
Da “Il dado e’ tratto” a “Un’ora segnata dal destino sta per scoccare sul quadrante della storia”, potremmo ripercorrere tutto il nostro passato a colpi di citazioni, di volta in volta roboanti, altisonanti o semplicemente astruse, ma mai avremmo pensato che una svolta davvero epocale della nostra vita parlamentare sarebbe stata segnata da una banalissima frase pronunciata da quel post moderno Monsieur de La Palisse in loden che risponde al nome di Mario Monti.
Ora, intendiamoci bene, qui non abbiamo cambiato idea su di lui, sul suo avvento al governo – e avvento e’ proprio il termine giusto, quello che si accompagna a grazia ricevuta – ne’ sulle presunte qualità miracolistiche del suo operato che, a leggere certa stampa, sembrano rinverdire i fasti dei re taumaturghi di merovingia memoria, ma vogliamo riconoscergli qui ed ora un merito vero ed innegabile.
Ha stabilito un precedente clamoroso nel momento in cui, a precisa contestazione della manovra partorita dai professori emeriti che compongono il suo governo – capaci solo di fare aggio sull’imposizione di nuove tasse, il che e’ sotto gli occhi di tutti noi – il nostroLa Palisseha replicato piatto e dritto, genere sputo nell’occhio per intendersi: se noi siamo qui e’ perché voi, grandi menti politiche e geniali giganti del pensiero parlamentare, non siete stati in grado di fare ciò che oggi pretendete da noi.
Si e’ determinato un fenomeno nuovissimo e certamente destabilizzante: l’irruzione della verità, meglio ancora della sua lapalissiana evidenza, nel dialogo parlamentare, fin qui ridotto a scontro tribale quotidiano con annessa semina di insulti e di risse scomposte, ed oggi richiamato alla sua primaria funzione, ovvero quella di fare qualcosa, qualcosina, qualcosuccia, per il bene di questo paese.
Lo schiaffo di Monti e’ risuonato forte e secco, tantopiu’ in una fase in cui le forze politiche – tutte, senza eccezione alcuna – stanno giocando una doppia partita, in precarissimo equilibrio fra l’ipocrita sostegno al governo che li tiene al riparo dall’assumersi responsabilità pesantissime nei confronti delle misure altamente impopolari fin qui decise, e lo studio di una strategia elettorale efficace che permetta loro di sopravvivere alle prossime elezioni senza dover pagare il dazio di tutte le loro nefande incapacità.
Diciamolo, non siamo abituati a sentire un Presidente del Consiglio che ci spiattelli in faccia la verità, nuda e cruda e per di più antipatica, figuriamoci che effetto possa aver fatto questa novità sui partiti. Ora voi direte, da persone aduse al ragionare: magari gli ha fatto bene, li ha svegliati dal torpore ed ha fatto loro capire che o cambiano o muoiono, e di morte non naturale ma dolorosa assai.
Ma vi illudete: i tre dell’alfabetiere – Alfano, Bersani, Casini – sono impegnatissimi a far scongiuri, e anche qualcos’altro, perché il referendum abrogativo del porcellum sia giudicato illegittimo, ed intanto si incontrano ed inciuciano amabilmente per studiare una approfondita riforma del sistema bipolare con annessa nuova legge elettorale che li tuteli ampiamente da tutto, compresa l’ira funesta, ma ahimè democraticamente costretta sin qui all’impotenza, dei cittadini.
Mentre la Lega, che oscilla fra uno stato di ubriachezza molesta ed uno di attivismo paranoico quanto scombinato, combatte per la sopravvivenza cercando di provocare l’incidente parlamentare necessario a far cadere il governo e ad andare ad elezioni prima che sia impossibile raccontare ancora fandonie nazional-padane agli elettori imbufaliti che, chissà come mai, sono gli unici a non dimenticare di aver mandato il partito al governo, mentre a sentire i suoi esponenti pare che a Roma siano vissuti in clandestinità come neanche Silvio Pellico ai suoi eroici tempi.
Allora, direbbe Collodi, si chiederanno i nostri svegli lettori: ma il bene comune, in tutto questo manovrare, dove sta? E soprattutto chi se ne occupa, chi davvero si chiede come operare riforme profonde, a cominciare da quelledelruolo e della sostanza stessa dei partiti, che ci permettano di ricostruire sulle macerie con maggiore ragionevolezza e migliore possibilità di riuscita?!
La risposta, purtroppo, si riassume in una sola parola: nessuno.
Come ha sottolineato con banale evidenza Monti, i Reucci sono nudi. Ed il suo loden lapalissiano non basterà a coprirli tutti.

MESSAGGIO per Chiara.
Scusami Chiara, non ci combina niente questo mio messaggio, ma non so come fare diversamente a farti avere questo appello.
Potete voi della redazione aprire una pagina per Emanuela Orlandi?
Sarebbe bello che “Pensalibero” si mobilizzasse per l’appello lanciato dal fratello di Emanuela, Pietro.
Ci vogliono tante firme di persone libere.
Grazie.
alla domanda “ma perché queste cose non le avete fatte voi?” ha risposto un assordante silenzio da parte di chi ha fatto della politica un mestiere troppo ben retribuito. Lor signori sono troppo impegnati in vista delle elezioni che alcuni vorrebbero, altri rimandano. Molti stanno studiando gli avversari possibili amici e sognano l’inciucio di dalemiana memoria. Tutti insieme appassionatamente fino al giorno dopo le elezioni, poi ognuno per la propria poltrona, pronti a cambiare postazione ma sempre e solo nel più assoluto disinteresse nei confronti del popolo…finché continueremo a votarli.
Appare evidente una cosa : sinchè accetteremo di essere “rappresentati” da certi “professionisti” della politica ,confermando i soliti noti come designatori della schiera dei mangiapaneaufo travestiti da “eletti”…beh ,sino ad allora daremo solo prova di autolesionismo! Chissà quando torneremo…a riveder le stelle !?!