
C’è un punto che chiunque abbia un minimo di memoria storica e onestà intellettuale dovrebbe chiarire: Israele non si è mai opposto in linea di principio alla nascita di uno Stato palestinese. Lo dimostrano documenti, proposte di pace, e persino fatti concreti come il ritiro unilaterale da Gaza nel 2005.
Gaza non è stata “invasa” da Israele nel 2023, né fa parte di un presunto piano di espansione territoriale. Era già stata conquistata all’Egitto nella guerra del 1967, ma nel 2005 lo Stato ebraico ha sgomberato ogni insediamento e ritirato l’esercito, portandosi via anche le ossa dei propri morti dai cimiteri e consegnando di fatto il controllo totale ai palestinesi. Se davvero l’obiettivo fosse stato annettere la Striscia, perché abbandonarla dopo quasi quarant’anni di presenza?
La risposta è semplice: non c’era nessuna ambizione di colonizzare Gaza. C’era invece l’illusione che il ritiro avrebbe aperto la strada alla pace. Illusione frantumata dal fatto che Hamas ha trasformato quel territorio in una base militare e ideologica per attaccare Israele. Da allora, più di un milione di razzi e colpi di mortaio sono stati lanciati contro città e villaggi israeliani, spesso da posizioni civili, usando la propria popolazione come scudo umano.
Eppure, nella narrativa di una certa propaganda, l’attuale guerra contro Hamas non è vista come un’operazione difensiva, ma come un pretesto per “espandersi”. Una tesi che ignora i fatti, la storia, e perfino la logica. Perché se Israele volesse davvero occupare Gaza, non si sarebbe mai ritirato.
Questo è il vero punto inquietante: per un certo racconto politico e mediatico, Israele non avrebbe alcun diritto all’esistenza, non solo a Gaza ma in generale. Un racconto che nega perfino il valore della Risoluzione ONU 181 del 1947, che sancì la nascita di due Stati, uno ebraico e uno arabo.
La scarsa capacità cognitiva di fazioni ideologiche può essere spiegata, se non giustificata, dall’ostinazione e dal fanatismo. Ma il vero peso della colpa ricade su chi, nei media e nelle istituzioni, alimenta questa retorica basata sul nulla, trasformando menzogne in verità di comodo.
Non è una questione di schierarsi. È una questione di riconoscere la realtà dei fatti e smettere di piegarla per sostenere un pregiudizio che ha un solo scopo: cancellare un popolo dalla mappa.
Piero Terracina

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