
Simpatici i mercati. Basta una sensazione di nuovo Governo con relativo annuncio di nomina a senatore a vita del probabile suo nuovo Capo e qualche numero si mette a posto quasi da solo. Singolari i mercati, innovativa la politica. Siamo già nell’era Mario Monti, di fatto, senza che si siano nemmeno aperte le consultazioni al Quirinale perché così vuole il nuovo sistema delle comunicazioni internazionali. Addio vecchi riti che comportavano calendari lunghi e borbonici, dichiarazioni fumose e ammiccamenti, messaggi in codice e codici cifrati. Tutto spazzato, ora dobbiamo dare segnali chiari ed immediati. Altroché teatrino della politica, qui si farà pulizia dei riti inutili (o utili?) della politica.. Le consultazioni formali al Quirinale non ci sono ancora perché prima ci sono gli atti dovuti di Parlamento e Governo uscente, ma le consultazioni sostanziali ci sono già state, eccome!, e hanno dato i loro effetti, di strategia e di rassicurazione. Questo al momento è quel che serve. E’ come se tutti si fossero preparati per tempo e da tempo alla data fatidica del cambio. Con gli atti e le mosse più che giuste. E anche se la formalità non è ancora stata sbrigata, i mercati e l’Europa cioè di fatto la Merkel e Sarkozi più gli euro amministratori per procura, sono già sintonizzati con i cambi sostanziali. Se come dicono tutte le cose sarà Mario Monti il prossimo presidente del Consiglio magari con incarico già domenica o lunedì’, dopo la nomina più che meritata e giustificata di Senatore a vita, beh avremo inanellato noi italiani un nuovo primato nella storia delle crisi di governo e delle formazioni di nuovi dicasteri. Un governo in 72 ore. Diciamo sgombrando ogni dubbio che Mario Monti è la figura più appropriata per incarnare quella sintesi di esperienza, professionalità, statura scientifica e istituzionale internazionale che è richiesta ora per il cambio, anche reputazionale, del nostro sistema politico. Il Grande Cambio. Come Mario Draghi per la Banca Centrale Europa. Non a caso si chiamano tutti e due Mario e tutti e due hanno cognomi corti, da due sillabe, velocità e razionalità. Al momento in cui scriviamo non sappiamo se sarà già nominato e insediato, come si comporteranno i partiti, come reagiranno davvero i mercati ma al solo nome sembra cambiare l’orizzonte e l’atmosfera. La dice lunga che anche Berlusconi, suo predecessore, gli ha fatto gli auguri per lavorare per il bene del Paese. Due riflessioni: può succedere sull’onda della crisi, e dei colpevoli ritardi nella ricerca dei rimedi, che un presidente del consiglio tecnico politico, possa essere acclamato, prima ancora di essere designato. Può succedere sull’onda della spinta dei mercati e delle crisi mai riconosciute in tempo, che nel giro di una settimana il Parlamento approvi un maxi emendamento di un governo in uscita e dopo pochi giorni possa e debba approvare una nuova manovra del governo entrante. Questi sono i tempi. Entro venerdì 11 o entro sabato 12 al massimo tutti i provvedimenti dell’uscente (perché c’è la prova listini di lunedì 14) e a pochi giorni dall’insediamento che dovrà essere fatto ovviamente in fretta la nuova più complessiva manovra dell’entrante. Davvero saremo un Paese di nuovi record: ci metteremo due o tre giorni per passare da un dicastero all’altro, sorpasseremo in curva la Grecia e ci metteremo agli antipodi con il Belgio che ci ha messo quasi due anni per farsi un nuovo governo. Innovazione politica o politica dell’innovazione?

Sol perché un ce bastava un nonno a far le politiche per i giovani, ce voleva pur el secondo e el terzo, u tu a ma visto a famiglia u tre nonni maschi, un siam mica tutti paoli?
Siè….e ti ci si mette te, tanto un’ tu sei padano!
Se Proprio dobbiamo affidarci a una soluzione extra urne, salviamo almeno la dignità e come fece la Polonia, si conferisca l’incarico a chi ha esperienza nel comandare l’Italia e non è stato raccomandato dal solito Corriere della Sera, ma ha sempre servito il nostro paese, senza paura: Gen. di Stato Maggiore Claudio Graziano e W l’Italia.