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“Il congresso Uil guarda avanti con coraggio”

Il valore del confronto efficacemente rappresentato nel congresso della Uil che ha confermato Pierpaolo Bombardieri alla guida di una confederazione vitale ed indispensabile per un ruolo complessivo del movimento sindacale è un buon segnale nello scenario sindacale. Esso va in controtendenza rispetto ad una logica di contrapposizione esasperata nella politica italiana che ritarda la possibilità di affrontare le sfide che la nostra società non può evitare cogliendone tutte le difficoltà.

di Giorgio Benvenuto | 7 Luglio 2026

Il valore del confronto efficacemente rappresentato nel congresso della Uil che ha confermato Pierpaolo Bombardieri alla guida di una confederazione vitale ed indispensabile per un ruolo complessivo del movimento sindacale è un buon segnale nello scenario sindacale. Esso va in controtendenza rispetto ad una logica di contrapposizione esasperata nella politica italiana che ritarda la possibilità di affrontare le sfide che la nostra società non può evitare cogliendone tutte le difficoltà.

GIORGIO BENVENUTO

E che sia avvenuto proprio al congresso confederale della UIL di Padova il riconoscimento da parte di Cgil e Cisl della necessità di una volontà comune nel sostenere le scelte sindacali è un passo avanti importante che non può essere frutto della partecipazione ad un evento ma è la conseguenza dell’impegno riformista e concreto che la Uil ha svolto in questo difficile periodo.

Più di una volta nella sua storia la Uil ha impedito lacerazioni che potevano diventare irreparabili, è sempre stato uno dei suoi compiti più utili alla causa di lavoratrici e lavoratori, ma anche alle esigenze di dare risposte sostanziali ad una società che è fatta di persone con diritti, aspettative, speranze, necessità.

Francamente non penso che senza l’apporto sindacale si possa evitare il declino della nostra economia e riaffermare quel valore di solidarietà che è insostituibile se si vuole cambiare un contesto di diseguaglianze e di ingiustizie.

Su questo versante la Meloni ha compreso che la volontà di confronto espressa dalla Uil in piena autonomia non deve e non può cadere. Rimane ora da vedere se esista una scelta davvero impegnativa anche da parte delle opposizioni che possa almeno utilizzare il tempo che separa dalla nuova tornata elettorale ed è un buon segnale la presenza della leader del Pd ai lavori conclusivi congressuali.

La Uil ha nel Congresso indicato non dei titoli ma dei percorsi di cambiamento. Del resto come non vedere che c’è moltissimo da fare su sicurezza, salari, fisco e welfare. È significativo inoltre che nella sua relazione al congresso Pierpaolo Bombardieri abbia toccato il tema cruciale per la crescita della reindustrializzazione e abbia evidenziato che si tratti di un grande problema europeo.

L’Europa che è assente dalla competizione mondiale sulle scelte tecnologiche e industriali che contano sconta anche ritardi e scelte del passato sbagliate anche della sinistra europea. Ha, invece, il dovere di rispondere alla domanda che fece Papa Francesco quando si chiedeva dove era finita quella Europa che aveva un ruolo positivo nel mondo, domanda oggi ribadita a Lampedusa da Papa Leone che invoca per l’Europa un compito coraggioso da protagonista.

Ma è ancor più decisivo il rapporto evidenziato dalla Uil con la Intelligenza artificiale ed il controllo su di essa che impedisca regressione nei diritti, nella qualità del lavoro, nelle stesse condizioni di lavoro. La produttività uno dei banchi di prova di questo nuovo capitolo fondamentale del lavoro esprime la capacità sindacale di non perdersi in citazioni di principio ma di voler aggredire i nodi reali della rivoluzione digitale.

Affrontare senza paura un futuro che non si può esorcizzare vuol dire anche aprire prospettive per le giovani generazioni che non chiedono assistenza ma una società che soddisfi i propri ideali e che troppo spesso la va a cercare fuori dei nostri confini. Dai tempi di Buozzi, di Turati, di Matteotti il riformismo non è mai stato luddismo, non ha mai contrapposto ai poteri dominanti ribellismo o spirito di distruzione. Ha costruito e ricostruito, ha lottato per costruire e ricostruire con i lavoratori protagonisti del loro destino. E questa lezione del passato la ritengo ancor oggi valida. E mi è piaciuto molto anche l’aver ospitato al Congresso della UIL Mons. Paglia che rappresenta quella Chiesa che ha saputo leggere i mutamenti epocali in atto, con il Papato di Francesco e di Leone. Ha riportato alcuni valori ad una attualità certo scomoda ma non aggirabile come quella della diplomazia in antitesi alla guerra, della solidarietà in opposizione alla violenza, della individuazione precisa del rapporto sempre più stretto fra autocrazie, potere e rivoluzione digitale.

C’è assoluto bisogno di un ritorno ad un umanesimo che ponga nuovamente al centro degli orizzonti mondiali la valorizzazione della dignità delle persone e del lavoro. C’è una contraddizione curiosa nella vita collettiva odierna: la politica non di rado chiede atti di fede, la Chiesa invece chiede riflessione, conoscenza, dialogo e partecipazione. Eppure questo modo di affrontare il futuro ha caratterizzato per lungo tempo il riformismo storico che oggi chiede eredi capaci di avere soprattutto coraggio.

Oggi non serve essere attratti da ciò che abbiamo alle spalle. La memoria è importante quando è utile a far comprendere identità, errori, fasi storiche. Ma occorre attualizzare quei comportamenti e proseguire su quella via. L’impegno prioritario adesso non può non spingersi a guardare avanti per non perdere il treno del futuro. La Uil conferma questa convinzione e si muove in questa direzione.

Più in generale va colto un significato importante di questo Congresso per il mondo del lavoro: c’è un movimento sindacale che vuole tornare ad agire insieme con concretezza sui problemi dell’economia e della società e che rifugge da schematismi politici. Non è un caso che la Uil abbia ribadito con forza il valore della sua autonomia che è da sempre l’ancoraggio migliore ad un impegno chiaramente rivolto a tutelare il lavoro. Un lavoro che non è assistenza, ma rispetto della dignità. Un lavoro che non attribuisce al salario ad esempio il significato di sopravvivenza come è nel caso del salario minimo ma che vede nella questione salariale un riconoscimento giusto e pieno del contributo dei lavoratori a far avanzare la società italiana ed europea.

E che quindi collega la situazione salariale a quell’insieme di questioni da risolvere che vanno dalla equità fiscale alla riconquista di una capacità produttiva che non va dispersa, al legame con un costume sociale che non sia ricettacolo di tutte le frustrazioni che pervadono la nostra vita. Non vi è stato nel Congresso posto per polemiche inutili ma è prevalso l’obiettivo di individuare cosa si deve fare per rispondere alle attese del mondo del lavoro.

Giorgio Benvenuto

“Il congresso Uil guarda avanti con coraggio”
Pubblicato in : Editoriale

Info Giorgio Benvenuto

Ecco la biografia di [Giorgio Benvenuto](https://www.google.com/search?q=giorgio+benvenuto&kgmid=/m/0h_8_14#sv=CBwS9AMKuQMStgMK9wJBSmlUNHRLcGtidVVTZEM3QkJ6WEhVS2lkMWgxeml0djIxOHhTOWZGNHRLY3ZPMkFtTGp1NlNhUEhmcWhCY3VoX3JlbVF2Q0djcHkyeXM2RHVCdzZ3RGxLSzRpS2l3SFoxZTZjRUV4UjNOWV82R25Fc2hoaktlckhWLWhUaEtiZVZfNE9oYlp0UlE1cnF1cHg1anF3MmxXeE1VRk5Zd2ZIT3JudXpmUi01RU15aUZGN2NfOWFsdE15U0laLVlVeU1DQU51TFIwajBWU3drZnR6eEd4N09EYjJlV3I2RzU1T3FnZTd0UC14WWVia0c4UzE0V01QZWdHb0ZISGswRHoxOEhCdFZMdlJWSDN3QzJIZlpxZjFRQ0ZPZ21uUFM4VmpJeFBVbkV6ZXlKTk4wdmIwUGpqU2d3V2M2dWltem4yVW1YOU5VbXNmal91eWJ1WVBHSjFVdzQ2eDFNN1lyOWZRY1V0bXk3dXFNZnVkX0toLUpjVDVTSzgSFmtLMU1hdU9GQjRLUDl1OFBqXzNTSVEaIkFEc3I5ZlJueTlYNGZWUTB0U2FWT0JzOVEyM2cxYmU0a3cSBDc4NTQaATMiFgoBcRIRZ2lvcmdpbyBiZW52ZW51dG8iEwoFa2dtaWQSCi9tLzBoXzhfMTQoABhFIKXLuL0K) strutturata in 15 righe dattiloscritte compatte per la sezione autori di Pensalibero.it.
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[Giorgio Benvenuto](https://www.google.com/search?q=giorgio+benvenuto&kgmid=/m/0h_8_14#sv=CBwS9AMKuQMStgMK9wJBSmlUNHRMSFVCRzJXdTJ5TVJ3UGZ5bzRxc3kwYmhVQ2laV1gta1B0R2ZLUkgwQS13ckM4YVpSa1JHUTJ5ak52VHRtdDZTWkE0SjUzVHV0VEhyVTJkcV9ORENSSExxQk5rMWxOUG9CeXFtdk5oRXUwTWw1OHJtT2xaaTJ1bGdNZElrcnJhWEJnajAxSmlWakthYThOYUpNaXdPTHM1WlJsTzV6SUthRks5c21lajlZSS0xWXJ2ajdfbkFFM2ZNd09jYjJJNFpjbklTVE5iXy1LWVJ3aTR5M3dPZlYtS1pwNmt5ZnBiT3dXMFhSMVQzb2lHOVFtbkh1QUVUdHpYNEtrR05VazRuei1KY2lmbDNqSWpsQ2hZTFIyMHBlaGxTUHhCTTdtOHg5S3hhSE5INlMzVXNZQk9MYkRCbGdReWotcWhndnI0NzhxUFRwT0JtZ3c0VV9YcDRSQll3Mi10em54VTd5SkpHTHNYSDh6Z1dKLWFQNkdvT0ESFmtLMU1hdU9GQjRLUDl1OFBqXzNTSVEaIkFEc3I5ZlFGazZyNTI4UEJadE96SF9iYjJGdVdPYkFNZWcSBDc4NTQaATMiFgoBcRIRZ2lvcmdpbyBiZW52ZW51dG8iEwoFa2dtaWQSCi9tLzBoXzhfMTQoABhFIN6Vhz4) (Gaeta, 1937), laureato in giurisprudenza, è una figura storica del
sindacalismo e della politica italiana. Entrato giovanissimo nella [UIL](https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Italiana_del_Lavoro), ne
è stato il Segretario Generale dal 1976 al 1992, dopo aver guidato la
[UILM](https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Italiana_Lavoratori_Metalmeccanici) e aver fondato, nel 1972, la storica Federazione Lavoratori
Metalmeccanici ([FLM](https://it.wikipedia.org/wiki/Federazione_Lavoratori_Metalmeccanici)) insieme a Carniti e Trentin. Nel febbraio del
1993 viene eletto Segretario Nazionale del [Partito Socialista Italiano](https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Socialista_Italiano)
succedendo a Bettino Craxi. Ha ricoperto inoltre l’incarico di
Segretario Generale del Ministero delle Finanze (1992-1993). È stato
parlamentare alla Camera dei Deputati e al Senato per tre legislature
dal 1996 al 2008, guidando come Presidente le Commissioni Finanze
e Tesoro. Giornalista, saggista ed esperto di politiche tributarie
ha insegnato presso la Scuola Superiore della Guardia di Finanza. Ad
oggi presiede la Fondazione Bruno Buozzi ed è autore di numerose
analisi e riflessioni sulla cultura laica, riformista e del lavoro.

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