A sentire qualche saccente professore universitario italiano in trasferta negli Usa e alcuni politici di casa nostra che scimmiottano Obama, dovremmo prendere lezioni dagli Usa.

Le elezione elettorali americane, conclusesi con la rielezione di Obama, ci offrono l’occasione per un commento riflessivo.
Nel corso della campagna elettorale e nei giorni successivi, abbiamo udito e letto elogi di ogni genere, a dir poco esagerati. A Barack Obama va la nostra simpatia, ma i suoi discorsi, al di là della capacità oratoria, sono intrisi di retorica. Anche lo sfidante Mitt Romney ha seguito lo stesso copione: fiumi di parole, ricolmi di retorica del “sogno americano”.
L’Italia, un Paese che ha un quinto della popolazione Usa e che è uscito sconfitto dall’ultimo conflitto mondiale, prima di imboccare la strada del declino, ha mantenuto per un po’ di anni, la posizione di quarta/quinta nazione, nella classifica del Pil mondiale.
L’Italia, a partire dalla fine degli anni ’50, ha istituito il sistema di assistenza sanitaria gratuita per tutti i cittadini; un traguardo che loro possono solo sognare, nonostante la “pallida riforma sanitaria di Obama”. Il nostro è il Paese dove l’85% dei cittadini possiede una casa di proprietà; dove non c’è stato il crollo del mercato immobiliare come negli Usa. I nostri concittadini detengono una ricchezza di 9.000 miliardi (quasi cinque volte il nostro debito pubblico).
A sentire qualche saccente professore universitario italiano in trasferta negli Usa e alcuni politici di casa nostra che scimmiottano Obama, dovremmo prendere lezioni dagli Usa; proprio dalla nazione che con i suo famosi “derivati” ha infettato il mondo intero e inguaiato le banche europee, minandone la solidità. Tutto ciò è assurdo e inaccettabile!
Noi dobbiamo essere orgogliosi della nostra Costituzione varata dai legislatori che hanno sofferto i rigori della dittatura e l’orrore della guerra. Una Costituzione la nostra, che deve garantirci un sistema parlamentarista, abolendo il cameralismo perfetto (avere un Parlamento unico, senza più Camera e Senato) voluto dai padri della Repubblica, per un eccesso garantista.
Il governatore Mitt Romney ha la faccia tosta di affermare di non voler fare la fine di Italia e Spagna, dimenticandosi che sono stati proprio gli Usa a contagiare l’Europa; riesce difficile comprendere il fatto che il governo italiano non abbia avanzato delle proteste a livello diplomatico, per le gravi affermazioni di Romney. L’Italia, fino ad oggi ha rispettato tutti i suoi impegni a livello internazionale, senza stampare carta moneta (operazione che compete all’Europa) come fanno gli Usa, dove continuano a mettere sul mercato un’enorme quantità di dollari, senza curarsi dell’inflazione, che potrebbe scoppiare in America da un giorno all’altro. Ipotesi tutt’altro che fantasiosa, se un giorno l’euro dovesse sostituire il dollaro “come valuta di scambio”.
In decine di nazioni di mezzo mondo, le persone tengono un po’ di dollari nel materasso; il giorno che non dovesse essere più così, gli Usa dovranno affrontare il problema del debito pubblico, con la stessa severità dell’Europa, pena una inflazione destabilizzante.
Il presidente Obama ha parlato molto dei loro college, delle università Usa come le migliori del mondo, ben per loro! Anche noi dovremmo cercare di far meglio…, ma cosa si studia nei college americani?
Se gli americani dovessero togliere dai propri corsi di studi gli egizi, la civiltà greca e l’impero romano, gli rimarrebbe ben poco, se non la loro storia di Stato che ha alle spalle un trascorso di duecento anni.
Chi scrive ha grande considerazione per la storia dei “pellerossa”, un popolo che ha subito atroci ingiustizie. Tuttavia, non si può non ricordare che senza Cristoforo Colombo, che ha guidato la spedizione e la Spagna che ha finanziato l’operazione, probabilmente, oggi sarebbero ancora in corso, la guerra fra indiani a cow boys.
Nessuno vuole rinfocolare il vecchio campanilismo, ma noi italiani, al tempo stesso europei, dobbiamo rifiutare il modello culturale Usa, e difendere la nostra identità, combattendo il pericoloso fenomeno esterofilo.

Il modello culturale americano ,sullo stile del pacchetto “tutto compreso” , facilmente attira l’attenzione ed i commenti benevoli di chi sostituisce il senso critico della mente libera e soggettiva con l’appagamento per la soluzione senza sforzo . Parlare di riformismo e di progresso con simili fans appare ridicolo ,purtroppo .