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IL DECALOGO DELLE MENZOGNE

In questa scheda (prodotta da un promotore del NO e rilanciata ossessivamente sui social) sono puntualizzate pressochè tutte le sconce bugie che caratterizzano l’imbarazzante campagna referendaria degli strenui difensore dello status quo.

di Stefano Pillitteri | 30 Gennaio 2026

In questa scheda (prodotta da un promotore del NO e rilanciata ossessivamente sui social) sono puntualizzate pressochè tutte le sconce bugie che caratterizzano l’imbarazzante campagna referendaria degli strenui difensore dello status quo.

Vediamole una per una:

1) la riforma non è finalizzata a velocizzare i processi ma a renderli più equi

2) un processo più equo non migliora la giustizia?

3) bugia pietosa che punta a confondere le funzioni (parzialmente divise) con le carriere (tuttora unite)

4) assolutamente si, invece. Peraltro attuandola visto che la costituzione già prevede il diritto a un equo processo davanti a un giudice equidistante (e la colleganza tra giudicante e accusa si pone agli antipodi dell’equidistanza)

5) falso. La riforma, anzi, la rafforza esplicando che sia giudicanti che accusatori sono autonomi e indipendenti

6) falso. Riaffermata autonomia e indipendenza di Giudici e PM come potrebbe venire esercitato questo controllo diversamente da oggi?

7) falso. Più che “colpirlo” lo libera dal giogo delle correnti e del relativo mercato delle vacche di nomine e promozioni che costituisce un autentico sconcio

😎 e allora? il CSM è un organo di alta amministrazione. Non di rappresentanza.

9) è vero il contrario. Parlare di “equilibrio” dopo 30 anni di conflitto tra magistratura e istituzioni politiche fa solo ridere

10) ma chi l’ha detto? Due carriere, due csm (con i componenti sorteggiati da una rosa con determinati requisiti, per i membri togati, o eletti dal parlamento a maggioranza qualificata per quelli laici) un organo di disciplina terzo (con membri sorteggiati come sopra). Mi pare abbastanza chiaro il sistema finale.

Stefano Pillitteri

Pubblicato in : Editoriale

Info Stefano Pillitteri

Stefano Pillitteri, avvocato e politico milanese. Figlio dell’ex sindaco di Milano e parlamentare Paolo Pillitteri e nipote di Bettino Craxi ha respirato la politica attiva sin da bambino. Consigliere comunale di Milano con sindaco Gabriele Albertini è stato Assessore ai Servizi demografici e all’Innovazione Tecnologica nella giunta del sindaco Letizia Moratti. Grande esperto di musica classica e rock, oltre la professione forense è un attento osservatore della politica italiana ed internazionale.

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