
Ci ha messo meno tempo il governo Monti a scrivere la manovra che il vecchio ceto giornalistico e politico a leggerla, per poi mettersi a starnazzare ripetendo i mantra tradizionali di governo, opposizione, sindacato e ultrasinistra in vigore da quando esiste la Repubblica.
In incompleta sintesi, il consenso in Italia è sempre stato basato sullo scambio di favori a carico del bilancio dello stato: le baby pensioni alle insegnanti madri che all’inizio erano cattoliche, poi a tutta la funzione pubblica. Il mantenimento in vita di aziende decotte per “garantire i posti di lavoro”, le pensioni a artigiani e contadini che non avevano versato contributi o quasi, gli appalti regolati in modo curioso, e comunque per le grandi opere c’era il general contractor per sporcarsi le mani,e per le continue emergenze e i grandi eventi i Bertolaso e i Verdini.
Poi un sistema fiscale, previdenziale e sanzionatorio soffocante, ma superabile a forza di mazzette, il saccheggio del territorio consentito in cambio di soldi o di consenso ecc., fino all’intangibilità dell’evasione, dei proventi del riciclaggio e l’eliminazione di canoni e aste per l’assegnazione dei canali televisivi.
Il tutto fa sì che non potendo aumentare le imposte, anzi facendo qualche esenzione agli amici e alla vigilia delle elezioni, il deficit aumenta e così l’indebitamento.
Ora aumenta il discredito di un ceto politico che si è arricchito in proprio senza mai raccontare la verità agli italiani.Ma non è che qualcuno abbia imparato la lezione e si sforzi di capire come funzionano le cose negli altri paesi dell’Euro: per fare politica e sindacato, in Italia, non è richiesta la conoscenza delle lingue, e poi noi, soprattutto a sinistra, abbiamo un enorme complesso di superiorità. L’idea che, avendo tutti la stessa moneta dobbiamo fare tutti a stessa politica economica, magari decidendola col voto e non con i concorsi a cattedra, non ha mai preso piede né a Gallipoli né a Bergamo…e ancora adesso nessuno ne parla, attoniti di fronte a cosa potranno dire i marziani che improvvisamente hanno invaso il nostro accomodante sistema di governo. E , ohibò, senza mai contrattare i voti a Casal di Principe

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