Il “caso Vigevano”, dove a contendersi il posto di sindaco erano rimasti nel ballottaggio un rappresentante del Pdl ed uno della Lega, è molto indicativo e particolare: la Lega ha vinto con il 70% dei consensi.
Intanto Vigevano è più grande di Mantova dove la sinistra ha perso dopo sessant’anni di governo a partire dalla Liberazione; poi, per il candidato leghista, ha votato la sinistra e questo ha determinato il forte scarto tra Lega e Pdl.
Il fatto che la sinistra abbia votato per la Lega non è scandaloso ma demenziale e, come dice Macaluso, è il frutto di un ragionamento “machiavellico” per cui pur di votare contro Berlusconi si vota qualunque cosa, anche un partito con un fondo isterico razzista che, nei caffè di Vigevano, si proclama di protesta e di opposizione e, a Roma, ha i ministri e si dice radicato sul territorio perché ha assessori e macchine blu ovunque in alta Italia.
Tutto ciò sarà difficile da ribaltare perché è il frutto dell’incultura politica portata avanti con un lavoro di molti anni principalmente proprio dalla Lega.
Quello che si può arrestare però è proprio il tentativo “machiavellico” di utilizzare la Lega come strumento di lotta anti berlusconiana (c’è ancora chi ricorda la definizione della Lega come “costola della sinistra”?) perché è stato proprio quel tipo di argomenti che ha distrutto i partiti democratico liberali e di sinistra: se si deve morire leghisti è meglio non andare a votare come hanno fatto molti democratici anche a Vigevano e a Mantova.
Giacomo Properzj da www.leragioni.it

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