I Verdi, il nucleare, l’ambiente. In Germania esiste il piu’ forte partito Verde del mondo. Ma e’ un partito riformista, liberale, di governo e…nazionale (attento agli interessi tedeschi). In Germania la leader della CDU ( partito di governo) ha ipotizzato, alla fine del 2022, di ripensare la decisione ( presa all’indomani dell’incidente di Fukushima ( marzo 2011) di uscita dal nucleare civile: uscita che sarebbe dovuta avvenire nel 2022, appunto. Cioe’, fate attenzione, una volta che tutte le centrali nucleari tedesche ( oggi sono in funzione ancora 8 centrali) siano giunte al termine naturale del loro ciclo di vita. Nella affermazione della leader CDU c’e’, naturalmente, la considerazione del bilancio della scelta tedesca del 2011 di uscita dal nucleare energetico, civile e pacifico. Questo bilancio dice tre cose: gli allarmismi, i numeri di morti e le catastrofi apocalittiche vagheggiate dopo Fukushima non si sono verificate ( come non si sono verificate quelle analoghe previste per Chernobyl nel 1986); il prezzo pagato dalla Germania alla cancellazione del nucleare ( tra centrali chiuse e rimpiazzo non previsto di quelle in chiusura nel 2022) e’ altissimo. In termini di dipendenza dalle energie fossili ( carbone e importazione del gas) nonostante la Germania abbia il piu’ grande parco di energie rinnovabili ( eolico innanzitutto); infine, oggi ufficialmente, il contributo del nucleare ( 17% nel mondo) alla generazione elettrica no-carbon e’ diventato imprescindibile per i climatisti ufficiali. La Cdu tedesca ne ha tratto le conseguenze. Ma qui interessa la reazione dei Verdi tedeschi. Immaginatevi gli “ambientalisti” italiani ( compresi i loro pappagalli di sinistra) alla comunicazione, di un partito al governo, di rivedere il referendum italiano del 2011 che cancello’ il nucleare ( scelta di cui l’ipocrisia dominante non ha mainevidenziato il rapporto costo-benefici). Avrebbero fatto fuoco e fiamme. I Verdi tedeschi ( storicamente, in passato, i piu’ avversi al nucleare) hanno avuto una reazione civile, composta e senza menare scandalo. Anche loro, evidentemente, riflettono sul fatto che il nucleare e’ oggi rivalutato in chiave di politiche antiemissive. I Verdi tedeschi, pero’, furono piu’ intelligenti, accorti, dotati di cultura di governo, gia’ nel 2011: non fecero come i Verdi italiani ( con la sinistra balbettante che li segui’) col referendum. La Germania non fece referendum. I Verdi accettarono la decisione del governo tedesco di uscire dal nucleare ma “non subito”, come invece fece l’Italia, e tenere le centrali attive aperte “sino alla loro conclusione naturale” ( nel 2022 appunto). E’ evidente che nei Verdi tedeschi non prevale l’ideologia e prevalgono gli interessi economici e industriali del paese. L’esempio di maturita’, civilta’ e cultura di governo dei Verdi tedeschi sul nucleare dovrebbe essere di esempio a quella sinistra codina italiana che, per inseguire i fintoverdi italiani e mettersi la patacca di “ecologista”, ha consentito (con costi enormi per il paese) a cancellare le nostre centrali nucleari ( nel pieno del loro esercizio). E domani, chissa’, con la stessa penosa logica di ambientalismo, ideologizzato e vanesio, vacillera’ pure sulla difesa dell’Ilva.
Umberto Minopoli (da Facebook)

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