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Il governo Monti e le pensioni

di Angelo Giubileo | 11 Dicembre 2011

Anche in questa occasione il governo ha puntato sulle pensioni al fine principalmente di fare cassa: 16.506 milioni di euro, di cui 12.203 derivanti dalla mancata indicizzazione dei trattamenti in corso di pagamento alle rispettive scadenze.

 

In materia di pensioni, la manovra del governo Monti prevede di realizzare per il triennio 2012-2014 sia entrate che tagli di spesa allo scopo dichiarato di ridurre l’incidenza della spesa pensionistica sul PIL[1] :

Entrate (E) e Spese (S)

2012

2013

2014

Revisione sistema pensionistico

E 236,0

S -852,0

S – 3215,0

Contributo solidarietà fondi speciali INPS

E 72,0

E 73,0

E 74,0

Aumento contributivo artigiani e commercianti

E 245,0

E 413,0

E 621,0

Deindicizzazione trattamenti pensionistici

S – 2890,0

S – 4930,0

S – 4930,0

Gli importi commisurati alle scadenze indicate mirerebbero alla riduzione suddetta nei termini percentuali riportati alla tabella sottostante, che tiene conto delle valutazioni del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato – RGS, in vista si ritiene di un equilibrio di spesa raggiungibile solo nel 2045[2].

2012

0,2

2015

0,9

2020

1,4

2025

1,1

2030

0,9

2035

0,5

2040

0,2

2045

0,0

2050

0,0

Se così stanno le cose, quel che non convince è proprio questa valutazione dell’impatto della spesa, che sembra discostarsi di gran lunga da una precedente e pur recente valutazione della stessa RGS, aggiornata al 2011, che mantiene viceversa una proiezione della spesa, a scadenze quinquennali dal 2010 al 2045, sostanzialmente in pareggio con oscillazioni intorno al 15-15,5% del PIL durante l’intero periodo[3]. Pertanto, si tratta di stime diverse oppure di una valutazione complessiva che presuppone per un periodo più che trentennale una crescita in media della nostra economia, del tutto insufficiente, pari all’1% circa del PIL.

Si potrebbe allora pensare che anche in questa occasione il governo abbia puntato sulle pensioni al fine principalmente di fare cassa: 16.506 milioni di euro, di cui 12.203 derivanti dalla mancata indicizzazione dei trattamenti in corso di pagamento alle rispettive scadenze e i restanti 4.303 dalla revisione del sistema e quindi dall’innalzamento dei requisiti per l’accesso al trattamento pensionistico. Ma, in quest’ultima ipotesi, che prevede a regime dal 2018 un’uscita dal lavoro con diritto immediato a pensione con non meno di 66 anni di età, sussiste addirittura qualche maggiore perplessità; legata, d’accordo con la dichiarazione della ministro Fornero, “al pezzo mancante (della riforma) che la sorregge: un mercato del lavoro che funziona”.

Infatti, a seguito del patto UE di Lisbona 2000, la riforma, mediante l’innalzamento dei requisiti anagrafici per il pensionamento, punta all’incremento della vecchia occupazione e praticamente nulla dispone invece in materia di nuova occupazione. Infatti, per il triennio 2012-2014, il decreto prevede uno stanziamento complessivo di soli 800 milioni da destinare all’incremento dell’occupazione giovanile e delle donne.

A tutto questo, vista l’esperienza non solo di un recente passato, si aggiunge un’altra grande perplessità: siamo proprio sicuri che, considerato che la crisi non è di certo finita, le imprese italiane saranno poi in grado di garantire o adeguatamente sostenere, senza soluzioni di continuità, il passaggio dei lavoratori dall’attività di servizio all’attività di collocamento a riposo?


[1] Fonte: Il Sole24Ore. Grandezze espresse in milioni di euro.

 

[2] Fonte: Il Sole24Ore.

[3] http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit–i/Spesa-soci/Attivit–d/2011/03.CAP2_Laspesaperpensioni.pdf

Pubblicato in : MetamorfosiTag: mercato del lavoro, pensioni, ragioneria generale, sistema pensionistico, spesa pensionistica, trattamenti, valutazione

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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