• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

“Il campo largo che delegittima chi difende il Paese e arma i contestatori”

Chiedere chiarezza quando una persona muore durante un intervento di polizia è doveroso. In uno Stato serio ogni responsabilità deve essere accertata e ogni abuso punito. Il problema nasce quando, ancora prima delle indagini, parte il riflesso ideologico che trasforma automaticamente l’agente in colpevole, lo straniero in vittima e la piazza in tribunale.

di Piero Terracina | 26 Luglio 2026

Chiedere chiarezza quando una persona muore durante un intervento di polizia è doveroso. In uno Stato serio ogni responsabilità deve essere accertata e ogni abuso punito. Il problema nasce quando, ancora prima delle indagini, parte il riflesso ideologico che trasforma automaticamente l’agente in colpevole, lo straniero in vittima e la piazza in tribunale.

È il metodo ormai abituale del campo largo. Si delegittimano Polizia, Carabinieri, Forze armate e apparati di sicurezza, mentre chi sfida apertamente lo Stato viene giustificato, protetto o trasformato in simbolo. Si pretende che chi difende l’ordine pubblico debba affrontare violenti, rivolte e situazioni fuori controllo con il terrore di essere processato politicamente al primo filmato incompleto pubblicato sui social. Se non la pensi così, sei un fascista.

Le forze dell’ordine non devono essere al di sopra della legge, ma nemmeno al di sotto. Uno Stato che presume colpevoli coloro che lo difendono ha già iniziato a disarmarsi da solo.

Non si può permette l’ istituzione estemporanea di tribunali morali che armano bande di facinorosi con il pugno sentenze già scritte. Su questo vuoto di autorità si inserisce una trasformazione demografica e culturale che la sinistra continua a negare. Non si tratta dell’Islam come religione e nemmeno dello straniero che lavora, rispetta le regole e costruisce qui il proprio futuro. Il problema è lo pseudo Islam politico, quello che usa la religione come identità contrapposta, rifiuta l’integrazione, pretende che sia la società ospitante ad arretrare e trova nella sinistra occidentale una sponda incredibilmente disponibile.

In nome di un multiculturalismo senza limiti si tollerano comunità chiuse, modelli familiari incompatibili con la parità tra uomo e donna, rifiuto della laicità, ostilità verso la cultura occidentale e disprezzo per le regole del Paese che accoglie. Non è integrazione. È la lenta costruzione di società parallele.

L’Italia deve tornare a pretendere. Chi arriva deve rispettare la lingua, la scuola, la legge civile, la libertà religiosa, la dignità delle donne e i valori fondamentali della nostra società. Non sono imposizioni coloniali. Sono le condizioni minime per vivere in una nazione democratica.

Nel frattempo gli italiani invecchiano, fanno sempre meno figli e i giovani se ne vanno. Siamo diventati un Paese di anziani senza nipoti, pensioni senza lavoratori, case vuote e famiglie che non riescono più a nascere. I pochi giovani rimasti cercano altrove stipendi migliori, prospettive reali e una possibilità di futuro che l’Italia non è più in grado di offrire.

Il risultato è evidente. Gli italiani diminuiscono, gli anziani aumentano, i giovani emigrano e la popolazione viene sostituita progressivamente da nuovi arrivi, spesso gestiti senza selezione, senza integrazione e senza una vera strategia nazionale.

Immigrazione, sicurezza, denatalità e fuga dei giovani non sono problemi separati. Sono facce della stessa crisi. Un Paese che non genera figli, manda via i propri ragazzi, importa manodopera senza governarne l’inserimento e delegittima chi deve far rispettare le regole finisce inevitabilmente per perdere il controllo della propria trasformazione.

La risposta non è la xenofobia e nemmeno uno Stato di polizia. Serve semplicemente uno Stato autorevole. Confini controllati, immigrazione regolata secondo le reali necessità del Paese, integrazione obbligatoria, espulsione di chi delinque o rifiuta le nostre leggi, tutela concreta delle forze dell’ordine e una politica economica capace di restituire ai giovani lavoro, casa e la possibilità di costruire una famiglia.

Altrimenti il campo largo finirà per governare non più una nazione, ma un territorio amministrativo popolato da anziani soli, giovani in fuga, comunità separate e istituzioni troppo impaurite per difendere perfino se stesse.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, Non sanno quello che dicono

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti