
E’ anche un giallo ma è molto altro ancora “Il fantasma” di Luca Palli, drammaturgo e regista teatrale fiorentino.
Sarebbe riduttivo definirlo semplicemente un giallo, è uno straordinario, emozionante romanzo corale ambientato a Firenze in cui tante storie s’intrecciano intorno a due omicidi apparentemente identici, anzi due femminicidi, avvenuti a distanza di quarant’anni, il cui legame sembra essere un fantasma.
Nonostante il numero delle pagine, ben 379, si divora in pochissimo tempo perché lo stile di Luca Palli è avvincente, commovente, ironico, i suoi dialoghi hanno un ritmo martellante e perfetto, le sue introspezioni nella psicologia dei tantissimi personaggi, sia maschili che femminili, sono semplicemente perfette. Perfetto anche l’escamotage di usare un diverso carattere di stampa per i pensieri e le riflessioni dei vari protagonisti.
Non si può non innamorarsi del vice commissario Travagli e del suo maestro Fontana, di Sandra e di Betta, di Angelica e di Elena, di Costanza e di Pietro, dell’amatissima Firenze descritta nei suoi angoli meno turisticamente noti, come non soffrire empaticamente per le pene d’amore di alcuni di loro e per lo strazio degli omicidi su cui si deve indagare per trovare il bandolo della matassa.
“Il fantasma” è un libro a due valenze: può essere “divorato” dai “thriller’s lovers” che vogliano arrivare subito a capire chi e cosa lega i due femminicidi e “gustato” invece lentamente da coloro che amano le introspezioni psicologiche dei personaggi che possono motivare certi loro comportamenti.
Daniela Domenici

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