• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il mondo lo spinge avanti chi capisce e indietro chi crede di sapere

L’istruzione peggiora i popoli perché li illude che il sapere rende gli umani consapevoli, ma non è così. il cervello umano è limitato: chi sa molto capisce poco, e capisce solo chi non sa un bel niente. Spaccando a colpi di scienza un capello in quattro, si finisce per sapere molto di un particolare insignificante. O viceversa, cercando di penetrare il mistero della complessità, si riesce a capire di più, ma si apprende di meno.

di Franco Luceri | 8 Agosto 2026

L’istruzione peggiora i popoli perché li illude che il sapere rende gli umani consapevoli, ma non è così. il cervello umano è limitato: chi sa molto capisce poco, e capisce solo chi non sa un bel niente.
Spaccando a colpi di scienza un capello in quattro, si finisce per sapere molto di un particolare insignificante. O viceversa, cercando di penetrare il mistero della complessità, si riesce a capire di più, ma si apprende di meno.
Infatti, quel burlone di Mark Twain, oltre un secolo fa, cercò inutilmente di farci capire che: “il sapone e l’istruzione non hanno effetti rapidi come un massacro, ma a lungo andare sono più micidiali”.
Ora, salvo rare e illustrissime eccezioni, dopo un secolo di istruzione obbligatoria mondiale, i soggetti autonomi sulla faccia della terra sono una rarità: i figli della cultura sanno tutto, ma come conservare il mondo in pace, e renderlo onestamente ed ecologicamente produttivo non capiscono una mazza, e i figli legittimi della natura non sanno un bel niente, ma per millenni hanno sempre capito come sopravvivere senza aiutini teologici e filosofici.
Allora la conflittualità umana è un attacco di stupidità collettiva: perché gli ignoranti affidati alla natura non hanno mai avuto bisogno degli istruiti per decine e decine di millenni; mentre oggi gli istruiti, nati “cibodipendenti” come qualunque altro essere vivente, hanno un drammatico bisogno degli ignoranti che del cibo sono ancora produttori esclusivi.
Quindi l’eccesso di istruzione è una forma di dirottamento culturale suicida. Proprio quel massacro di cervelli profetizzato da Twain. Istigare un popolo ad apprendere forme di sapere nuove, diverse e migliori, distrae chi è impegnato a soddisfare i bisogni primari, verso interessi secondari, come mandare i figli dei lavoratori a scuola di ballo, nuoto, calcio o musica, in aggiunta all’istruzione obbligatoria.Così, invece di nutrirsi del sapere istintivo e intuitivo dei genitori, per acquisire e conservare la loro capacità produttiva, finiscono per perdersi in mille interessi costosi, improduttivi e persino pericolosi per la collettività e l’ambiente.E alla morte dei genitori, non avendo quella specifica capacità per gestire l’impresa ereditata, svendono il laboratorio o abbandonano la campagna, il gregge o la pesca e fuggono a godersi il presente invece di costruirsi un futuro.
In questo modo si sono distrutti milioni di nuclei familiari e piccole imprese competitive e produttive per secoli passando da padre in figlio. Inizialmente questa politica è sembrata miracolosa perché ha reso più competitiva e vincente l’industria, fino a portare l’Italia a quarta potenza industriale. Ma poi, dovendo fare i conti col mercato globale, dove le prime potenze mondiali la fanno da padrone, in pace o in guerra, la fiammata di competitività, piano piano si è affievolita, e da un decennio il made in Italy è in liquidazione fallimentare.
Insomma spostare i giovani in massa dalla cultura familiare agricola o artigianale, ad un’altra anche migliore, ma in conflitto col sistema socio economico o ecologico esistente, è come predisporre un popolo al rischio fallimento, default e guerra civile.
Perché anche la migliore cultura del mondo va assorbita e digerita con gradualità, ha bisogno di un lungo rodaggio prima di rendere un sistema economico competitivo e produttivo, maturando con la giusta teoria e con una lunghissima pratica il cervello dei popoli, perché il loro onesto lavoro faccia lievitare i profitti onesti.Ma questa complessa operazione richiede tempi lunghi e montagne di investimenti pubblici, col rischio di non riuscire a reggere alla competizione con i sistemi meno industriali e più artigianali che non affrontano cambiamenti culturali rischiosi e costosi e continuano a sfornare profitti.Insomma, per non farla lunga, convinciamoci che il sapere è una medicina, e se sbagli dosaggio uccidi: persino l’antidoto ti si converte in veleno mortale.
La cultura non è un affidabile surrogato della natura. Interi popoli ignoranti con pochi teologi e filosofi hanno mandato avanti il mondo per millenni. Ma ora col dosaggio opposto si stanno facendo danni incalcolabili, perché il pianeta sembra gradire più i contadini che dissodano la terra con la zappa, chè gli intellettuali con la lingua, la penna, lo smartphone, il Caterpillar telecomandato, l’intelligenza artificiale o la guerra.L’accelerazione dell’istruzione obbligatoria ha prodotto una potentissima classe intellettuale che ha messo radici nella politica, nell’industria e nella Finanza mondiale; ma sta generando squilibrio, a giudicare dalla spaventosa quantità di guerre in ogni angolo del pianeta e dalla marea di disperati che girano il mondo a caccia del loro diritto alla vita negato.Se questa stortura culturale a 360 gradi, che schiavizza tutti i poveri del mondo, e impoverisce e condiziona pesantemente anche milioni di intellettuali onesti non è correggibile nemmeno dai politici guerrafondai modello Trump Putin e Netanyahu, allora va detto senza giri di parole: Twain non è stato un burlone ma un illuminato profeta.

Franco Luceri

Pubblicato in : Dossier

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti