• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il debito di Sala lo pagano due volte i milanesi

Matteo Renzi elogia Giuseppe Sala per avere ridotto il debito del Comune di Milano. Il dato, preso da solo, esiste: tra il 2016 e il 2025 l’indebitamento diretto di Palazzo Marino è passato da 3,923 a 3,132 miliardi di euro, con una diminuzione di circa 791 milioni. Ma dietro una cifra apparentemente virtuosa c’è una realtà molto meno brillante. È facile ridurre il debito se, contemporaneamente, si comprimono i servizi e si trasferisce una parte crescente degli investimenti e dell’indebitamento sulle società partecipate.

di Luca Rampazzo | 7 Settembre 2026

Matteo Renzi elogia Giuseppe Sala per avere ridotto il debito del Comune di Milano. Il dato, preso da solo, esiste: tra il 2016 e il 2025 l’indebitamento diretto di Palazzo Marino è passato da 3,923 a 3,132 miliardi di euro, con una diminuzione di circa 791 milioni. Ma dietro una cifra apparentemente virtuosa c’è una realtà molto meno brillante. È facile ridurre il debito se, contemporaneamente, si comprimono i servizi e si trasferisce una parte crescente degli investimenti e dell’indebitamento sulle società partecipate.

Il confronto più preciso riguarda il periodo tra il 2021 e il 2024. In questi tre anni il debito diretto del Comune è diminuito di 327 milioni, pari all’8,9%. Nello stesso periodo i corrispettivi dei principali contratti di servizio storici sono cresciuti nominalmente di appena l’1,6%, mentre l’inflazione cumulata ha raggiunto circa il 15-16%. In termini reali, quindi, le risorse destinate ai servizi sono diminuite di circa il 12%.

Per mantenere invariato il valore economico dei contratti del 2021, nel 2024 sarebbero serviti circa 128 milioni in più. Rapportato ai 327 milioni di riduzione del debito, significa che la compressione reale dei servizi equivale a circa il 39% del risultato celebrato da Renzi. Non vuol dire che esista un bonifico diretto dai servizi ai creditori del Comune, ma descrive bene il prezzo pagato dalla città per presentare conti formalmente migliori.

Il caso più evidente è quello di ATM. Il rapporto economico con il Comune è passato da circa 731 a 759 milioni: un aumento nominale inferiore al 4% in tre anni, quindi molto al di sotto dell’inflazione. In termini reali le risorse sono diminuite di circa il 10%, mentre cittadini e lavoratori hanno dovuto fare i conti con costi crescenti, mezzi affollati, soppressioni, manutenzioni e una rete sempre più difficile da sostenere.

Milano Ristorazione è passata da quasi 80 a circa 70 milioni, mentre Milanosport è scesa da 7,4 a poco più di 5 milioni. Anche il valore dei rapporti con A2A, che comprendono raccolta dei rifiuti, spazzamento e illuminazione pubblica, è rimasto sostanzialmente fermo in termini nominali. Non sorprende, allora, che i milanesi vedano una città più sporca, impianti in difficoltà e servizi che non tengono il passo con i costi e con le esigenze di una metropoli.

Dove la spesa cresce, lo fa soprattutto per l’apertura della M4 e per l’ampliamento degli affidamenti a MM. Non si tratta quindi di un rafforzamento generalizzato dei servizi esistenti, ma dell’aggiunta di nuove funzioni a un sistema che, nel suo complesso, dispone di meno risorse reali.

C’è poi il secondo conto presentato ai milanesi. Nonostante la diminuzione del capitale, gli interessi pagati dal Comune sono saliti da circa 120 milioni nel 2016 a quasi 138 milioni nel 2025. Il debito si riduce, ma costa di più. Nel frattempo diverse rinegoziazioni hanno spostato scadenze fino al 2038 e al 2043, rinviando nel tempo parte degli oneri.

Guardando poi al bilancio consolidato, la narrazione diventa ancora più fragile. Tra il 2021 e il 2024 la componente di debito riferibile al Comune è diminuita, ma quella delle società consolidate è aumentata di circa 287 milioni. Il debito finanziario dell’intero Gruppo Comune di Milano è cresciuto di circa 137 milioni. Il miglioramento esiste quindi soprattutto nel bilancio individuale di Palazzo Marino, molto meno nell’insieme delle strutture pubbliche attraverso le quali vengono amministrati servizi e investimenti.

I milanesi pagano così il debito due volte: la prima attraverso servizi finanziati meno dell’inflazione, la seconda attraverso interessi diventati più pesanti nonostante la riduzione dello stock. E una parte dell’esposizione continua a vivere nei bilanci delle partecipate.

Renzi può certamente elogiare Sala. Ma prima di trasformare un numero in un successo politico bisognerebbe chiedersi come sia stato ottenuto e chi ne abbia sostenuto il costo. Ridurre il debito è una buona cosa quando deriva da maggiore efficienza, crescita delle entrate e migliore amministrazione. Lo è molto meno quando il risultato viene costruito impoverendo i servizi, allungando le scadenze e lasciando crescere l’indebitamento del gruppo comunale.

I conti possono anche tornare. Il problema è che il conto finale arriva sempre ai milanesi.

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Editoriale

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti