Non si possono fare previsioni perchè i processi decisionali che hanno portato così tardivamente ad una soluzione che era l’unica possible restano incomprensibili. E altrettanto opacamente si sta scivolando verso il presidenzialismo.

In qualsiasi altro Paese non ci sarebbero volute più di due mesi come da noi, nemmeno in presenza di un analogo risultato elettorale (vedasi le “grandi coalizioni” in Germania). E non è problema di sistemi elettorali. Del “porcellum” si può e deve dire tutto il male che si vuole, ma non che renda più difficile la governabilità. In fin dei conti Il PD, con nemmeno un terzo dei voti, è andato ad un pelo dalla possibilità di governare, da solo o con l’ausilio dei centristi.
Piuttosto in Italia la politica è troppo bizantina e prigioniera delle esigenze propagandistiche dei partiti. Così, quello che si poteva e doveva fare subito ha richiesto sessantadue giorni. Il che significa che il tempo è, incredibilmente, considerato una variabile indipendente in una realtà complessa perchè caratterizzata dalla interconnessione tra le nostre scelte e quelle del resto dell’Europa e del mondo.
La opacità dei processi decisionali interni alle forze politiche rende poi precarie tutte le soluzioni, ed il governo Letta non fa eccezione.
Non essendosi svolto alla luce del sole il processo che ha portato il PD a cercare prima l’appoggio di Grillo e accettare poi quello di Berlusconi, nessuno è in grado di valutare le conseguenze e la solidità dell’accordo: quanto durerà, avrà la forza di realizzare qualche riforma, si limiterà alla legge elettorale o nemmeno a quella? I provvedimenti urgentissimi per le questioni economiche e sociali passeranno? E i democratici resteranno uniti, subiranno una scissione o addirittura una implosione?
Lo stesso vale per il PDL, dove il malessere per questo accordo non è minore. Niente sappiamo di come e perchè sia stata compiuta la scelta di accordarsi per questo governo. Niente, perciò, è possible pronosticare circa la durata dell’appoggio all’esecutivo appena nato.
Infine, è del tutto evidente il ruolo attivo e decisivo svolto dal presidente della Repubblica. Un ruolo che, unito alla fresca riconferma, rappresenta un ulteriore scivolamento del sistema verso forme di presidenzialismo o semipresidenzialismo.
Si tratta di un assetto che, essendo in vigore con successo in molti paesi, non può essere demonizzato.
Ma si deve sapere che non può essere introdotto più o meno surrettiziamente sul canovaccio della vigente Carta costituzionale. Necessita di fortissimi contrappesi, ed è da tenere lontanissima la tentazione delle scorciatoie.
In Italia siamo già abbastanza preda di lobbies e potentati che sono poi alla base della opacità delle decisioni dei partiti manifestatasi, come abbiamo detto, anche in questa crisi.
Non vorremmo che tale opacità finissse per avvolgere anche le nostre massime istituzioni.

La lentezza di cui parli, è un made in Italy! Pensa solo alla IN giustizia italiana che a causa della sua lentezza fa passare in prescrizione la domanda di tanti cittadini….
Bene pero’ questo governo, le ali piu’ estreme sono state messe fuori (immagina un governo con Santanché!) e anche le cariatidi di sinistra!
Insomma, mi sembra una ventata di aria fresca, ma sui risultati, stiamo ovviamente a vedere, ma permettimi di essere contento per la scelta di Emma Bonino.