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Il mercato ordina e la politica esegue 

Anche Putin e Biden, politicamente sì caverebbero gli occhi l’un l’altro;. ma la foresta degli scambi commerciali Russia-America, è inesplorabile almeno quanto la Foresta Amazzonica. Di Franco Luceri

di Franco Luceri | 13 Giugno 2022

Se nel mondo ci fosse uno squattrinato che ambisse a diventare Presidente della BCE, di Bank of America, o peggio  Bank of China, non sarebbe comunque abbastanza svitato da eguagliare in presunzione la sconclusa politica mondiale che si ritiene capace di disinnescare la pericolosa mina vagante della globalizzazione.

Nel mercato mondiale, le nazioni comuniste e liberiste (politicamente divise e conflittuali) sono economicamente interdipendenti da secoli. Ed è come aver mischiato diavolo e acquasanta: fiammifero e benzina.
Dal punto di vista politico, ora gli stati dell’est sono in guerra con gli stati de l’ovest: Russia contro Ucraina e Russia contro America ed Europa.

Ma dal punto di vista economico non c’è politica e non c’è guerra in grado di fermare l’intreccio degli scambi commerciali e finanziari fra paesi politicamente nemici.
In questo istante in Ucraina piovono bombe russe assassine, (ma non è escluso che siano state prodotte da Industrie americane, europee o italiane) e arriva anche petrolio, gas, e chissà cos’altro, pagati dagli ucraini ai russi per finanziare Putin che fa guerra agli ucraini.
Anche Putin e Biden, politicamente sì caverebbero gli occhi l’un l’altro;. ma la foresta degli scambi commerciali Russia-America, è inesplorabile almeno quanto la Foresta Amazzonica.
Chi crede ingenuamente che nel mondo c’è ancora una politica capace di governare la mostruosa complessità del mercato, (magari sapra tutto sul mercato rionale delle pulci a due passi da casa sua) ma di globalizzazione non ha ancora capito una mazza.
Il mercato mondiale finanziario ed industriale, ormai è così potente da portarsi a rimorchio la politica, come l’idraulico la borsa degli attrezzi da lavoro, o la pinza a pappagallo.

Siamo al quarto mese di guerra in Ucraina e nessuna parola (occidentale) è riuscita ad indurre Putin al dialogo. Ma alla parola “GRANO” ha capito che la sua guerra stava paralizzando la circolazione del cibo, e questo avrebbe ucciso una grande quantità di umani incolpevoli ovunque nel mondo, e si è reso subito disponibile, (se l’occidente avesse abolito le sanzioni) a non creare ostacoli alla circolazione dei prodotti alimentari che sono l’unico efficace vaccino contro “la genocida pandemia della fame”. Ma soprattutto una colossale fonte di profitti per Paperoni.

Quindi la politica che millanta un potere smisurato, tirannico, invincibile, su tutti i popoli del mondo, di fatto è più inerme di un paralitico sulla sedia a rotelle. È spinta a forza dà una mano invisibile: la circolazione mondiale delle materie prime, dei prodotti energetici, del cibo, dei farmaci, del denaro.

Se in qualche momento storico è stato il mercato a perdere in conseguenza della schizofrenia politica; oggi contro il mercato che tiene “BANCO E BANCA”, la politica indebitata da fare schifo, gioca e perde puntualmente.

L’economia mondiale è diventata un genocida gioco d’azzardo, vincente solo per chi muove “L’ARGENT”, e perdente per tutti gli otto miliardi di umani condannati a giocare, e quando gli va da Dio, rimanere in mutande.

Franco Luceri

Pubblicato in : EditorialeTag: bce, borsa, economia mondiale, europa, globalizzazione, lavoro, mercato, mondo, popoli del mondo, punto di vista, putin

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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