“Ma lasciateli lavorare!”. Ricordate? Ci dicevano così ad ogni minima critica. Si capiva benissimo che il “contratto” era uno stratagemma che non poteva funzionare per il Paese. Mentre andava benissimo per quello che in realtà era: un cinico accordo di potere fra partiti che fino al giorno prima si erano presi a schiaffi e non erano in grado di elaborare una comune visione circa il futuro dell’Italia. Infatti, fila via liscia, con puntualità cronometrica, la spartizione del sottogoverno (che poi è il vero potere):Consob, Fincantieri, Snam, Italgas, RAI, INPS e via dividendo.
Invece, in questi giorni, sono venuti al pettine i nodi politici: lo squallido balletto sulla TAV e i numeri sconfortanti sulla nostra situazione economica. Situazione che non può ulteriormente essere nascosta contrapponendo cifre a cifre. L’OCSE, ovvero l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ci conferma quello che già sapevamo dall’ISTAT: l’Italia è in recessione, e ci starà almeno per tutto il 2019, l’anno che Conte aveva preconizzato “bellissimo”. Le sue stime sul Pil italiano per l’anno in corso, sono ora a -0,2% dal +0,9% che era stato previsto. E nel 2020 la crescita sarà dello 0,5%, invece del +0,9% stimato a novembre.
Di fronte a questo sfacelo, il presidente del consiglio, Conte, colui che si era pomposamente autodefinito “avvocato del popolo”, appare piuttosto un piccolo azzeccagarbugli di provincia, intento a dirimere le stucchevoli liti fra i suoi due vice e i loro sempre più irrequieti partiti. Quella sulla TAV è stata accantonata in un modo che riassume e sublima il procedere di questa maggioranza: con un accordo che consente alla Lega di dire che si farà ed ai 5 Stelle che non si farà. Ed è facile prevedere che le liti non cesseranno. Non essendoci una visione comune, il governo procede con il bilancino, ben attento a spartire equamente tra i due azionisti i trofei da mostrare ai rispettivi elettori: ai 5 Stelle il reddito di cittadinanza, alla Lega quota 100, così come per i 5 Stelle è la riformetta della giustizia dal sapore manettaro e per la Lega quella altrettanto sgangherata sulla legittima difesa.
Un tale governo, dai risultati fallimentari e perennemente sull’orlo del baratro è più probabile che duri, piuttosto che cada. In queste condizioni la resa dei conti con gli elettori fa paura tanto ai grillini quanto alla Lega. Per Salvini, è vero, i sondaggi sono favorevoli, ma non altrettanto sarebbe la situazione politica che si troverebbe ad affrontare dopo il voto. Sul fronte opposto, di centrosinistra, l’ascesa di Zingaretti alla segreteria del PD ha riacceso le speranze. Ma senza partner con i quali costruire una solida alleanza, la competizione con il centrodestra non avrebbe speranze.
Nicola Cariglia

L’amabile prof. Scalino è in vena di vegliare. La Tav non si farà, dice sicpuro Di Maio. Si, dice altrettanto sicuro Salvini. Intanto sono partiti gli inviti per le gare e non risultano al momento variazioni di modalità e costi, essendosi fatto ricorso ai vecchi bandi. Nella vasta galleria di personaggi manzoniani, se non gli piace azzeccagarbugli, l’esimio prof. PUÒ trovarne altri. Non di certo fra’ Cristoforo!
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si è dimostrato, ad oggi, un capo di governo capace e serio. Trovo che “piccolo azzeccagarbugli di provincia” sia definizione….. impertinente. Lo “azzeccagarbugli” del direttore segue il “burattino” del sedicente liberale belga Verhofstadt. Ma mentre – è chiaro – il sedicente non ha letto Collodi, non è pensabie che il direttore non ricordi Manzoni !
Resta il fatto che, proprio sulla TAV ( o sul TAV che dir si voglia ), il capo del governo ha avuto , se non altro, il buon senso di riesaminare i costi ( tanti, troppi ) e i benefici ( troppo pochi ) di un’opera che , fin dall’inizio ( fin dall’inizio, ripeto ) è stata criticata e denunciata non da oppositori pregiudiziali, ma da esperti qualificati ( che i precedenti governi non hanno voluto ascoltare ).
è solo il gioco delle parti, il Governo durerà tutta la legislatura, la TAV si farà, e i bandi sono firmati.
La TAV arriverà anche dal Brennero sino in Sicilia e in Tunisia attraverso il passante ferroviario sottomariano (140 Km) già approvato dalla Regione siciliana
Speriamo!!!