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Il Monte, i Monti, Caltagirone e Siena

di Stefano Bisi | 29 Gennaio 2012

 Tra gli addetti ai lavori circola la voce che Caltagirone vorrebbe disimpegnarsi anche per la rinuncia di Giuseppe Mussari a restare presidente della Banca Mps.

Francesco Gaetano Caltagirone si è dimesso da vicepresidente e da consigliere della Banca Monte dei Paschi per incompatibilità con il ruolo di vicepresidente di Assicurazioni Generali. Per il primo febbraio era stata convocata l’assemblea degli azionisti per il suo reintegro. Ma l’imprenditore romano, a capo di uno dei più importanti gruppi industriali italiani, ieri ha deciso di non accogliere la richiesta che gli era venuta dagli azionisti perchè da qualche tempo è iniziato l’alleggerimento della partecipazione di Francesco Gaetano Caltagirone dall’azionariato del Monte. Il 19 gennaio l’imprenditore romano ha venduto 70 milioni di azioni ordinarie Mps pari a circa lo 0,62% del capitale votante della banca. L’operazione si aggiunge a quella dei giorni scorsi quando era stata comunicata la vendita di azioni Mps pari all’1,08% del capitale. Dal file Consob, Caltagirone ha ridotto la partecipazione nel Monte dei Paschi di Siena al 2,787% dal 3,923% del capitale votante. L’imprenditore aveva già venduto a dicembre lo 0,33% del capitale di Banca Mps. Insomma, da una prima lettura dei numeri si può intuire una sorta di distacco di Caltagirone dal Monte dei Paschi e un avvicinamento a Unicredit del quale avrebbe rilevato un importante pacchetto di azioni nell’ambito dell’aumento di capitale da 7,5 miliardi che si chiude oggi. Eppure, l’industriale romano era arrivato a Siena con molta fiducia e, in questi anni, ha avuto una presenza discreta, senza invadenze che pur avrebbe potuto fare vista la mole del suo impegno nel gruppo bancario. Ha risposto “sì” quando gli sono state fatte richieste e ha fatto il socio leale dell’azionista di maggioranza, la Fondazione. Aveva superato anche la delusione per qualche critica che gli era stata rivolta durante l’ultima campagna elettorale e che aveva imbarazzato anche i vertici di Rocca Salimbeni. Potrebbero aver giocato su questo progressivo distacco anche le difficoltà del titolo, negli ultimi giorni però in ripresa, e quelle dell’azionista di maggioranza che potrebbe scendere sotto il 50 per cento. Tra gli addetti ai lavori circola la voce che Caltagirone vorrebbe disimpegnarsi anche per la rinuncia di Giuseppe Mussari a restare presidente della Banca Mps. Chissà? Di sicuro la banca rischia di perdere un azionista di peso e un alleato leale della Fondazione in un momento di scelte strategiche importanti e a pochi mesi dall’assemblea di fine aprile quando il direttore generale Fabrizio Viola sarà nominato nel consiglio di amministrazione e poi, dal cda, amministratore delegato. E, speriamo, che non “prendano i cocci” anche i francesi di Axa.

 

Pubblicato in : Primo piano

Info Stefano Bisi

Nato a Siena il 15 ottobre 1957, Giornalista, è laureato in Scienze dell’amministrazione nella facoltà di Scienze politiche dell’Università di Siena. Ha lavorato nei periodici “Siena Nord” e “La Gazzetta di Siena”, e, con qualifica di direttore, nelle emittenti “Antenna Radio Esse” e “Televideosiena”. È stato vicedirettore del Gruppo Corriere, che comprende le edizioni di Perugia, Terni, Siena, Arezzo, Grosseto, Rieti e Viterbo. E’ autore di alcuni libri fra cui “Mitra e Compasso”, dedicato al rapporto tra chiesa cattolica e massoneria, lo “Stradario massonico di Siena” e coautore di “Sindaci in rosso”, una pubblicazione a cura di Vittorio Feltri e Renato Brunetta e di “Massoneria F.A.Q.” Ha ricevuto i premi “Paolo Maccherini”, “Giornalista sportivo dell’anno”, “Porsenna”, “Medioevo presente”. É Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica.
Dal 2014 è Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia

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