collana “la Spirale”, euro 14.00), offre una prospettiva, una visione per una società che sia maggiormente incentrata sull’essere. Per far sì che ciò avvenga, nota Pier Paolo, c’è bisogno di un cambio di visione, di una riappropriazione della Politica, dell’umanità che in ognuno dimora (o almeno dovrebbe). Così “Il nuovo possibile” propone un punto di vista “altro”, non “contrapposto”. La riflessione muove dall’Uomo, dalla Ragione, dalla Libertà. Questi concetti, cari all’autore, sembrano essere oggi solamente pallide parole dimenticate in un lontano passato. Quando invece proprio per la congiuntura storica, sociale e culturale degli ultimi anni, essi sono (o quantomeno dovrebbero essere) gli elementi essenziali per un “risorgere” dell’Umanità. Tanti i riferimenti a Leonardo Sciascia, tanta la filosofia liberale e l’azione socialista, così Pier Paolo esprime la sua visione della politica come “l’arte del nuovo possibile”. Vale la pena riportare l’interessante osservazione sul termine “Potere”, scritto con l’iniziale maiuscola, e della parola “potere”, scritta stavolta con la minuscola. Eccone un passaggio: “Ma la politica deve saper ascoltare, comprendere, osservare. Perché l’arte è linguaggio, comunicazione, creatività. È visione del mondo, intuizione delle forme, immaginazione del possibile. Come la politica. Non come il Potere. Se intendiamo il termine ‘potere’ con la ‘p’ minuscola, allora esso diventa possibilità e la politica si trasforma nell’arte del ‘nuovo possibile’: poter essere, poter realizzare, poter innovare. Il ‘Potere’ con la ‘P’ maiuscola, invece, si alimenta di sterile e astratto pragmatismo. Perciò non realizza, non muove, non trasforma.” In queste parole è in buona parte racchiusa la costante che “blocca” l’odierna società e con essa la politica, la cultura, ecc. Il Potere assorbito dagli animi di troppi individui (e viceversa) e prepotentemente “fissato” nella classe dirigente. La riflessione verte proprio sulla possibilità (potere, appunto, come possibilità) non di cambiamento ma di rinnovamento, anzi di “risorgimento”, sotto diversi ambiti dell’esistenza: di umanità, di spirito, di consapevolezza, di lealtà, di amore, di dialogo, di partecipazione, elementi fondamentali di un nuovo linguaggio politico, sociale, culturale, che rompa con la dimensione ovattata del Potere e liberi l’Uomo, la persona. Su questi e altri preziosi presupposti prende vita il progetto politico della Rosa nel Pugno, proposto e promosso per primo da Pier Paolo ormai da diversi anni, dove la politica si fa forte, pulita, leale, dinamica, “altra” rispetto al panorama viziato e oscuro in mano al Potere (in primis quello partitocratico). La Rosa nel Pugno è l’alterità, la realizzazione concreta di una progetto che muove da solide basi di consapevolezza, di studio, di cultura, di ricerca e amore verso la politica stessa, con la prospettiva rivolta alla giustizia giusta, alla legalità, alla sicurezza, allo stato di diritto, al merito, alla lotta alle ingiustizie, alla Forza intesa al servizio degli altri. L’autore insiste a ragione su come sia necessario liberarsi dalle “paure” e, con coraggio e coscienza, unirsi in un campo “altro” della politica, per un nuovo Umanesimo Liberale. Insomma, “il nuovo possibile” è un libro che apre scenari per il futuro. Suggerisco di leggerlo.

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