I quattordici racconti che si susseguono (due al giorno, prima di pranzo e prima di cena) si leggono quasi voracemente anche perché accompagnati da 14 ricette: …tranquilli, non mediche ma culinarie

“Il delitto vien mangiando- Una settimana di vendette gastronomiche” di Laura Vignali è una leccornia per la mente e per il palato. I quattordici racconti che si susseguono (due al giorno, prima di pranzo e prima di cena) si leggono quasi voracemente anche perché accompagnati da 14 ricette …tranquilli non mediche ma culinarie che ci introducono in un mondo che ci fa sorridere, appassionare, leggere, gustare e riscoprire anche i vecchi piatti di una volta.
Mi piace lo stile leggermente ironico con cui Laura Vignali delinea i suoi assassini/le sue assassine e le loro vittime, facendoci chiaramente intendere che lei sta dalla parte… “delle vittime” direte voi con una certa aria di sufficienza, invece no lei, quando parla di delitti, sta dalla parte degli assassini/e anche perché , diciamocelo chiaramente le così dette vittime se la sono più che “cercata” letteralmente “meritata”. E quindi come non fare il tifo per la gattara di Via Cancellieri o per l’ex alunno del prof. Rizzo?
Laura situa le location dei suoi racconti tra Pistoia e i paesini che la circondano e mentre leggiamo scopriamo o riscopriamo vecchie strade, ci addentra nelle campagne della nostra infanzia, attraversiamo i boschi e sentiamo il profumo delle ginestre e dei funghi appena raccolti .
Ed è qui che introduce personaggi autentici resi a volte “quasi” irriconoscibili, (colleghi di scuola e di lavoro) altre volte ben definiti e facilmente identificabili “quel covo di serpi del Club del giallo…” ma è tale il garbo con cui la Vignali li definisce che nessuno di loro accarezza idee di vendetta, anzi son ben felici di riconoscersi nelle sue parole. Solo in un racconto la location scelta è Firenze ed è uno dei suoi racconti in cui la vendetta non è studiata ma si scoprirà come sia pericoloso usare le parole di Neruda soprattutto per chi non se lo merita.
Il giallo o noir che dir si voglia di Laura Vignali è particolare anche nella scelta delle armi che verranno usate nei vari racconti. Dalla farfalla di cristallo che casualmente va in frantumi, alla puntura della vespa che provoca lo choc anafilattico al padre/padrone, dalla somministrazione lenta e continua di zucchero alla madre diabetica che impedisce ogni forma di libertà, fino all’uso di uno stranissimo tipo di arma impropria: un cosciotto ‘surgelato’ d’agnello, mortale per la vittima ma gustato, debitamente cotto, in un convivo di colleghi dell’assassino.
La Vignali sarà nuovamente in libreria con un altro dei suoi gialli particolari “Il mistero delle biciclette scomparse” che prende spunto da uno degli episodi che giornalmente affliggono le nostre città. Siamo già impazienti per la nuova lettura che sarà intrigante e divertente come Laura ci ha ormai abituati .

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