• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il mesto tramonto del semestre europeo a guida italiana

di Beppe Facchetti | 11 Gennaio 2015

E’ stata un’occasione persa. Anche sul fronte interno, perché non si riesce a far capire, agli italiani, che serve più Europa e che i pericolosi discorsi sull’uscita dall’euro non si possono controbattere con la retorica.

 

Il semestre europeo dell’Italia, diciamo la verità, non é stato di quelli memorabili. L’Europa continua a segnare il passo al bivio tra il nulla e la vera unificazione che, per significare qualcosa, vuol dire cessione di sovranità. Unico antidoto, comunque, ad una crisi che non é più definibile solo scetticismo, ora che viene cavalcata con successo democratico dagli Tsipras, Farange, Le Pen e dai loro imitatori italiani di destra e sinistra. La Germania sembra tentata di lasciar andare alla deriva Atene, ora che le sue banche un pò sono rientrate. In Grecia, 5 anni e 240 miliardi dopo, con le eleIoni di gennaio si rischia di tornare punto a capo, e mentre entrano felici nell’euro gli ex satelliti sovietici, potrebbe uscirne il simbolo stesso dell’Europa. Sei mesi fa le speranze erano più forti, perché l’Italia è un Paese fondatore, non l’oggetto misterioso Lettonia che le succede il 16 gennaio alla guida e che , debolissima politicamente, affronterà un semestre di fuoco. Si sperava che l’energia renziana potesse dare un’impronta più forte e convinta, ma in realtà all’Europa manca uno statista alla Kohl. Le elezioni europee, Renzi le ha vinte da solo, ne é uscita una maggioranza di centrodestra, e Juncker é di quei Dc di gomma, che assorbono qualsiasi attacco, specie se, sbagliando, si punta conformisticamente sugli aspetti burocratici, trascurando che tra Berlino, Parigi e Bruxelles la partita é sempre innanzitutto politica.

Renzi é comunque rapido anche nel capire quando non é aria. Accantonati i toni roboanti sul semestre, che erano serviti per mettere a riposo Enrico Letta, il più amato in Europa, ha solo ottenuto il contentino di un ruolo di prestigio per la Mogherini, profittando del fatto che i leader europei sono ben felici di avere rappresentanti scoloriti nei rapporti esteri, lo si era già visto la volta scorsa. É così tornato lesto ad occuparsi di Italia, e la sua é stata infine una presidenza di routine, al minimo sindacale.

A noi italiani, la guida europea poteva servire per tre ragioni: maggior flessibilità nelle regole, e poi un pò di aiuto su due temi-bandiera, l’immigrazione e la pressione sull’India per il caso maro’.

A sei mesi di distanza, quest’ultimo é tema ancora italo-indiano, mentre la conclusione di “Mare nostrum” non é esattamente l’assunzione collettiva di responsabilità che ci voleva per gestire un’emergenza infinita. Anzi, i recenti casi dell’Adriatico hanno segnalato che un Paese, sia pur nei guai, ma dell’UE, come la Grecia, ha scaricato su di noi anche questioni di sua stretta pertinenza.

Quanto alla flessibilità, la parola stessa é sparita. Ci auguravamo almeno una seria considerazione della richiesta di allentamento del patto di stabilità interno, che tormenta i nostri Comuni più virtuosi, ma non se ne è fatto nulla, e siamo ancora ad auspicare che si possa scorporare, dal calcolo del deficit, il ricorso agli investimenti promessi. Annunciati come una conquista del semestre italiano e una contropartita al ruolo di cani da guardia degli interessi tedeschi emerso con la scelta dei Commissari-chiave, sono in realtà poca cosa. Non 300 miliardi freschi, come era stato raccontato, ma una ventina di miliardi, riciclati dai conti europei, a far da “leva” finanziaria. Alla fine, spiccioli divisi per 29.

Il semestre, dunque, é stata un’occasione persa. Anche sul fronte interno, perché non si riesce a far capire, con i fatti, agli italiani, che serve davvero più Europa e che i pericolosi discorsi sull’uscita dall’euro non si possono controbattere con la retorica. Mezzo secolo di europeismo rischia di andare in fumo, ma l’unica scelta é ancora quella federale, dando al continente una vera Banca centrale, un vero Governo, una vera politica estera, una vera sovranità.

Passeranno 14 anni prima che tocchi ancora a noi guidare un semestre. Ma probabilmente non accadrà più, se non altro perché si capirà che non ha più senso questo alternarsi alfabetico vacuo, che si brucia in pochi mesi. Con un Paese che finge di comandare e gli altri che si impegnano solo a non lasciarglielo fare.

Pubblicato in : Primo piano

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti