• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il mito dell’italiano vero

Che si tratti della concezione un po’ omofobica e un po’ razzista del generale Vannacci o della descrizione nazional-popolare messa in musica da Toto Cutugno, il tentativo di definire l’italiano vero fallisce o al massimo si riduce a macchietta.

di Roberto Riviello | 27 Agosto 2023
Il generale Roberto Vannacci al centro delle polemiche d’agosto (fonte Wikimedia Commons)

Siamo purtroppo tornati a interrogarci sul concetto di italianità, ovvero come si definisce un “italiano vero”. Sembrava un tema superato o comunque divenuto di scarso interesse, visto che dal Covid alla guerra in Ucraina di questioni veramente drammatiche ne abbiamo dovute affrontare molte e ancora siamo in mezza alla bufera. Ma prima il generale Vannacci col suo famigerato libro “Il mondo al contrario” e adesso la morte di Toto Cutugno, noto soprattutto per il suo successo “L’italiano”, ci costringono a dimenticare per un po’ le recenti alluvioni, gli incendi ferragostani, le violente grandinate, il tema del salario minimo e il taglio (sempre promesso e mai realizzato) delle tasse e del cuneo fiscale; e ci fanno interrogare sulla questione di chi sia l’italiano vero.

Il generale l’ha detto molto chiaramente ma solo in termini negativi: non è omosessuale e non ha la pelle scura. Per quanto riguarda la prima questione, quella dell’omosessualità, basterebbe ricordare proprio a lui che si sente un erede di Giulio Gaio Cesare, il più grande militare di tutti i tempi, che l’eroe romano era notoriamente bisessuale: lo attestano le fonti tra cui Cicerone, un uomo le cui parole vengono ancora studiate nei migliori licei classici del mondo. Poi c’è la faccenda del colore della pelle, e per questo il generale-scrittore ha citato la pallavolista Paola Egonu che ha la pelle scura e quindi, secondo lui, non potrebbe considerarsi un’autentica italiana. Eppure, proprio ieri sera, guardavo in tv la partita di pallavolo Italia-Bosnia, finita con un secco 3 a 0 per l’Italia; e durante questa partita la Egonu ha segnato una serie di punti con delle schiacciate favolose, con una grinta e una potenza eccezionali, che chiunque sia tifoso della nostra nazionale non può non aver ringraziato il Dio della pallavolo perché lei veste la maglia azzurra che solo agli italiani è concessa. Per questo l’italianità dell’atleta è fuori discussione, anzi è un bene che sia così e tutti gli sportivi italiani ne sono più che convinti.

Veniamo all’altra idea di italianità: quella descritta e cantata nei primi anni Ottanta da Toto Cutugno, e  che oggi è ritornata al centro del dibattito. C’è subito da dire che, a differenza di Vannacci, il cantautore proponeva un modello positivo, nel senso che lui ne indicava le caratteristiche: l’italiano ama gli spaghetti al dente, ha un ex partigiano come presidente della Repubblica (Pertini), beve caffè ristretto, usa la crema da barba alla menta, guarda la moviola la domenica sera dopo le partite etc. E’ un’idea decisamente popolare che ci racconta un’Italia a cavallo tra la fine della crisi degli ultimi anni Settanta e l’inizio di un nuovo ciclo economico e culturale. Un’idea sentimentale, molto naive e oggi decisamente superata. A riascoltarla – diciamo la verità – questa canzone ci fa sorridere come quando riapriamo gli album di fotografie di trenta o quarant’anni fa.

In conclusione, che si tratti della concezione un po’ omofobica e un po’ razzista del generale Vannacci (il quale ha tutto il diritto di esprimersi e di scrivere baggianate) o della descrizione nazional-popolare messa in musica da Toto Cutugno, il tentativo di definire l’italiano vero fallisce o al massimo si riduce a macchietta. Probabilmente l’italiano vero non è mai esistito e mai esisterà, ma gli italiani, frutto di una storia complessa, di contaminazioni linguistiche e di scambi con altre culture e popolazioni, molteplici e affascinanti proprio le loro diverse nature e qualità, quelli sì: siamo solo noi, come direbbe Vasco.

Roberto Riviello

(da “Solo Riformisti”)

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, anni settanta, canzone, cicerone, crisi, italia, mondo, presidente della repubblica, repubblica, spaghetti, tasse, usa

Info Roberto Riviello

Insegnante, si è laureato in Filosofia nell’Università di Firenze nel 1978, risiede nel Valdarno fiorentino. Commenta la politica italiana su Pensalibero.it e scrive racconti per radio poi diventati sceneggiati e testi teatrali messi in scena come regista. Ha al suo attivo anche un film sulla vita di un grande poeta toscano poi finito in manicomio. Trascorre il suo tempo libero passeggiando in campagna. È appassionato di storia, arte e cucina.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti