Dobbiamo ripeterci ancora una volta, ma è necessario. Nonostante gli sforzi, leciti e no, dispiegati dai partiti più grossi, dalla stampa, dalle televisioni occupate esclusivamente da PDL e PD ( con qualche comparsa di contorno), e nonostante le leggi strozzapartiti varate in gran fretta per modificare le regole del gioco, questo bipartitismo dato per inesorabile e e presentato come agognato dal popolo, gli Italiani proprio non lo vogliono.
PDL e PD non avanzano. Addirittura il partito di Franceschini indietreggia paurosamente, mentre il partito di Berlusconi, resta sotto il dato di un anno fa e comunque non raccoglie in proporzione alla grancassa suonata e agli ingenti mezzi profusi.
Vanno avanti gli alleati o ex alleati dei due partiti più grossi ( Lega da un lato e e IDV dall’altro) e l’UDC attestata su posizioni di autonomia rispetto a centro-destra e centro-sinistra.
Significativo un altro dato: pur penalizzati dalla soglia di sbarramento, ci sono almeno altri quattro partiti ( Sinistra e Libertà, Destra di Storace, Radicali di Pannella e Bonino, la sinistra estrema di Ferrero e Diliberto) che hanno una consistenza pari a quella che avevano alcuni partiti che nella prima repubblica svolgevano ruoli di tutto rispetto.
Insomma: modifiche alle leggi elettorale sfornate a ripetizione per “semplificare” il quadro politico non sono riuscite a costringere gli Italiani a dire addio ai partiti che prediligono e ad indirizzarli forzatamente verso i due partiti più grossi.
Del resto, guardando la composizione del nuovo parlamento europeo, ove ci sono almeno otto gruppi, si capisce quanto fosse falsa la favola secondo la quale nelle democrazie europee vigerebbe il bipartitismo. Era solo uno dei tanti strumenti impiegati per imporci questa semplificazione, dopo averci tolto il diritto ad esprimere la preferenza.
Certo i partiti che non hanno superato la soglia non hanno motivo di gioire. Ma la difficoltà a centrare l’obbiettivo di oltrepassare il 4% era nota ed evidente è stata la sproporzione dei mezzi impiegati ed il black-out subito dai giornali e dalle reti televisive.
Ma la vera sconfitta è quella subita da PDL e PD, veri perni del sistema negli ultimi quindici anni. Punendoli entrambi simultaneamente, gli elettori hanno condannato il sistema e manifestato la volontà di voltare pagina.
Non sono il gossip, le sentenze della magistratura, il Noemigate ed altre baggatelle del genere ad avere provocato questo risultato. Si tratta di stanchezza e di disaffezione. Gli Italiani chiedono nuovi protagonisti e una palingenesi dell’intero sistema politico.
Ci piacerebbe che di ciò tenessero conto quelle forze che hanno mancato di poco l’obbiettivo del 4% come Sinistra e Libertà e Radicali. Nelle condizioni date, il loro è stato un ottimo risultato. Ma non devono cullarsi o stare fermi. Devono trarne la convinzione di porsi come interpreti della voglia di cambiamento emersa dalle urne. Rinunciando agli egoismi ed invertendo la tendenza a rompere gli accordi il giorno dopo le elezioni. Vale soprattutto per Sinistra e Libertà che, a differenza dei radicali, partito ormai storico, era poco più di un cartello elettorale.
Gli elettori, ci pare, suggeriscono di insistere e di andare avanti facendone un partito vero e proprio.
Nicola Cariglia

Il bipartitismo non è pià mella testa di qualche politico ma nella volontà della maggior parte della popolazione che si è stufata dei partiti di centro, di sinistra e di dx. Gli elettori sono più avanti in questo senso.
caro compagno cariglia, a proposito di europa, non penso che tutta questa campagna contro un presidente del consiglio, eletto ( indiscutibilmente) dagli
italiani, sia dannosa per l’italia e per gli
italiani ? questa strana sinistra si può definire
italiana ? sarò pessimista ma povera italia
unica e campione della diffamazione.
mi dispiace assai. i vecchi socialisti non
avrebbero mai accettato questi modi di
far politica. avversari e non nemici giurati…
perchè non hanno presentato seriamente
un loro programma? cordialmente baris
Penso che il 30% in meno dei votanti rispetto alle politiche limiti fortemente le indicazioni ricavabili dal voto, se è vero che l’astensionismo colpisce soprattutto i partiti maggiori. Importanti invece saranno le capriole degli euroceti e del loro indotto nell’informazione europea per dirci che gli elettori sono scontenti per l’assenza di una politica estera europea, di un esercito europeo ecc. Mentre invece gli europei sono scontenti dell’esistenza dell’Europa “tout court”, che è solo eurocrazia autofaga grazie alle ricche mangiatoie di Bruxelles e Strasburgo. E nemmeno è vero che la crisi senza l’euro avrebbe spedito l’Italia nel terzo mondo. M.S.