Brani del discorso della sedicenne pachistana Malala Yousafzai, sopravvissuta ad un attentato dei talebani lo scorso ottobre, che ha parlato all’Onu nel giorno del suo compleanno.

L’uguaglianza. Non so da dove iniziare il mio discorso. Non so cosa le persone si aspettano che io dica. Ma prima di tutto vorrei ringraziare Dio, che ci ha fatto tutti uguali (…) Il “Maiala Day” non è la mia giornata. Oggi è il giorno di ogni donna, di ogni ragazzo e di ogni ragazza che ha alzato la voce per i propri diritti (…)
La forza e il coraggio. Cari amici, il 9 ottobre del 2012 i talebani mi hanno sparato alla tempia sinistra. Hanno sparato anche ai miei amici. Pensavano che i proiettili potessero zittirci. Ma hanno fallito. Da quel silenzio si sono alzate migliaia di voci. I terroristi pensavano di poter cambiare le nostre intenzioni, di poter frenare le nostre ambizioni, ma nulla è cambiato nella mia vita, eccetto una cosa: la debolezza, la paura e la disperazione sono morti. Al loro posto sono nati la forza, l’energia e il coraggio.
Non violenza. Non odio i talebani che mi hanno sparato, e non gli sparerei nemmeno se me li trovassi davanti con un fucile nelle mie mani. Questa è la pietà che ho imparato dal profeta Maometto, da Gesù Cristo e da Buddha. Questo è il pensiero del cambiamento che ho ereditato da Martin Luther King e Nelson Mandela. Questa è la filosofia della non violenza che ho imparato da Gandhi e da Madre Teresa. E questo è il perdono che mi hanno insegnato i miei genitori.
L’importanza dei libri. Care sorelle e cari fratelli, realizziamo l’importanza della luce quando vediamo il buio. Realizziamo l’importanza della nostra voce quando ci mettono a tacere. Nella stessa maniera, quando eravamo a Swat, nel nord del Pakistan, abbiamo realizzato l’importanza delle penne e dei libri quando abbiamo visto i fucili (…) Gli estremisti hanno paura dei libri e delle penne, fl potere dell’istruzione li spaventa. Hanno paura delle donne, e del potere della loro voce (…)
La forza delle parole. Le nostre parole possono cambiare il mondo, e allora impegniamoci in una lotta contro l’analfabetismo la povertà e il terrorismo, e prendiamo in mano le nostre penne e i nostri libri. Sono molto più potenti delle armi.

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