
Il morso del padrone arriva lontano, anche in Africa, e costringe Meloni a schierarsi ancor più nettamente a destra: non solo non condivide le prese di distanza di Merz dal MAGA, dalla cultura razzista e neoimperialista del movimento di Trump, ma da Addis Abeba annuncia anche che aderirà in veste di osservatore al Board of Peace di Gaza e che parteciperà alla riunione di giovedì prossimo a Washington.
Tra i paesi della Unione Europea, il nostro si troverà in compagnia soltanto dell’Ungheria di Orban, della Bulgaria e forse della Grecia, rompendo la coesione della stessa UE dei 27 con uno strappo che non sarà privo di conseguenze.
Se il padrone chiama, Meloni risponde: l’equilibrismo tra le due sponde dell’Atlantico salta senza indugi tradendo l’Europa a favore degli USA.
Così l’Italia si isola nel contesto europeo, incrinando la coesione dei Ventisette e spostando il baricentro della propria politica estera fuori dal quadro comune dell’Unione.
Da sola, dall’Etiopia e senza un previo confronto parlamentare, Meloni ha scelto di aderire di fatto a un organismo internazionale che si colloca fuori dal quadro dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite e che, per struttura statutaria, concentra il potere decisionale nelle mani degli Stati Uniti e dello stesso Trump, previsto come presidente a vita.
Si pone un problema serio rispetto all’articolo 11 della Costituzione, che consente limitazioni di sovranità solo in condizioni di parità tra gli Stati.
Con questa scelta Meloni conferma tutte le critiche riguardo al suo sprezzo per la Costituzione, alla sua indifferenza verso le procedure parlamentari e istituzionali, verso suo anti europeismo, mettendo l’Italia in una oggettiva condizione di subordinazione agli USA di Trump.
Quanto al merito basta ripetere quello che ha detto del Board of Peace monsignor Pierbattista Pizzaballa :
“È un’operazione colonialista: altri che decidono per i palestinesi”.
“Le slide dell’amministrazione Trump sul futuro di Gaza? Non ci sarà nessun resort a Gaza. Qualunque cosa vogliono fare non può ignorare i due milioni di persone che sono lì, che hanno perso tutto ma non la dignità. Non si potrà fare nulla contro la loro dignità”.
Pizzaballa ha spiegato che qualunque iniziativa sul futuro di Gaza non può essere imposta dall’esterno e che senza il coinvolgimento diretto dei palestinesi non può esserci una soluzione stabile. Ha richiamato la necessità di un quadro condiviso e legittimato dalla comunità internazionale.
Tutto il contrario di ciò che sta facendo Giorgia Meloni.
Il Patriarca latino di Gerusalemme ha anche denunciato che a Gaza si continua a morire: “Sei mesi fa si parlava soprattutto di fame, oggi si muore anche per il freddo e per infezioni banali, perché mancano gli antibiotici e i medicinali di base”.
E intanto Israele annette la Cisgiordania, violando le risoluzioni dell’ONU che assegnano quel territorio alla Palestina.
Questa è la pace di Donald Trump, di Benjamin Netanyahu e di Giorgia Meloni.
La pace dell’internazionale nera neofascista a cui ora aderirà anche l’Italia, non proprio direttamente ma subdolamente, nella veste di osservatore, perché così si può aggirare un preciso vincolo costituzionale.
Enrico Rossi

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