Stiamo navigando a vista e non è il massimo della sicurezza. Oggi sì, domani no dopodomani forse. Tutti con parole allo sbaraglio che, alla fine, non hanno significato alcuno. Senza uno straccio di progetto reale e contingente, e tanto meno lungimirante. Considerazioni pensieri e parole spizzicati qua e là con studio superficiale e senza approfondimento. L’ignoranza non si vince in quattro e quattr’otto. Occorrono anni di riflessione, partecipazione e fatica. Anni di ascolto, di studio di letture non necessariamente e non sempre in ambito scolastico. Qualcuno riesce ad emanciparsi anche in modo autonomo, a istruirsi da autodidatta. In questo caso però l’intelligenza deve essere superiore. Pochi riescono a affrancarsi dall’ignoranza da soli. Un mentore è quasi sempre necessario.
E poi il lavoro, le professioni che fanno scuola giorno per giorno e che , mentre offrono ed estrinsecano servizi di vario tipo, intellettuali e manuali, ma tutti utili e necessari, manifestano volontà e competenza che arricchiscono quell’esperienza che nessuno può regalare se non con fatica e sudore della fronte e della mente.
E i vecchi ne hanno di più. Riprendo un’idea, un principio a me caro, secondo cui il giovane corre e il vecchio conosce la strada.
Perchè questo pistolotto? Per introdurre un pensiero, una riflessione meditata, un po’ fissi in verità, che ho da tempo, e che mi sovviene ogni qualvolta vedo in difficoltà chi ci governa. E mi viene da dire, “se ci fosse stato lui”.
Gli amici, di destra e di sinistra, mi prendevano in giro,“Sivietto bello, adatto ormai soltanto per i giardinetti le panchine i nipotini e Dudù”.
Ma ogni tanto desso fa capolino si ripropone e offre i suoi servigi, da alcuni amati da altri odiati.
Al di là del fatto che è, comunque, inverecondo parlare così di un vecchio. Un vecchio leone. Epiteti irripetibili, come il caimano, a mio avviso il peggiore.. ” Aenne”, si dice a Firenze in un termine dialettale che, si sostiene, non esiste. Sì insomma si definisce vernacolo. Ma non comprendo la differenza.
Ma oggi tanti si rendono conto di che cosa hanno perso, nonostante il partito sia in debacle. Molti, di contro, lo apprezzano. Chissà che cosa farà quell’altissima percentuale di astensionisti?
Sì certo, è gonfiato, truccato impoppettato impomatato. Ma è un uomo positivo che, con tutti gli errori più o meno commessi, e i suoi difetti, ma chi non ne ha, ancora farà dirà e darà vita alla politica italiana e anche a quella estera. Uno di quelli che ha dato lavoro e benessere a tante persone. Finchè lui stesso avrà vita, fino al suo ultimo respiro.
Si illudono quelli che pensano di metterlo da parte, e che da parte si lascerà mettere.
Ne ho scritto spesso e mi piace ricordarlo. Considerazioni ponderate, non più dettate da quella esasperata passione e ammirazione poco razionali dei primi tempi, degli anni 90, quando nasceva quel movimento di ampio respiro, partito in cui tanti hanno creduto e nel quale hanno confidato speranze.
Persone di varie provenienze politiche. Laici liberali, socialisti, repubblicani, cattolici, riformisti. Per una rivoluzione liberale.
Toh, tutto quello che bramano oggi i moderati, cosiddetti, di destra e di sinistra. Non occorre fare nomi, che ormai tutti si sono appalesati. Un agglomerato di persone di centro che sperano di tenere e mantenere al loro posto gli ismi, gli eccessi che non hanno portato che sfortuna che in realtà non esiste, è un’invenzione dei falliti. Così come “La fortuna non esiste, ma esiste il momento in cui il talento incontra occasione e opportunità”, come diceva saggio Seneca.
Ma sui talenti al momento il piatto piange.
Carla Ceretelli

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