Da tempo immemorabile l’Italia vive in emergenze vere o presunte che sono diventate ormai la nuova normalità.
Come nella favola di Esopo quando il pastore grida falsamente”al lupo al lupo” la gente non crede piu’ all’emergenza.
Questa volta pero’ il lupo ha le sembianze anzi e’ incarnato da Vladimir Putin e con lui non si scherza piu’.
Il presidente russo non ha solo invaso l’Ucraina, ma di fatto ha dichiarato guerra all’Europa usando come armi il gas, il cibo, i rifugiati e l’informazione. Ci illudiamo che con le sanzioni economiche, le forniture di armi agli ucraini, la loro valorosa ed eroica resistenza, la guerra rimanga circoscritta, ma non e’ cosi’. Economicamente la Russia puo’ resistere a lungo, la popolazione come accade in questi casi, si stringe intorno alla bandiera, i guadagni derivati dall’esportazione di materie prime sono aumentati, ha partners economici importanti come Cina ed India e soprattutto puo’ contare, come all’epoca di Napoleone sul Generale Inverno.
Putin sa che se chiude il rubinetto del gas in Europa si spenge la luce in tutti i sensi. Chiuderanno le fabbriche, aumenterà la disoccupazione, recessione economica, supermercati senza prodotti e clienti, abitazioni senza riscaldamento, scioperi, proteste di piazza e tutto il resto. In questi giorni possiamo vedere quello che succede in Sri Lanka dove tutto si e’ fermato perche’ sono bloccate le importazioni di carburante per mancanza di valuta.
E’ prevedibile che in questa situazione l’Europa non rimarrà unita come ora ma si dividerà secondo sensibilità e bisogni nazionali.
Ci sarà anche chi invocherà una politica nazionalista con alla guida un uomo forte alla Putin. D’altra parte, abbiamo visto un assaggio di queste divisioni con la mossa di Conte e del partito 5Stelle da sempre contrari all’invio di armi come è stata giustamente riportata dalla propaganda di Mosca. Molti in Europa vorrebbero una cessione di parte dell’Ucraina in cambio della pace, ma sarebbe solo un rinvio della soluzione del problema, anzi un aggravamento con Putin rafforzato dal successo.
E’ bene ricordare che questa crisi riguarda solo l’Europa perché’ è qui’ che ancora una volta le guerre mondiali e locali vengono combattute. Il resto del mondo, incluso l’America, può benissimo fronteggiare la crisi.
In questo drammatico contesto internazionale la nostra crisi di governo causata dal termovalorizzatore di Roma sarebbe una cosa da ridere se non avesse conseguenze tragiche.
E’ la riprova di quanto sia pericoloso mettere a capo del governo e poi di un partito, un tizio che per 25 anni ha esercitato esclusivamente l’attivita’ di avvocato. Si puo’ dire che come apprendista statista ha fatto del suo meglio, si e’ barcamenato ed inevitabilmente ha commesso errori specialmente in politica estera.
Con la Cina ha aderito al loro progetto geopolitico della Via della Seta che prevedeva la possibilita’ per la prima volta di vendere arance siciliane in Cina in cambio del loro possibile acquisto di nostre infrastrutture come i porti.
Con la Russia all’inizio della pandemia, in polemica con l’UE inabile ad intervenire, fece accordi di collaborazione medico-scientifica che si rivelarono un operazione di spionaggio.
Con Trump prese accordi privati per mettere a disposizione del ministro della giustizia americano le nostre istituzioni per cercare prove di un fantomatico complotto contro il presidente americano.
In tempi normali un confronto politico tra due leaders con stili, personalità, visioni diverse è fisiologico, ma in questa situazione internazionale ed interna non dovrebbe esserci partita tra l’autorevolezza, la credibilità, la serietà, il senso dello stato di Draghi e il farfalleggiare, l’egotismo, il cazzeggio di Conte.
Ma in Italia non si sa mai….
Concetto Delconte

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