Tra i guappi che godevano della simpatia degli artisti Teofilo Sperino non fu certo l’unico. Numerosi gli aneddoti riguardanti Rafele ‘O buttigliere, noto guappo della Napoli di fine secolo, così soprannominato per via della bottiglieria gestita dal padre.
Questo personaggio della malavita, dipinto con il consueto brio da Vittorio Paliotti in “Il Salone Margherita e la Belle Epoque”, era noto per il coraggio di cui diede prova sfregiando il camorrista “’O mandriere”. Che fosse, a modo suo, anche un benefattore lo dimostra la protezione accordata ad una vedette dell’epoca, la belga Lucy Nanon.
Era frequente a quei tempi che un corteggiatore deluso assoldasse dei camorristi per spaventare le giovani cantanti, facendole fischiare durante il loro spettacolo.
Al Salone Margherita, durante l’esibizione della diva, il guappo, per nulla intimorito dal suo avversario, il camorrista Giovannino ‘O russo, si sedette proprio accanto a lui e gli offrì persino un caffè! Naturalmente nessuno osò fischiare la cantante che ricevette solo applausi.
Ci piace credere che ‘O buttigliere si sia accontentato solo di un bacio da Lucy Nanon ed, in ogni caso, la sua generosità è stata ampiamente confermata da altri libri di memorie come “Addio mia bella Napoli” del Cangiullo.
Dall’episodio si evidenzia, inoltre, anche l’antagonismo fra guappi e camorristi. I primi, da sempre refrattari all’autorità esterna, rinunciarono gradualmente alla loro indipendenza finendo per scomparire del tutto o per essere assorbiti all’interno di quell’Organizzazione camorristica che avevano inizialmente avversato.
Di altri aneddoti aventi come protagonista ‘O buttigliere avremo modo di parlarne in seguito in questa lunga e spero gustosa carrellata sui guappi.
Monica Florio

Lascia un commento