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Il destino del presente tra politica e finanza

di Angelo Giubileo | 21 Giugno 2015

Tralasciata ogni fede e superstizione, grazie al progresso della Scienza e della Tecnica negli ultimi 50 anni siamo passati da 1 a 7 miliardi di persone, viviamo sempre di più e la vita è diventata molto meno imprevedibile

L’aumento esponenziale di circa sei volte l’intera popolazione mondiale, nel corso dell’ultimo mezzo secolo soltanto, ha introdotto nuove e più pressanti emergenze sul piano dell’integrazione umanitaria e civile. Compito questo, che da sempre è affidato alla politica. La domanda, pertanto, è: la politica, oggi, è in grado di svolgere quell’antico ruolo e funzione di mediazione d’interessi delle popolazioni che occupano i territori di diversa e comune appartenenza?

In Italia, trascorsi oltre vent’anni da Tangentopoli, sembra proprio che troviamo ancora una volta conferma che il sistema guasto della politica sia irriformabile, o meglio che i politici nel nostro paese non vogliano o non siano capaci di assumersi la responsabilità di modificare un sistema che, nel complesso, non si esita più a definire corrotto. In generale, la politica latita, è assente e talvolta sembra che intervenga solo se proprio non può evitarlo. Magari, dopo che la magistratura abbia svolto per intero il suo compito. E quindi, senza che nulla sia cambiato da oltre vent’anni ad oggi.

Allargando di nuovo il discorso, chi ha responsabilità politiche o prettamente morali, come nel caso ad esempio delle autorità religiose, sovente sostiene che la causa, prioritaria se non esclusiva, di tutto ciò che non va bene è dovuta al peso sproporzionato della finanza internazionale, una volta si sarebbe detto dell’economia su vasta scala. Si dice che la turbo-finanza, com’è definita in senso spregiativo, assuma un potere sempre crescente e a mezzo della tecnica, di cui si servirebbe principalmente a danno delle popolazioni sia civili che soprattutto delle altre ancora tenute volutamente ai margini del progresso.

Non sappiamo se il caso italiano possa considerarsi emblematico di una generica delega di potere perpetrata dalla politica su larga scala, ma sappiamo che tra la politica e la tecnica, la decisione non può non essere di competenza della politica e quindi dei politici che ne hanno, per legge, la responsabilità.

Ho scritto questa nota velocemente, di getto, contenendo a mala pena un moto di stizza, che, ammetto, l’ha ispirata. Sia chiaro cosa intendo, ritengo che sia l’autorità politica che in parte ancora quella religiosa si servano nel presente troppo spesso della logica famigerata dello “scarica barile”. Quanto agli spazi della finanza e dell’economia, per l’essenza che le caratterizza entrambe, essi non sono che de-stinate a implementarsi e quindi a crescere. La scelta di ostacolarne o orientarne il comune de-stino, di crescita, appartiene sia alla religione, anche se in parte minima per un residuo che ancora sopravvive al nostro passato, che, in ogni caso e in definitiva sia nel presente che nel futuro, alla politica.

Pubblicato in : Metamorfosi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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