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Il corpo è un altare che fugge

Eros e thanatos, “il Tempo canta” entrambi: “natiche come simbolo di cuore rovesciato” e “non appena conta i punti di esoscheletri mendaci sul neretto corto dei versi da mi piaci”… “Aspetto che muoia la morte”… E allora: Poesia, null’altro che poesia! Di Angelo Giubileo

di Angelo Giubileo | 19 Luglio 2022

“Cristo era femmina” è il titolo di un’opera d’arte sperimentale e in specie dell’arte “destrutturalista” di Mary Blindflowers, che ha coniato il movimento “Destrutturalismo”, le cui idee sono espresse nel blog “Destrutturalismo e altro” e nell’omonima rivista. 

Nei testi dell’opera, uno stile raffinato è impreziosito da lessemi e versi ricercati, elitari, esplosivi, fantasmagorici, e in definitiva mitici. Parole e frasi che attraversano il tempo e ci proiettano costantemente in una dimensione cairologica, “quando agli incroci della notte di Saturno ridevi col tuo demone diurno” o tangevo “la sintesi del globale in ogni mio più piccolo segno animale”. Ed è così che “ci saremo noi”, e non “voi, si, dico a voi, siete prede e lo sapete”. Del vostro “comune buon senso”. 

Niente ha senso. E invece per voi, adoratori del comune buon senso, è vero e certo ogni “filosofema degli affilatoi, scatto a tema ludibrio e metafisico preludio di rasoio all’esantema, brillio di luce”. Ma, “il doppio è la luce”. Come fate a non vedere e a non capire: “viviamo meno del tempo in cui si è morti”!

Il vostro, il tuo è un “gap corpo mente”, preludio futuribile di “un viaggiatore astrale”, vivi pur sempre come “un disadattato paradossale”. Allo stesso modo di, in passato, imborghesiti, “come cani intisichiti nei collari”. 

Ma, “in quale gabbia è mai finito il vostro leone che rugge”? Lo stesso che esonda dall’arte e dalla poetica metempsicotica dell’Autrice “i (cui) versi palpitano come minerali vivi”?!

Cristo era femmina, il Tempo era femmina: “ferita inferta alla carne di Selene che odia il falso sole”, dell’avvenire. “L’immortalità ci tenta”, ma non la Poetessa che “h(a) l’arte in mano, urge e preme contro la calligrafia del cogito bloccato, ed esce fuori, sgorga, tracima e bolle, rompe le mete, gira e torce ipotenusa, questa mia musa ingorda, un’orda piena di pensiero rinnovato che fa nera l’impalcatura sempreluce. Il sole è solo una pedina che si scuce”. Come di dannunziana memoria, “con i suoi tiri”, dalla più antica freccia di Rudra, “la vita spezza le sterili tue prigionie, uccide le cosmologie di uomini dei”. 

Eros e thanatos, “il Tempo canta” entrambi: “natiche come simbolo di cuore rovesciato” e “non appena conta i punti di esoscheletri mendaci sul neretto corto dei versi da mi piaci”… “Aspetto che muoia la morte”… E allora: Poesia, null’altro che poesia! “Sdoganata al nulla” di un’esistenza infradicita di comune buon senso, “velenosballo” di antichi sciamani, sacerdoti vedici e altri, attraverso “trentatré porte allineate lievitando” con il suono, l’atman dell’universo: “unu sonu”. Avete dubbi? E allora ecco il leone che ritorna: “Non si sfugge all’onirismo attivo che ti rugge dentro l’osso”. 

Bentrovata Mary, tu che sei “nata nel 6350, salendo i 108 scalini”: itte asa leadu pro ‘idere custu mundu increadu? Cosa hai assunto per vedere questo mondo increato? Cosa ti accade? Cosa dici? 

“Torneranno le Grandi Madri… E voi voi, ristufi avanzati di carne, che fareste? Tradireste tre volte le Madri e senz’alcun suono, prima che la voce dei gufi emetta il suo lugubre tuono. Istria, riere umpare a sa sorte: tu spezza a Saturno le chiome, depaupera il nume del fallo riprenditi il tempo, distruggi, combatti poi ruggi, inzacchera, increspa, ribellati, incrina, leva la spina untuosa di dio, e grida ora, solo ora son io. Respira”. 

Prima che “il nulla deflagrato ciberneticamente tro tro tro tro gloditato (giaccia) nell’asettico gap… Ma a che pro? Grazie, tutto confermato, viaggio bene (…) nell’inconcludenza delle aorte, imperterrite, nocive a ricordare che malgrado tutto sono vive”…

Questo e molto altro troverete nell’opera, come reliquie (λείψανα) dell’antico tesoro. 

Angelo Giubileo 

Pubblicato in : #Pensalibero24, MaidanTag: buon senso, madri, mondo, movimento, poesia, tesoro

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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