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Il nuovo mondo secondo Xi e Vladi

Dalla Cina Xi jinping, uomo che ha forzato la costituzione cinese per poter andare oltre i due mandati, ha detto al mondo, alias Occidente, di scegliere tra la pace e la guerra mentre era circondato da due noti pacifisti come Putin e Kim Jong Un (il cui unico merito è quello di essere ricco di atomiche, non di pil). Ovviamente, in tale circostanza Putin non ha perso occasione per raccontare la sua versione della guerra, facilmente smontabile dagli stessi dissidenti russi punto per punto.

di Fabrizio Amadori | 20 Settembre 2025
In this pool photograph distributed by the Russian state agency Sputnik, Russia’s President Vladimir Putin (L) walks with China’s President Xi Jinping before a military parade marking the 80th anniversary of victory over Japan and the end of World War II, in Beijing’s Tiananmen Square on September 3, 2025.

Dalla Cina Xi jinping, uomo che ha forzato la costituzione cinese per poter andare oltre i due mandati, ha detto al mondo, alias Occidente, di scegliere tra la pace e la guerra mentre era circondato da due noti pacifisti come Putin e Kim Jong Un (il cui unico merito è quello di essere ricco di atomiche, non di pil). Ovviamente, in tale circostanza Putin non ha perso occasione per raccontare la sua versione della guerra, facilmente smontabile dagli stessi dissidenti russi punto per punto. Questo a partire dalla spinosa questione del Donbass, di cui si stava occupando dal 2014, in un libro che evidentemente non doveva uscire, il grande dissidente ed ex delfino di Eltsyn, Boris Nemtsov, guarda caso ammazzato a pistolettate a febbraio 2015 nei pressi del Cremlino. Ed ora, oltre alle provocazioni di Xi, questo fuorionda dove Putin dice che si potrà diventare immortali con la bioingegneria. Certo, per l’ex Kgb la situazione è cambiata e i 70enni come lui sono dei ragazzini, ma insomma, sempre meglio non fidarsi troppo e puntare sulla scienza che ti cambia gli organi. Questo il succo del discorso del tiranno di Mosca. Peccato, aggiungerei, che i ragazzini veri lui li abbia mandati, e li stia mandando, tenace e irremovibile, nel tritacarne ucraino. Ma a questo punto viene da chiedersi se uno come lui (e come numerosi tiranni), presumibilmente fissato su una vita allungabile in modo indefinito, non dia ragione al grande scrittore Elias Canetti quando scrive che molti vecchi, venuti a sapere che un giovane è morto, sentono rafforzato il proprio senso della vita, quasi appunto a prolungarla. Ecco, credo che Putin si possa sentire soddisfatto in questa sua brama, di giovani russi e ucraini ne ha già ammazzati abbastanza (perché chi li fa ammazzare è lui non Macron, caro Salvini), e invece di continuare a farlo forse farebbe meglio a chiedere ai suoi scienziati di velocizzare le ricerche per l’elisir di lunga vita, se proprio ci tiene. 

Fabrizio Amadori 

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: Boris Mmtsov, cina, Corea del Nord, Eltsyn, Kgb, Kim jong un, Occidente, putin, Russia

Info Fabrizio Amadori

Genovese, nato nel 1971, diplomato al liceo classico “Mazzini”, laureato in filosofia all’Università Statale del capoluogo ligure, amo la letteratura in lingua tedesca e russa. Residente a Milano dal 1999, dopo varie esperienze, prima come responsabile di pizzeria (Germania) e poi come docente in Italia e all’estero (Zambia), mi occupo da gennaio 2007 di comunicazione per le aziende (dalle piccolissime alle multinazionali). Al mio attivo ho numerose pubblicazioni – articoli e interviste – su giornali e riviste culturali nazionali (“Ideazione”, “Filosofia”, “Poeti e poesia”, etc.). Da studioso in ambito letterario ho scritto soprattutto di teoria della scrittura (si veda, ad esempio, il mio breve saggio “Ragionare alla Poe”, “Avanguardia” n. 59). Sono stato il primo a parlare di “narratologia deduttiva” (“Prometeo” n. 145).
Ottenuta nel 2000 una borsa di studio e ricerca da una Fondazione italo-americana per sviluppare il discorso iniziato col mio pamphlet “Giovani e potere” – o “Giovani, sesso e potere” a seconda dell’edizione – (prefazione di Dino Cofrancesco), ho potuto lavorare a stretto contatto, tra gli altri, con Anita Desai e Philip Levine. Polemista, ho scritto per i giornali anche di cultura. Di recente ho iniziato a pubblicare alcune poesie – o “testi rimati” come li definisco io – sulla rivista “Poeti e poesia”. Già membro della segreteria della “Enzo Tortora” di Milano e Consigliere generale della “Coscioni”, mi sono occupato come oratore del referendum per l’abrogazione della Legge 40 portando a casa anche un importante risultato: convincere il quotidiano “Liberazione” – di ispirazione comunista – ad usare come allegato per la campagna il materiale dell’associazione radicale.

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