L’invidia non la capirò mai.
Tralasciando la teoria che sia stata la causa del primo omicidio della storia, dimenticandoci che fa parte dei sette vizi capitali, soprattutto: è talmente faticosa. Consuma energie che potresti utilizzare in modo migliore, tipo cucinando; consuma memoria, perchè richiede un impegno costante e, se vuoi un lavoro ben fatto, non puoi dimenticartene nemmeno per un giorno; consuma calorie… oddio, questo forse è l’unico risvolto positivo. Distrugge, invece di costruire, provoca insoddisfazione, come se non ce ne fosse già abbastanza; un vuoto a perdere.
Eppure, é l’eterna epidemia, la peste inestirpabile.
Prima o poi, durante il più banale degli incontri, negli occhi dell’interlocutore scocca sempre la scintilla satanica, e iniziano le domandine: il tuo fidanzato com’é, carino?
No, ho il gusto dell’orrido.
on quello che guadagni, ci campi?
Macché, dopo esser tornata dal lavoro, scendo in strada a suonare l’ukulele.
Sbaglio o sei dimagrita?
Sbagli.
Mentire è l’unica salvezza: sono una povera disgraziata, abbi pietà.
Perché gli altri non si fanno i fatti loro?
Chi glielo fa fare di darsi tanta pena?
Non ci hanno ancora pensato, che è sempre meglio essere invidiati che invidiare – ma guai a dirlo: allora lo fai apposta, allora ci godi; quindi fai parte della categoria più morbosa dell’individuo invidioso. Anche perché dichiarare di non esserlo è tremendamente impopolare, vuol dire che sei presuntuoso: come fai a non essere invidioso, chi ti credi di essere!
E quelli pieni di soldi che non fanno niente dalla mattina alla sera?
Si annoiano, secondo me.
E quelli super belli con una schiera di spasimanti?
Sono stupidi, o frigidi.
E quelli famosi?
Francamente, chi se ne frega.
E quelli intelligentissimi o pieni di talenti artistici?
Ne incontro di rado, e che piacere avere finalmente una conversazione interessante.
No, è evidente che sei tu che tenti di giustificare tutto, di accontentarti di quello che hai: ma lo sanno anche i muri, chi si accontenta s’illude. Quindi sei un infelice, non lo sai ma, dentro di te, rodi.
Come la mettiamo?
Va bene, lo ammetto, sono invidiosa. Tantissimo.
Ornella Tajani

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