Lunedì 10 febbraio, in corrispondenza con il giorno 15 di Shevat del calendario ebraico, si festeggia Tu BiShevat, il Capodanno degli alberi.
L’origine di questa tradizione coincide con il periodo, in prossimità dell’arrivo della bella stagione, in cui datando gli anni di ogni albero si decideva quale dei frutti della Terra di Israele andasse consumato nell’anno corrente, per quale si dovesse aspettare e quale fosse la tassa da pagare: una vera e propria sorta di anno fiscale.
Il rapporto con la terra e i suoi prodotti è infatti centrale nella vita ebraica: il raccolto ha delle regole da rispettare e strutturate divisioni che vogliono garantire che tutti vengano sfamati, anche i più poveri.
Attraverso i conteggi annuali, gli ebrei del mondo intero ricordano la preziosità che la terra e i ritmi della natura hanno nella vita di ogni essere umano. Ricordano però anche l’importanza della solidarietà sociale e acquisiscono piena consapevolezza della loro umanità e del ruolo nella Creazione.
Durante Tu Bishvat, secondo un uso del XVI secolo proveniente dai cabalisti di Safed, si organizza un seder – un pasto rituale – che condivide con quello di Pesach il consumo di quattro bicchieri di vino. È importante in questa occasione mangiare tantissime specie diverse di frutta, a partire da quelle per le quali si loda la Terra di Israele: grano, orzo, uva, fico, melograno, ulivo e dattero.
A lezione d’amore con Ágnes Heller –
MEISHOP – via Piangipane, 81 – Ferrara – Venerdì 14 febbraio 2020, ore 11.30
“L’amore è quel sentimento che scalda il cuore della letteratura ed è sempre presente, come una costante, perché senza amore non c’è movimento, non c’è storia, non c’è passione. L’amore ci sarà sempre finché vivrà l’uomo”. (Ágnes Heller)
Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-MEIS in collaborazione con l’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara presenta “Il demone dell’amore” (Gabrielli editori), l’ultimo libro scritto dalla filosofa ungherese Ágnes Heller (scomparsa lo scorso luglio) insieme al giornalista Francesco Comina e alla traduttrice Genny Losurdo.
Sopravvissuta alla Shoah, dopo la guerra Heller diventa allieva e assistente di György Lukàcs. Massima rappresentante della Scuola di Budapest, ha insegnato alla New School di New York ricoprendo la prestigiosa cattedra che fu di Hannah Arendt. Ne “Il demone dell’amore”, coinvolge i lettori in un viaggio appassionato sulla concezione del sentimento dalle origini del pensiero fino ad oggi.
Il libro si conclude un toccante testo inedito sui 90 anni dalla nascita di Anna Frank, sua coetanea, con la quale Heller ha condiviso un destino drammatico dalla sorte diversa: “La prima volta che ho letto il diario di Anna Frank – ha scritto la filosofa – ero una giovane donna e lo lessi con gli occhi della bambina che condivideva molte delle esperienze e del vissuto di Anna. Era per me come una parente o un’amica che ho perduto in quei terribili anni della persecuzione”.
Dialoga con l’autore Francesco Comina, il Direttore del MEIS Simonetta Della Seta.
Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS
Via Piangipane, 79/83 – 44121 Ferrara (Italia)

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