• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

IL CASO ORLANDI E IL VATICANO

Molti i dubbi sull’attendibilità dell’ex amante di Enrico De Pedis di Davide Giacalone

di Davide Giacalone | 1 Luglio 2008

La testimonianza resa da Sabrina Minardi, sul rapimento di Emanuela Orlandi, per quel che se ne apprende leggendone sulla stampa (ma è mai possibile che sia considerato normale!), ha non poche pecche in quanto a coerenza, credibilità del ricordo e ragionevolezza. L’ex amante di Enrico De Pedis, detto Renatino, ha raccontato che la Orlandi è stata rapita, presumibilmente su ordine di Marcinkus, comunque di persone influenti, per lanciare un messaggio a qualcuno, che lei, la Minardi, prelevò la Orlandi prendendola in consegna da un’altra donna, di giorno, e che con altrettanta semplicità la portò nei pressi del Vaticano per consegnarla ad un uomo vestito da prete, che sedeva in una mercedes targata CdV, Città del Vaticano. Tutto alla luce del sole.

Racconta anche che De Pedis, qualche tempo dopo, provvide a gettare il corpo della Orlandi, chiuso in un sacco, dentro una betoniera, assieme al cadavere di un povero ragazzino, che, però, è stato ammazzato dopo che De Pedis era morto. Racconta, per sovrappiù, di avere frequentato Marcinkus in compagnia di Renatino, visto che il presidente dello Ior riciclava i soldi sporchi della banda della magliana, e che all’alto prelato lei portava, ogni tanto, anche qualche puttana. Dove sia il confine fra fantasia malata e realtà raccontata non lo so, ma non vorrei che questo macabro rilancio dell’affare Orlandi finisca con il nascondere quel che mi pare assai evidente: la spiegazione del giallo si trova in Vaticano.

E non penso ai rapporti finanziari fra la criminalità e lo Ior, che pure possono esserci stati (del resto, Cossutta racconta che i comunisti italiani portavano in Vaticano i dollari sporchi ricevuti dall’Unione Sovietica!), ma all’intero mondo che circolava attorno ad Agostino Casaroli, che se non era destinatario del messaggio era certo su una posizione, relativamente ai rapporti con il blocco comunista, diversa da quella dell’allora nuovo papa polacco. Non ho mai creduto alla tanto folcloristicamente reclamizzata pazzia di Alì Agca, che sparò a Wojtyla, ed anche attorno a quella vicenda si sono intrecciati molti fili provenienti dalle matasse dei servizi segreti dell’est. Finita la guerra fredda, sostituito Casaroli, crollato l’impero dell’est, Agca ha saputo mantenere la sua posizione, in cambio di una liberazione lontana, mentre la povera Emanuela non si sa che fine abbia fatto. La famiglia si ostina a crederla in vita, ma sembra l’ipotesi meno probabile.

In quanto a De Pedis, non solo non è escluso che un qualche ruolo, magari logistico, lo abbia svolto, ma qualcuno deve ancora fornire una spiegazione, anche solo marginalmente credibile, al perché quel criminale, morto ammazzato, si trovi seppellito nella chiesa romana di Sant’Apollinare, adiacente al luogo dove la Orlandi andava a studiare musica. Non ho alcuna propensione alla letteratura che saltabecca dal religioso all’esoterico, fino al criminale, e non mi affascinano le supposizioni campate per aria, ma quando si legge che De Pedis è stato accolto in territorio vaticano (quindi anche lontano da possibili indagini della magistratura italiana), al pari di un santo, perché si era dedicato ad opere di carità verso i giovani, considerato che si trattava di un commerciante in droga e di un assassino, non mi capacito di tanto sottile senso dell’umorismo. Certo, ci sono cose non facilmente raccontabili, ma le gerarchie stiano attente al fatto che si sono anche cose che se occultate, taciute o rimosse, possono portare conseguenze molto negative.

www.davidegiacalone.it

Pubblicato in : Primo piano

Info Davide Giacalone

Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana e dirigente del PRI. Dal 1981 al 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Spadolini. Dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable e Telespazio. Pubblicista dal 1985, lasciata la politica, è direttore de La Ragione e di Smoking, ed editorialista de L’Opinione. È stato anche consulente della Fininvest. Attualmente è una delle firme di Libero e collabora con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa durante la rassegna stampa contenuta nel programma Non stop news, commenta una notizia apparsa sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Da questa esperienza è nato il libro Diario Civile, edito nel 2005. Scrive inoltre articoli pubblicati sul suo sito www.davidegiacalone.it.

Nel gennaio 2010 il consiglio dei ministri (Governo Berlusconi IV) lo nomina presidente di DigitPA, nuova denominazione del “Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione” [5]. Nel 2011 è nominato Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione, creata da Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica e l’Innovazione.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti