
In questa scheda (prodotta da un promotore del NO e rilanciata ossessivamente sui social) sono puntualizzate pressochè tutte le sconce bugie che caratterizzano l’imbarazzante campagna referendaria degli strenui difensore dello status quo.
Vediamole una per una:
1) la riforma non è finalizzata a velocizzare i processi ma a renderli più equi
2) un processo più equo non migliora la giustizia?
3) bugia pietosa che punta a confondere le funzioni (parzialmente divise) con le carriere (tuttora unite)
4) assolutamente si, invece. Peraltro attuandola visto che la costituzione già prevede il diritto a un equo processo davanti a un giudice equidistante (e la colleganza tra giudicante e accusa si pone agli antipodi dell’equidistanza)
5) falso. La riforma, anzi, la rafforza esplicando che sia giudicanti che accusatori sono autonomi e indipendenti
6) falso. Riaffermata autonomia e indipendenza di Giudici e PM come potrebbe venire esercitato questo controllo diversamente da oggi?
7) falso. Più che “colpirlo” lo libera dal giogo delle correnti e del relativo mercato delle vacche di nomine e promozioni che costituisce un autentico sconcio
e allora? il CSM è un organo di alta amministrazione. Non di rappresentanza.
9) è vero il contrario. Parlare di “equilibrio” dopo 30 anni di conflitto tra magistratura e istituzioni politiche fa solo ridere
10) ma chi l’ha detto? Due carriere, due csm (con i componenti sorteggiati da una rosa con determinati requisiti, per i membri togati, o eletti dal parlamento a maggioranza qualificata per quelli laici) un organo di disciplina terzo (con membri sorteggiati come sopra). Mi pare abbastanza chiaro il sistema finale.
Stefano Pillitteri

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