
In attesa di vedere in Ucraina risultati concreti delle lunghe telefonate tra Trump e Putin e nella speranza, finora delusa, che si fermi il genocidio dei palestinesi da parte di Israele, la vita politica offre comunque scene di preoccupante comicità e di umana pochezza.
Merz, il nuovo cancelliere tedesco che vuole costruire l’esercito più grande e potente d’Europa, non esita a chiedere di inasprire le sanzioni verso la Russia proprio mentre Trump dichiara che vuole stabilire regolari scambi commerciali.
L’alleato americano dialoga con il nemico designato (Putin) ma i leader europei hanno deciso il riarmo e la guerra fino alla vittoria finale e non si curano certo di questo dettaglio.
In Italia, la maggioranza si spacca sul terzo mandato per i presidenti di regione e sindaci: Salvini, vicepresidente, vota infatti contro il ricorso del governo alla Corte Costituzionale sulla legge del terzo mandato della Provincia autonoma di Trento.
Poi alle domande dei giornalisti risponde che si tratta di “questioni locali”.
In altri tempi ci sarebbe stata la crisi di governo, ora Salvini se la cava con una battuta di due parole.
Se a questo si aggiunge anche la scenetta di ieri l’altro sui dazi organizzata da Meloni, con Vance e l’amica del cuore Von der Leyen che la smentisce dicendo che sull’argomento non è il primo ma il secondo incontro USA e Unione Europea, l’Italia con la sua politica conferma comunque di primeggiare nell’ arte della commedia e nella capacità di suscitare il riso.
Un riso amaro purtroppo.
Enrico Rossi

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