Leggere i ritagli di stampa su questa faccenda del referendum è una specie di tortura, di prova generale per l’inferno del cattivo politologo. Dopo giorni di studio appiccico-sudoroso e stecche di sigarette light, non sono riuscita a capirci un’acca. E Voi? Alcuni temono che il referendum sia un pericoloso passo indietro, altri avanti, altri ci individuano la paralisi o lo sblocco dei meccanismi di governo, ognuno vorrebbe un sistema a modo suo, con una parte di proporzionale nel maggioritario ed una parte maggioritaria nel proporzionale, premi di maggioranza a casaccio, sbarramenti che sembrano le estrazioni del lotto, modelli di 7 paesi europei incrociati far di loro ma in compenso imbastarditi dalle italiche peculiarità. Un macello! Eppure mi sono laureata! Ma come fare con gli analfabeti di ritorno, con gli analfabeti semplicemente, ormai, andati e con i giornalisti stranieri? Come spiegare loro quel che a stento capiscono gli esperti ed i referendari stessi, da quel che ne deduco.. Se da qui a domani non chiarisco la faccenda, bisognerà che scriva direttamente al Prof. Sartori.
L’ottimo Draghi si è svegliato dal sogno di essere stato davvero eletto a Governatore della Banca d’Italia e si è messo a fare due conticini. E Bravo. Ha dato una scossa a sua volta alle Banche, nemiche giurate dello sviluppo economico del nostro Paese da più di un decennio ed ha auspicato che noi classe media a stipendio fisso, stra-tassata, anzi vessata, scippata, praticamente sul lastrico, si paghi un po’ meno.
Poiché disconosco il Ministro cui questi moniti sono diretti, faccio in modo che Prodi sia il destinatario.
E magari ci donasse dei servizi pubblici decenti, così da non doversi lamentare prima dei danni e delle beffe poi…
I compagni di Chianciano e BERTINORO si scrivono tra loro e dunque avviso ai naviganti: stiamo ragionando, ci stiamo preparando.
Nelle mails e nelle chat, negli spazi dei giornali e per telefono, siamo un esercito disperso, magari un po’ imboscato, ma forse per questo ancora vivo ed anzi un po’ pericoloso. Il giorno in cui ci si deciderà per un programma di partito e di governo, queste posizioni, queste conclusioni, queste idee di tutti, dovranno essere prese in seria, molto seria, considerazione. E se così non fosse, addio partito “nuovo”, addio speranza di rinnovamento.
I bambini sepolti dal crollo della scuola sono qui con me, nel mio cuore di madre e di persona/cittadina, incazzata nera con certe Autorità.
Il dolore che si prova è come quello della strage di Beslan , per cui ancora tengo accesa la candela, per non dimenticare quelle vittime innocenti, quei bambini che sento come miei.
Non so se giudicare assurda, la scusa di una calamità, o una porcata allucinante, o come triste verità, non lo sapremo mai. Solo sento un vuoto colossale nell’immenso vuoto istituzionale.
Elena Ronconi

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