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Il garantismo è la prima riforma

di Chiara Boriosi | 21 Luglio 2014

Se questa stagione di riforme è destinata ad avere un senso, lo sapremo davvero e con certezza solo quando vedremo il garantismo affermarsi radicalmente e stabilmente in qualunque ragionamento o analisi politica condotta da chicchessia, a qualunque livello istituzionale.

Così, come sempre accade quando si va a vedere un bluff, l’assoluzione di Berlusconi ha fatto emergere in modo chiaro, palese ed inconfutabile tutte le contraddizioni che hanno caratterizzato e, peggio, rafforzato negli ultimi vent’anni il vasto fronte antiberlusconiano, accogliente e comoda enclave – per di più, molto redditizia in termini di immagine prima   ancora che di voti – dove hanno stabilmente prosperato tutti coloro che, privi di ogni capacità di iniziativa politica, si sono abilmente trincerati dietro la convinzione che si potesse eliminare l’avversario per via giudiziaria spacciandola, oltre tutto, come una sana e legittima operazione di moralizzazione tout court.

Va da sè che questi campioni e campionesse del politically correct, bandiera multiforme e multicolore buona soprattutto a coprire il vuoto di idee e di prospettive, si sono prima di tutto iscritti al club dei giustizialisti duri e puri, sostenendo a spada tratta ogni azione della magistratura indirizzata contro Berlusconi in nome della assoluta indipendenza di giudizio e della infallibilità dei magistrati, quelle che oggi, invece, d’improvviso mettono in dubbio di fronte ad una sentenza che non aggrada loro.

E siccome all’appello del rovesciamento di fronte non è mancato nessuno, in un delirio di dichiarazioni certo più prossime all’isteria che non ad un sensato ragionamento, vediamo di mettere almeno qualche punto fermo in questa vicenda:

– Se non ora quando: chi legge questa rubrica, forse ricorderà che all’epoca della manifestazione indetta dalle vestali della morale di stato, quelle che volevano non solo la condanna ma anche la lapidazione sulla pubblica piazza di Berlusconi in nome, addirittura, della dignità delle donne, la sottoscritta scrisse un pezzo in totale controtendenza, difendendo la libertà di ciascuno – Olgettine comprese – di disporre di se stesso come meglio crede, nella vita privata, e rifiutando la forzosa e fuorviante equazione che le manifestanti volevano invece far valere, ovvero quella fra il giudizio morale ed etico di un privato comportamento e la – secondo loro – conseguente indegnità politica del soggetto. Il fallimento politico di Berlusconi, che è evidente, certificato, dimostrato dai fatti, è dipeso esclusivamente dalle sue scelte, dalle mancate riforme, dallo spreco perpetrato dell’enorme consenso elettorale – il più vasto della nostra storia repubblicana, giova sempre ricordarlo – che doveva essere un imperativo categorico a governare davvero, dalla gestione padronale del partito, dalla mancata selezione di una classe dirigente all’altezza, non dalle sue scelte di vita personali, che possono piacerci o meno, ma non costituiscono strumento di valutazione della sua attività politica. Semmai, evidenziano con maggiore chiarezza la sua impreparazione, perchè un leader vero dovrebbe essere molto attento a non creare alcuna possibilità di essere ricattato, per rispetto del ruolo che ricopre e dei cittadini che glielo hanno affidato. Dunque, non stupisce affatto se, alla luce della assoluzione in secondo grado, le suddette vestali si siano scagliate come una sola donna, superando ampiamente il ridicolo citando addirittura Falcone e Borsellino “morti invano”, contro quella magistratura che avevano invece invocato come organo supremo atto a stabilire per legge la moralità e dunque – sempre secondo loro – la conseguente capacità di ricoprire un ruolo politico. Si mettano d’accordo con se stesse, prima di tutto, stabiliscano con chiarezza, una volta per tutte, se la magistratura è un idolo intoccabile oppure un organo fallibile, come tutte le espressioni umane, ed anche se sia il caso, indagando anche superficialmente la nostra storia patria, di rivedere le loro teorie sulla morale privata equivalente al pubblico esercizio di un ruolo di qualsivoglia genere – temiamo, ad esempio, che lo sciupafemmine Garibaldi non avrebbe mai superato tale giudizio di merito, eppure qualcosa gli dobbiamo, pare.

– Il patto segreto: i fautori di questa strepitosa quanto strampalata teoria, appartengono anch’essi al club dei giustizialisti senza se e senza ma, di colpo risvegliati dal dubbio angosciante sulla reale indipendenza della magistratura. Un caso di ordinario bipolarismo neuronale che sarebbe giusto affidare alle cure esperte di un bravo professionista, se non fosse per la valenza politica che hanno voluto immediatamente dare alla sentenza Berlusconi, letta come la sigla apposta dai magistrati al patto sulle riforme, noto come Patto del Nazareno, immediatamente aggettivato come “segreto” – chè la teoria del complotto è sempre la principale risorsa di menti confuse ma assai prolifiche di sciocchezze. Ora, viene da ridere, ricordando gli eventi dell’ultimo anno e mezzo: elezioni politiche senza un vincitore che hanno consegnato il paese all’ingovernabilità; tentativo fallito di Bersani di fare un governo con i Cinquestelle; rielezione di Napolitano dietro solenne promessa di fare le riforme, promessa sottoscritta sia da Bersani che da Berlusconi; governo Letta-Berlusconi impantanato nel nulla; governo Renzi che apre il tavolo delle riforme a tutti, i Grillini si son chiamati fuori per mesi, salvo tentare di rientrare in questi ultimi giorni, Berlusconi ed Alfano – ormai divisi – hanno accettato di collaborare. Cosa ci sia di segreto in tutto ciò sfugge alla comprensione di ogni mente razionale, tanto più che l’avanzare del processo di riforme – come abbiamo scritto anche di recente – giova certo più al governo che a Berlusconi, che ne è fuori e che è stato politicamente messo all’angolo, dai suoi elettori e dai suoi ventennali errori. Testimonia però la pochezza di certi piccolo eroi di presunte “resistenze”, questa tesi, che ribalta la loro fede manettara e giustizialista, in favore di una idea di magistratura prona alla politica che, se fosse vera, renderebbe del tutto ridicoli, oltre che affatto credibili, coloro che, fin qui, hanno fieramente sostenuto il contrario.

– La rinascita di Berlusconi: questa minaccia, agitata ad ogni piè sospinto dalla vasta compagnia di giro di cui sopra, risuona da mesi, ma è destinata a non verificarsi mai. Le elezioni europee ed amministrative hanno certificato l’inarrestabile declino di un partito che, da allora, nei consensi continua a calore vertiginosamente. Perchè il suo fallimento non dipende nèè mai dipeso dalle vicissitudini giudiziarie di Berlusconi, ma dalla complessiva, reiterata, aggravata incapacità di una azione politica concreta ed efficace pur in condizioni economiche migliori rispetto al presente, e con la disponibilità di una maggioranza assoluta in Parlamento. Dopo le riforme, Berlusconi uscirà di scena, se non altro per limiti di età, lasciando dietro di sè le macerie di un partito mai nato davvero, di una rivoluzione liberale sempre vagheggiata ma mai neanche iniziata, di un’area di destra balcanizzata ed in preda ad una guerra civile che non accenna a placarsi, priva di ogni identità e di persone in grado di darsene una, finalmente. Se questa è una rinascita…..

– Garantismo: questo sconosciuto. Sarebbe davvero gran cosa se questa sentenza riportasse un più sano equilibrio su due fronti politici, insegnando a sinistra a lasciare da parte l’anima forcaiola e giacobina in favore di una vera cultura garantista mai amata, anzi guardata per lo più con sospetto da quelle parti, riaffermando contemporaneamente il valore di una azione politica che non preveda di ricorrere alla via giudiziale per abbattere il nemico. Ma altrettanto auspicabile sarebbe che a destra, dove tutti si proclamano garantisti ma lo sono solo pro domo sua, e fin qui hanno infamato ogni azione giudiziaria che abbia toccato i loro eletti, senza neanche distinguere fra colpevoli ed innocenti ma gridando sempre ed in ogni caso al complotto politico, ed applicando intanto, tramite la stampa amica, le stesse pessime regole del processo mediatico contro qualunque indagato della parte avversa, si imparasse finalmente e proficuamente la lezione del garantismo, unitamente a quella politica dei danni provocati dalla affannosa ricerca di alibi per coprire le proprie manchevolezze.

Se questa stagione di riforme è destinata ad avere un senso, lo sapremo davvero e con certezza solo quando vedremo il garantismo affermarsi radicalmente e stabilmente in qualunque ragionamento o analisi politica condotta da chicchessia, a qualunque livello istituzionale. Quando chiuderemo la lunghissima e devastante stagione del derby fra giustizialisti per interesse politico e garantisti per interesse personale, allora, sì, potremo finalmente dire di aver fatto un significativo passo avanti.

Pubblicato in : Editoriale, L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo francia

    27 Luglio 2014 alle 00:14

    Chiara , perché non arrorondi al 45%, o già che ci sei al 50%?
    Rai Tre, Linea Notte, ultimo sondaggio sul PD, tra il 41 e il 42%, dunque già al di sotto del tuo 44%.
    Informati prima di scrivere numeri a casaccio.

    Rispondi
  2. marzio siracusa

    26 Luglio 2014 alle 18:22

    ” Il pensiero liberale non appartiene agli “ismi” di alcun genere nascendo già non ideologico “. Chiara comprendo che una simile boutade da esame delle idee politiche per università un line ti esalti al massimo essendoti formata nell’Olimpo anti ideologico di coloro che non battono ciglio di fronte alle sciocchezze di chi pensa. Io invece mi formai nei luridi bassifondi dell’ideologia da cui attraverso le grate piene di vermi scrutavo invidioso il superiore sorriso delle liberali come te. Ma a parte la superiorità razziale del tuo pensare alto rispetto al mio agitarmi nel fango, ti ricordo per carità di non dimenticare le convulsioni e le giravolte del tuo pensiero liberale quando sceso dall’Olimpo per andare al concreto delle politica deve giocoforza inzozzarsi con gli “ismi” per potersi rivestire di contenuti. Proprio, guarda caso, come il cattolicesimo politico, con cui infatti il pensiero liberale sta in pendant inconcludente. E non pensi che anche il tuo Renzi stia impastando l’esca per qualche ” ismo”? Aspetta e vedrai.

    Rispondi
  3. Chiara Boriosi

    26 Luglio 2014 alle 16:56

    Caro Siracusa, la democrazia liberale, figlia del pensiero e dei principi liberali, è l’unica che sopravvive al fallimento dei modelli novecenteschi perchè se ne è sottratta dall’inizio. Il pensiero liberale non appartiene agli “ismi” di alcun genere nascendo già non ideologico, e per quanto questo concetto ti sia inviso perchè estraneo alla tua formazione, molto diversa e molto lontana dalla mia, non puoi ignorarlo nè tentare di seppellirlo sotto il solito gior di chiacchiere pseudo intellettuali che tanti ami per sollevare cortine fumogene.
    Paolo, venerdì sono stati pubblicati i sondaggi della settimana, da tutti i quotidiani, con il Pd al 44%, tu solari numeri e chiacchiere, come se Rob, senza citare la fonte, lo stesso vale per il delirante pezzetto che bai copincollato, la cui lettura, oltre al ridicolo, altro non suscita. Ammucchiare parole a caso, non è scrivere – fornire argomentazioni, è altra cosa, come ripeto sempre a te e questo vale anche per l’anonimo autore del delirio in questione. Fatti zero, aprile molte, ma quelle si sa, sono gratis, e si spendono com estrema facilità. Pensare, documentare, ragionare, fa molta più fatica.

    Rispondi
  4. marzio siracusa

    25 Luglio 2014 alle 16:04

    A me Chiara fai sinceramente ridere quando parli delle ” democrazie più evolute della nostra “. Ma che vuoi dire? Più evolute in cosa, secondo i parametri dei sondaggisti dei campus anglosassòni? Ma non vedi che si sta sfasciando il bel castello messo su a fine ottocento, e non si sfascia sotto la spinta di nazismi, fascismi o bolscevismi, si sfascia in sé, collassa, e come sempre gli italiani imitano ciò che sta morendo. Questa la nostra specialità da secoli e secoli, imitare ciò che sta morendo. O forse sarebbe meglio fermarsi, aspettare che gli altri muoiano e poi imitino noi. Continuare a vivere il presente nell’ottica di una cronaca è davvero miope.

    Rispondi
  5. paolo francia

    25 Luglio 2014 alle 12:06

    inesatto anche questo, da una settimana il consenso verso il PD è sceso al 42, e sarà la tendenza visto come si stanno comportando. Siccome tanto per te io idee non ne ho , mi limito a citare quelle di altre persone che la pensano come me. Sei, come al solito in questo periodo, confusa e fuori strada.

    ATMOSFERE GIA’ RESPIRATE — Un leader di figura possente, che continua ad agitare le misure populistiche con cui ha vinto le elezioni, che continua a sventolare il risultato elettorale per dire che ha il Paese dietro di lui, che forza i toni, che vuole riformare a qualunque costo, che dice che gli oppositori sono tutti contro la sua capacità di fare…. che ha già capito che i suoi mirabolanti calendari di Governo da 1 riforma/mese non sono state mantenuti e che ha capito che anche i risultati promessi col calendario e con il DEF non saranno mantenuti, per cui è meglio cambiare il calendario rinviando il “redde rationem” da lui già applicato al Governo precedente e, nel frattempo, inondare della sua immagine di leader vincente televisioni e quotidiani. E’ la stessa atmosfera già respirata nei Governi di Berlusconi.

    Rispondi
  6. Chiara Boriosi

    25 Luglio 2014 alle 11:09

    Migliorare? Dunque si discute per migliorare una riforma, visto che il 75% degli italiani vorrebbe un senato elettivo – chi lo dice?! Mah. Potrei ricordare che nel 19996, la coalizione dell’Ulivo si presentò alle elezioni politiche con un programma che prevedeva la riforma del senato identica a quella in discussione ora, copiata pari pari dal modello proposto indovinate da chi?! Ma da Vannino Chiti, come avevo scritto già qualche tempo fa in un mio pezzo. E, tanto per finirla fino in fondo con le stupidaggini, NON sono previsti rimborsi – nè indennità dimaln genere – per i componenti del senato provenienti dalle istituzioni locali. Quanto al kit riforme, è solo un piccolo espediente per girare intorno al vero punto, ovvero che quel modello rigido e bloccato partorito all’indomani del ventennio fascista, oggi non solo non ha più senso, ma ha dimostrarlo tutti i propri limiti, ed adeguarsi a modelli che funzionano molto meglio è semplicemente una misura di buon senso – sarà un caso che le democrazie molto più evolute della nostra, quelle che riescono a cambiare la Costituzione ed adeguarla ai tempi in poche settimane e cin rapide votazioni (la Francia lo ha fatto innumerevoli volte) abbiano una camera non elettiva e destinata ad occuparsi solo delle autonomie locali?! E se proprio Paolo vuole divertirsi con i numeri, gli suggerisco di leggere i sondaggi: gli italiani sono così ostili alla riforma del senato che, nell’ultimo mese, in tutti i rilevamenti il Pd è passato dal 40,8 delle elezioni al 44%. Come ostilità, niente male…………

    Rispondi
  7. paolo francia

    25 Luglio 2014 alle 09:37

    e aggiungo anche questi, per i duri di comprendonio

    Ma a nome di chi vuole fare queste cose Renzi? Se il 75% degli italiani vuole un senato elettivo (il 99% lo vorrebbe abolito secondo me) perchè forzare ancora la mano facendo qualcosa che nessuno vuole? Abolire le elezioni e mandare dei nominati dai partiti in una delle due camere è delirante, un passo indietro della democrazia e un passo avanti della casta

    Che belle foto che sceglie il Corriere sempre per Renzi, sempre sorridente, sempre risoluto anche se ne combina una dietro l’altra. Mi sembra di ricordarne un’altro così. E questo non ha nemmeno le TV. Incorreggibili. Adesso il diktat/matra che ripetono tutti a memoria è o con Renzi o contro le riforme. Il concetto di MIGLIORARE una riforma pessima non passa per la testa ai robotizzati del PD? Prendono ordini da Renzi i renzini.

    Rispondi
  8. paolo francia

    25 Luglio 2014 alle 09:33

    eccoti, Chiara, una risposta NON MIA, ma diventa tale perché penso esattamente la stessa cosa, ma vado oltre, ormai si puo’ parlare di dittatura. Auguriamoci che sia fermato questo disegno scellerato.
    “Basta con i no? Se uno vuole mettere nel Senato dei nominati dai consiglieri regionali (la metà dei quali sono attualmente sotto inchiesta) ai quali poi bisognerà pagare le continue trasferte per recarsi a Roma, è doveroso dire di NO! Se si vuole stravolgere la Costituzione col partito che ha portato in Parlamento l’autista del boss Raffaele Cutolo è ancora più doveroso dire di NO! Intanto stiamo ancora aspettando che Renzi ci dica da dove prende i 25 miliardi per confermare in bonus degli 80 euro…”

    Rispondi
  9. paolo francia

    24 Luglio 2014 alle 20:04

    Perché, se le riforme tanto auspicate da Napolitano fanno schifo, non dovrebbe poter dissentire o correggere il tiro?!? Ma cosa scrivi Chiara….
    Per il resto, la risposta di Marzio basta da sola, peccato aggiungervi una sola virgola.
    Rileggila Chiara, io l’ho capita benissimo, spero sia lo stesso anche per te.

    Rispondi
  10. marzio siracusa

    24 Luglio 2014 alle 18:35

    Chiara, l’accettazione di Napolitano del secondo mandato in nome delle riforme fu una banalissima foglia di fico. Che garanzie aveva Napolitano oltre alle chiacchiere di Bersani, Renzi e Berlusconi? Nessuna. Diciamo la verità: Napolitano è un vecchio ambizioso molto misurato e all’occorrenza commovente, ma ambizioso, oltretutto con i postumi di una sinistra ex seriosa ed ex presuntuosa, i postumi della berlingueriana sinistra razzista delle idee che nelle ” c ” aspirate ha trovato il motorino cattolico ideale. Su questo motorino è salito il furbetto Renzi, motorino da cui Napolitano doveva subito farlo scendere se avesse saputo distinguere tra i razzismo sinistro delle idee e quello delle ” c ” aspirate. Ma era chiedere troppo e la tentazione di sentirsi nocchiero salvatore è irresistibile anche a novant’anni.

    Rispondi
  11. marzio siracusa

    24 Luglio 2014 alle 18:22

    Se sei per il cambiamento sei giovane e nuovo, se sei per il cambiamento veloce sei giovanissimo e nuovissimo. Questo il marketing politico a cui Napolitano s’è accodato per vedersi sulla cresta dell’onda, attuale e pimpante, il riformismo come lifting facciale. Poi gli slogans sui contenuti, tipo ” Siamo l’unico paese al mondo col bicameralismo perfetto “. E con ciò? Esiste forse una fabbrichetta di kit della costituzione impacchettata da assemblare e valida per tutti i popoli in tutte le staqioni. Chi ha progettato il kit costituzionale? E torno a dire che la puntuale e restrittiva revisione dei regolamenti interni alle due Camere, ad esempio non passare più dalle Commissioni in seconda istanza ma andare direttamente al voto in aula con esclusione comunque dello scrutinio segreto, e la drastica riduzione degli emendamenti dopo il secondo rinvio, basterebbe per spezzare il ping pong estenuante tra i due rami nel varo di una legge. Ma è soprattutto la leggerezza con cui in poche settimane si vorrebbe varare la riforma costituzionale ad alzare forti perplessità sul ruolo del presidente della repubblica. Sono trent’anni che se ne parla? E con ciò? Vuol dire che i tempi non sono maturi. Mai e poi mai una riforma costituzionale deve portare l’impronta di un’imposizione. E se di fronte a una riforma costituzionale l’opposizione ha il diritto di essere accanita, il governo ha solo il dovere di essere equo fino a sapervi rinunciare. Ma un governo che si accanisce su una riforma costituzionale dando a intendere attraverso i media che avrà effetto salvifico sull’economia, è un governo di dotti esperti incapaci di capire che c’è un abisso tra il nostro tessuto produttivo e il kit costituzionale buono per tutte le stagioni.

    Rispondi
  12. Chiara Boriosi

    24 Luglio 2014 alle 18:09

    Purtroppo per tr, Paolo, fai sempre i conti senza l’oste, ovvero non leggi, non ricordi oppure dimentichi troppo in fretta quanto è accaduto, eppure sta anche scritto sopra nel mio pezzo, come memento degli avvenimenti degli ultimi tredici mesi. Nel suo discorso alle Camere, Napolitano disse chiaramente e duramente che aveva accettato la richiesta di corpore un secondo settennato SOLO a patto che il Parlamento facesse le riforme, condizione accettata allora sia da Bersani per il Pd che da Berlusconi per l’allora Pdl. Dunque, il fatto che adesso Napolitano appoggi le riforme avviate dal governo non è altro che la logica e coerente conseguenza dell’impegno da lui preso e chiaramente espresso. Ti ricordo anche che, poiché la nostra è una democrazia parlamentare – sai almeno cosa significa?! – l’approvazione delle riforme spetta appunto al Parlamento che È legittimato, perchè la sua attuale composizione è uscita dalle elezioni politiche dello scorso anno. Ed aveva approvato ed applaudito la rielezione di Napolitano impegnandosi solennemente a procedere con le riforme. Punto.

    Rispondi
  13. paolo francia

    24 Luglio 2014 alle 17:09

    Marzio, umanamente Napolitano non mi pare il peggiore, politicamente hai ragione, ma la colpa non è sua, non sono stati in grado (gli stessi che oggi vogliono riformare) di eleggerne un altro.
    Siccome un settennato è un settennato, finché campa a mio avviso non lo schiodi. Poi potrebbe, se la salute gli mancasse, farsi da parte in stile Ratzinger.
    La cosa che mi indigna non è tanto lui, quanto Renzi che si occupa delle finizioni, quando la baracca crolla……le riforme che sta attuando sanno di cravatta al maiale. la gente se ne frega dei capricci della Boschi e di una riforma che avrebbe avuto senso dopo elezioni politiche vinte e chiare, con la piu ampia partecipazione. Di altre cose dovrebbe occuparsi Renzi, ma siccome è incapace, butta fumo negli occhi con queste stronzate. Purtroppo non c’é un Presidente della Repubblica che glielo ricordi.

    Rispondi
  14. marzio siracusa

    24 Luglio 2014 alle 14:53

    Scusate Chiara e Paolo, lasciamo perdere battibecchi e partigianerie. Ma non v’indigna un capo dello stato – è d’obbligo la minuscola! – che non ha misura per intuire i limiti del suo secondo mandato, che si sbraccia anche col povero Grasso pur di credersi nella storia come il presidente delle riforme costituzionali. Non fa pena uno che dopo cinquantasette anni dall’impiccagione dell’ungherese Nagy, da lui approvata nonostante i pentimenti tardivi con Giolitti, insiste da quasi dieci anni a non capire niente, dico niente, delle vere necessità italiane, e alla fine s’attacca alla cosmesi della crema Renzi pur di cancellare la vecchiaia che l’ossessione. Un presidente della repubblica che ci prende gusto è pericoloso, molto pericoloso nel lento slittamento della costituzione materiale.

    Rispondi
  15. Chiara Boriosi

    24 Luglio 2014 alle 12:07

    Ecco un’altra seria argomentazione, e per lo più documentata……mafiosi e camorristi?! E su che basi puoi fare affermazioni del genere?! Il tuo qualunquismo superficiale è desolante. Contento te…….

    Rispondi
  16. paolo francia

    23 Luglio 2014 alle 23:17

    Cara Alice (nel Paese delle Meraviglie), si da il caso che tu abbia ragione, ma proprio perché in Italia dovresti sapere che tra la tua aspirazione legittima e la realtà ce ne corre! Che la legge non è uguale per tutti e che la mafia e la camorra sguazzano nelle istituzioni, se questa per te è la fine della presunta democrazia dei capi eletti, beh allora subito il ritorno della Monarchia.
    La democrazia è marcita in Italia, il tuo leader sta facendo riforme inutili e a mio avviso dannose, appoggiato da mafiosi e camorristi.
    Contenta te…..

    Rispondi
  17. Chiara Boriosi

    23 Luglio 2014 alle 11:51

    Vedi, Paolo, il nostro ordinamento, come quello di tutti i paesi civili, è garantista, se non capisci il significato ed il valore che questo ha per tutti i cittadini, non posso farci nulla. Come ti ho già detto un’altra volta, potrebbe succederti di essere accusato ingiustamente – come, per esempio, accadde a Tortora – essere vittima di un errore giudiziario, pensaci su e forse capirai perchè il garantismo è importante. Quanto al resto, straparli, su riforme e pregiudicati, tutte cose di cui ho già scritto in abbondanza, e non ci tornerò sopra. Se non capisci che i voti legittimano un leader politico e dunque anche Berlusconi, è un problema tuo.

    Rispondi
  18. paolo francia

    22 Luglio 2014 alle 23:08

    e chi l’ha detto che le idee degli altri non debbano esser fatte proprie?!? Dove sta scritto?!? Dove sarebbe la differenza tra quello che esprimo e che penso, indipendentemente che altri la pensino come me, con le tue frasi fotocopia, ripeture dalle ministre prime della classe come un disco rotto?!? Cambiate pezzo, cambiate disco, cominciate proprio a stufare!
    Il tuo Renzi vuole cambiare uno Stato con un pluripregiudicato e condannato, visto che sventoli tanto la Francia della quale non conosci niente, ti posso dire che una cosa del genere non si sarebbe potuta produrre qui, e mi fermo per pietà, questo tuo modo di fare la meastrina parlando di cosa accade in Francia e in Italia, cioé non vedi la trave che hai nell’occhio, è semplicemente urtante.
    Visto che fai la saputa su tutto, informati di cosa è successo in Italia nel nome del garantismo…..un mio ex collega di conservatorio è stato condannato per pedofilia su allieve dagli 8 ai 12 anni, e pensa un po te, prima che fosse arrestato (quando i magistrati sapevano perfettamente i fatti appurati), ha continuato a insegnare in altre scuole come se nulla fosse. Poi la condanna a 10 anni e l’imprigionamento. Vallo a dire alle mamme di quelle allieve che hanno continuato a frequentare un tipo cosi che sei garantista e vedrai cosa ti rispondono.
    Renzi sta facendo disastri, te ne accorgerai un giorno se avrai l’onestà e l’intelligenza per ammetterlo e forse ti ricorderai di me.

    Rispondi
  19. marzio siracusa

    22 Luglio 2014 alle 22:04

    Certo Chiara, tu hai scritto che il fuoco brucia ma le fiamme sono fredde. Bene, bene….

    Rispondi
  20. Chiara Boriosi

    22 Luglio 2014 alle 19:59

    Errata corrige: vivendo in un paese ( la Francia)

    Rispondi
  21. Chiara Boriosi

    22 Luglio 2014 alle 19:57

    Michele, garantismo significa garantire – appunto – il giusto processo a tutti nei tre gradi di giudizio, NON permettere che ci sia il processo sommario mediatico, NON permettere che una sentenza venga strumentalizzata per fini politici o di altro genere.
    Marzio, proprio fai finta – o non vuoi – capire, io non ho affatto scritto che questa sentenza è garantista – cosa che non avrebbe alcun senso – ma ho scritto invece, ed in modo chiaro, che da tutto il circo scaturito da questa sentenza si potrebbe e dovrebbe finalmente imparare la lezione del garantismo. Non hai alcun margine per distorcere quanto ho scritto in modo del tutto esplicito e comprensibile fin dall’incipit del pezzo.
    Paolo, altrettanti “esperti”, tra cui fior di Costituzionalisti, mi duole dirtelo, sono anche quelli che sostengono che la fine del bicameralismo perfetto sia necessaria e che questa riforma non riduca alcunchè, come tu dovresti ben sapere vivendo in unisse dove il Senato non è elettivo direttamente, cosa che accade in molti paesi. E, come sempre, rimastichi cose dette da altri, senza mai ragionare di tuo. Non so poi di cosa mi accusi, io rispondo sempre finchè non mi stanco di ripetere sempre le stesse cose, inutilmente.

    Rispondi
  22. marzio siracusa

    22 Luglio 2014 alle 18:40

    ” Sarebbe davvero gran cosa se questa sentenza riportasse un più sano equilibrio su due fronti politici “. Sei tu cara Boriosi, e così ricominciamo, ad aver parlato della sentenza d’Appello al processo Ruby come sentenza fonte di garantismo, da cui appunto il ” più sano equilibrio su due fronti politici “. Da qui, aggiungo io, la nuova verginità di Berlusconi e la benedizione sulla riforma della Costituzione, che è sì indispensabile, ma non secondo i due eroi e i rispettivi codazzi di costituzionalisti imberbi o rivali di cattedra. Perché Renzi se la prende tanto con i “gufi”, perché demonizza gli oppositori non al cambiamento ma al suo cambiamento spalleggiato da Napolitano Giorgio, ormai oltre gli ultimi fuochi? Non è autoritarismo, caro Presidente della Repubblica, ammonire gli oppositori discordi con un progetto di riforma costituzionale? Si rende conto cosa significa ammonire in politica? Che ci fa lei al Quirinale, il vicario d’un ragazzotto da cui spera di ricavare giovinezza? Triste è non capire quando il proprio tempo è scaduto, triste appellarsi alle ultime urgenze per proseguire, triste perché i vulnus alla democrazia sono irreversibili e incurabili, creano precedenti che passano per legittimi e invece incistano pian piano la costituzione materiale aizzando i renzi di domani a intervenire sulla costituzione formale fino a trasformare la Carta in una specie di aperitivo stagionale.

    Rispondi
  23. paolo francia

    22 Luglio 2014 alle 14:09

    Le tue argomentazioni Chiara, per esempio con il messaggio appena postato da Michele, sono pure inesistenti. E’ stato detto, non da me, ma da esperti, che questa riforma del Senato, cosi come quella sui referendum, riduce notevolmente in Italia la democrazia, ma quando è Renzi che combina pasticci, te taci.
    Dovresti dire ai tuoi lettori perché taci sugli argomenti che ti danno fastidio.

    Rispondi
  24. michele

    22 Luglio 2014 alle 13:16

    A me il ” garantismo”va bene anzi benissimo ma mi sa mi sa che qualcuno lo interpreta come “impunità” e questo non mi va per niente bene!Garantismo dovrebbe significare che se sei imputato di diversi reati il processo viene tenuto rapidamente da un giudice che è sicuramente terzo mentre l’imputato si ” spoglia” delle sue cariche e garanzie COME PERALTRO SUCCEDE IN TUTTO IL MONDO.In Italia invece viene interpretato nel senso di una totale impunità, di impossibilità di arresto e di indagini sugli ” aristos”. Mi piacerebbe chiedere ai fanatici del garantismo se affiderebbero il loro figlioletto ad un pedofilo condannato in primo grado sostenendo che bisogna ” aspettare la Cassazione” o se affiderebbero i loro soldi ad un ladro che però non è ancora arrivato in Cassazione.

    Rispondi
  25. Chiara Boriosi

    22 Luglio 2014 alle 13:16

    Purtroppo, non c’è mai fine neanche ai commenti senza argomentazioni. “Riforme scellerate” ma pensa. E perchè mai?! E qual è la tua proposta? Domande senza risposta. Come sempre.

    Rispondi
  26. paolo francia

    22 Luglio 2014 alle 13:07

    Le riforme proposte e scellerate valgono anche meno di due lire, purtroppo si dovrebbe poter fermare Renzi & c, ci vorrebbero nuove elezioni, con una riforma elettorale seria che come tale appunto non sarà mai neanche pensata, e finirla con i governi in perenne campagna pubblicitaria pre elettorale.
    Purtroppo al male, in Italia, non c’é mai fine.

    Rispondi
  27. Chiara Boriosi

    22 Luglio 2014 alle 12:06

    Una sentenza non è garantista, caro Siracusa, semplicemente è una sentenza. È tutto ciò che le ruota intorno, a spiegare bene perchè il garantismo deve necessariamente essere assorbito culturalmente, prima ancora che politicamente.

    Rispondi
  28. marzio siracusa

    22 Luglio 2014 alle 11:39

    Eccome, Paolo, se per l’opinione pubblica beota Berlusconi si ritrova verginello, benedicendo il riformismo da due lire. Ma ora non ho tempo.

    Rispondi
  29. paolo francia

    22 Luglio 2014 alle 11:15

    Penso che entrambi siate un po’fuori strada, Berlusconi non si rifà nessuna verginità, è stato condannato per altri fatti, quindi che sia discolpato o meno per questo processo non cambia, tranne per gli inutili e ovvi titoloni dei giornali.
    L’argomento resta comunque ininfluente, lui in declino anagrafico che (almeno quello) non si puo’ mettere in discussione, la riforma el Senato una porcata e un pericoloso abbassamento della democrazia (della quale Chiara non si stupisce), e tutto questo agitarsi su problemi poco importanti per la vita degli italiani è fumo negli occhi per camuffare l’incapacità del governo e delle sue ministre veline messe là come vasi da fiori nei confronti della disoccupazione che aumenta e della povertà che dilaga.
    Dove è finito il Job Act?!? Parole, parole , parole, slogan della prima della classe, incapace, come la ministra degli esteri, incapaci messi la per mettere in luce il capo, e basta.
    Triste situazione quella italiana.

    Rispondi
  30. marzio siracusa

    22 Luglio 2014 alle 10:57

    ” tanto più che l’avanzare del processo di riforme – come abbiamo scritto anche di recente – giova certo più al governo che a Berlusconi “. Ma allora come puoi striminzire nel garantismo il portato politico della sentenza d’Appello al processo Ruby? Qua non si tratta di essere giustizialisti o complottisti, e ti ricordo che l’anticomplottismo è un’altra bella bufala proprio del politically correct che pure critichi, quanto di ammettere che piaccia o no le sentenze che riguardano un ex premier hanno sempre una valenza politica, e se i gradi di giudizio divergono in modo così anomalo, allora qualcosa nella magistratura non quadra, prima e dopo. L’ho già scritto, l’avanzare delle riforme esigeva una nuova verginità di Berlusconi e la verginità è puntualmente arrivata. E non occorre fantasticare su interventi gerarchici nei confronti dei giudici d’Appello, gli indirizzi intimidatori sono nell’aria, li respiriamo tuti nelle falsità studiate dell’informazione, e anche un povero magistrato arrivato a casa si mette in pantofole a ascoltare e leggere le fandonie di TV e giornali, da cui trae la convinzione che la giustizia si nutre di necessità contingenti. Una frittata per tutte le stagioni da cui l’inquadramento culturale della nostra magistratura, eccetto alcune figure di giudici dalle notti insonni, non può emanciparsi. Il martellamento dell’attualità inquina sempre il giudizio e lo fa comunque partigiano. La nostra magistratura crede ancora, salvo poi appellarsi alle contingenze, che il garantismo risieda nella formuletta ” La legge è uguale per tutti “, che dovrebbe essere tolto dalle aule dei tribunali. Né si può osannare come garantista una sentenza solo perché restituendo la verginità a Berlusconi dovrebbe rendere più credibili riforme aggeggiate per un pragmatismo spiccio senza credibili conseguenze economiche, ma nel cui alveo corre ancora l’ultima sparata pietosa di Renzi. ” Dal mondo viene una grande richiesta di Italia “. ( sic! )

    Rispondi

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