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Il lavoro dopo il Covid-19: troppi non potranno riprenderlo

Già prima della pandemia, secondo un’accurata analisi svolta dal McKinsey Global Institute la perdita in percentuale di posti di lavoro andrebbe da un minimo del 27% per i servizi educativi a un massimo del 73% per i servizi ricettivi e di ristorazione.

di Angelo Giubileo | 21 Maggio 2020

L’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) registrava a fine 2019 un numero di disoccupati al mondo pari a circa 188 milioni di potenziali lavoratori. A seguito del Covid-19, l’OIL stima ora che il dato sia incrementato da una perdita aggiuntiva di posti di lavoro tra 5,3 e 24,7 milioni. Per effetto di tali dinamiche, l’OIL stima anche che nell’immediato futuro incrementerà il dato relativo alla povertà, che a breve dovrebbe interessare circa 210-220 milioni di persone.

In prospettiva, L’OIL suggerisce quindi di adottare da subito un piano politico-economico strategico basato su 4 priorità: 1) una politica monetaria e fiscale espansiva 2) un sostegno mirato alle imprese 3) una politica di rafforzamento delle misure concernenti la salute e la sicurezza sul lavoro 4) una politica di rafforzamento del dialogo sociale. Quanto ai primi due punti, gli obiettivi sono chiari. Maggiori problemi potrebbero invece derivare dal perseguimento congiunto degli obiettivi di cui ai punti 3 e 4. Infatti, una politica di maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro potrebbe portare a una contrazione dell’occupazione, anche a motivo del fatto che già da tempo il generale fenomeno della globalizzazione e dell’IA ha introdotto un nuovo modello organizzativo: da work office a smart working.

Un esempio attualissimo di cosa può accadere è già rappresentato dalle disposizioni applicative contenute nella circolare Inail n. 13/2020, che inquadra le affezioni da Coronavirus, che dovessero colpire il lavoratore, come infortunio sul lavoro. Al fine d’individuare il rischio e la responsabilità, l’Inail distingue tra due categorie di lavoratori. Nella prima categoria, aperta alla previsione d’inserimento di altre categorie di lavoratori ritenuti più disagiati, si collocano i lavoratori affetti da patologie serie, gli operatori sanitari e poi tutti i lavoratori a contatto col pubblico ovvero i lavoratori di front office, cassieri, banconisti, addetti alle pulizie in strutture sanitarie, etc.). Nella seconda categoria rientrano tutti gli altri lavoratori.

Se si escludono i lavoratori in condizioni di salute disagiata, i lavoratori inseriti nella prima categoria si caratterizzano per il solo fatto di avere svolto finora un’attività, che, per effetto dei processi di automazione in atto da qualche tempo nel mondo, rischiano ora di diventare i nuovi disoccupati, e non solo per colpa del Covid-19.

In base a un’accurata analisi svolta dal McKinsey Global Institute nel 2017, la perdita in percentuale di posti di lavoro dovrebbe riguardare nel prossimo futuro tutti gli attuali servizi di lavoro, da un minimo del 27% concernente i servizi educativi a un massimo del 73% concernente i servizi ricettivi e di ristorazione. Questo dato, insieme a tantissimi altri, trova riscontro nell’ottimo testo di R. Baldwin tradotto in italiano per il Mulino con il titolo Rivoluzione globotica (2020). E non c’è dubbio che il dato stesso, così come tantissimi altri, trova in qualche modo riscontro anche con quanto sta accadendo in questi giorni di “ripartenza” delle attività di lavoro, nel mondo intero, dopo la “chiusura” per l’emergenza del Covid-19.

Angelo Giubileo

Pubblicato in : Editoriale, MetamorfosiTag: futuro, globalizzazione, inail, lavoro, misure, mondo, mondo intero, persone, politica monetaria, posti di lavoro, sostegno

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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