Si ha la sensazione che si stia prendendo, anche ora anche oggi febbraio 2019, troppo sottogamba i problemi del cambiamento climatico. Bombe d’acqua, gelicidio, passaggio ultra rapido dalla secca alla piena, scioglimento dei ghiacci sembrano racconti da film o episodi isolati ed invece sono racconto di realtà e cronache costanti.
Riscaldamento ed effetto serra, concentrazioni di particelle inquinanti nell’aria provenienti dagli impianti di riscaldamento come e più dello scarico delle auto e dei camion sono sicuramente oggetto di lotta e di campagne operative di grandi città e comuni metropolitani ma evidentemente con scarso successo. Pensate ad esempio che il problema dell’inquinamento può incidere sullo sviluppo economico perché ad esempio se l’Austria blocca al Brennero certi motori (si dice fino all’euro 4) è ovvio che noi che andiamo a portare merci oltre le Alpi con i camion, e non con i carretti a cavallo, saremo penalizzati.
In Austria, il Governo del Land del Tirolo ha presentato il nuovo piano di misure da attuare in caso di superamento dei valori limite nell’aria, finalizzate alla riduzione delle emissioni. C’è un allarme di tutte le Camere di commercio dell’asse dell’autostrada del Brennero ma anche delle regioni limitrofe che vanno dalla Liguria alla Toscana dalle Marche all’Umbria.
Il progetto prevede per i mezzi pesanti progressive modifiche attraverso ordinanze ai divieti di circolazione notturno, di transito settoriale e per classi euro. Le misure in programma danneggerebbero infatti negativamente l’economia italiana limitando la mobilità. Si tratta di una questione fondamentale per il trasporto su strada italiano, visto che il 70% dell’interscambio commerciale del nostro Paese passa attraverso le Alpi e il Brennero ed è fondamentale per le esportazioni verso i mercati del Centro e del Nord Europa.
Problema clima impazzito, problema rimedi parziali e non coordinati. Ci siamo dentro in pieno, ci siamo dentro fino al collo e facciamo finta di niente. Dovremmo proporre più spesso film di molti anni fa che a loro modo avevano denunciato la progressiva degenerazione del clima che viviamo come The Day After Tomorrow, dove i protagonisti nella Biblioteca di New York si salvano dal gelo assassino bruciando libri, ma dove si racconta anche che le amministrazioni non volevano credere che i mari e gli oceani stavano cambiando temperatura.
Quel film è del 2004 sembra un’altra era geologica, una roba di 15 anni fa, ora sappiano che gli oceani e i mari possono cambiare colore proprio perché sta cambiando la temperatura ma soprattutto perché che uno scongelamento continui dei ghiacciai con relativa immissione di acqua nei bacini e nei mari. Cosa succederà con l’innalzamento del livello medio dei mari? Dove arriverà l’acqua con un metro di altezza in più?
E con due o tre? Domande che dovrebbero far accapponare la pelle non solo a chi abita in riva al mare ma a tutti i cittadini raziocinanti. Campagne sulla plastica e la microplastica nelle acque: sacrosante. Campagne per pulire l’aria dallo smog e parchi e giardini dai rifiuti: sacrosante. Campagne per pulire le spiagge e i laghi: sacrosante.
Ma la necessità urgente di imboccare la campagne delle campagne e cioè non arrivare al punto di non ritorno dell’innesco cambiamento climatico effetto disastro è inderogabile ed ineluttabile. Economia circolare, coordinamento mondiale, emergenza ambientale globale dovrebbero essere i punti dell’agenda più condivisa del pianeta. Invece non è così. E siamo l’era dell’uomo sapiente tecnologico.
Fabrizio Binacchi

Grazie Adalberto Scarlino. Penso sia uno dei tempi centrali di ogni agenda politica. Fare i conti col clima che cambia e salvare il salvabile.
Grazie, Fabrizio Binacchi ! Una denuncia motivata e appassionata !
Ecco un bel tema politico – di alta politica – di effettivo interesse generale.
C’è qualcuno, tra le “sinistre”, i laici., i progressisti, che abbia intelligenza e volontà di promuovere una consistente iniziativa ?
Crescita, crescita, ripetono i pappagalli affaristi. Crescita , sì, ci vorrebbe: di intelligenza politica e di responsabilità civile.