Viviamo in un mondo in gran parte globalizzato, un mondo in gran parte connesso, iperconnesso, sempre più intellegibile e sempre meno sensibile e attento alle esigenze del corpo. L’ultimo attacco al nostro modo umano di essere e di vivere deriva da un modo di pensare allo stesso tempo passatista e transumanista, e in specie dalla Corte Suprema degli USA. È un attacco al diritto di ogni donna di disporre liberamente del proprio corpo senza violare l’ordinamento morale e giuridico saldamente acquisito, da una comunità che si fa vanto della propria Libertà. E invece, occorre lì e anche qui da noi di nuovo discutere della palese violazione di un principio, che è alla base della nostra civiltà europea: il principio dell’habeas corpus. La decisione della suddetta Corte finisce quindi con l’implementare e ampliare le scelte di restrizione in ordine all’esercizio della propria libertà, decisioni e scelte già sperimentate nel corso della più recente emergenza sanitaria.
Paola Bergamo
Angelo Giubileo

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