
Il primo non ha propriamente il carattere della novità: all’interno del PD l’ipotesi di una scissione è probabile, tanto che se ne parla sempre più apertamente. Potrebbe essere il divorzio tra i contraenti del patto fondativo del PD ( cioè ex DS da una parte ed ex Margherita dall’altra); oppure potrebbe essere l’abbandono di una parte attratta dall’ipotesi di un grande centro con Casini e contorno di sigle e siglette nate dalla diaspora laica. In ogni caso dentro al PD al bipartitismo non ci crede più nessuno. Nemmeno Veltroni, che lo aveva sposato esclusivamente per rafforzare la sua leadership. Sin troppo evidente che non ha funzionato.
Il secondo, invece sta vivendo proprio in queste ore la sua fase acuta e riguarda il versante opposto, il PDL. Non è vero che il carisma e la forza di Berlusconi siano un collante efficace.
Il governo, in sei mesi di vita o poco più, ha fatto ricorso già dieci volte al voto di fiducia e trenta allo strumento del decreto. Troppe volte, tanto che proprio il numero due del nascente partito unico, il leader di AN Gianfranco Fini, ha denunciato la situazione. E lo ha fatto usando lo scranno di Presidente della Camera: formalmente per difendere le prerogative del Parlamento, in realtà per notificare a Berlusconi che non può decidere tutto da solo e per rinfrancare i suoi. Già si parla di uno slittamento oltre le europee della confluenza in un unico partito di Forza Italia e AN: il che significa che potrebbe anche non farsene di nulla perché sempre i risultati elettorali lasciano sul terreno scie di risentimenti.
Il terzo riguarda la crescita nei sondaggi di opinione e nelle elezioni svoltesi negli ultimi mesi di partiti come la Lega, l’Italia dei Valori e la stessa UDC. Non solo: anche alla sinistra estrema, dopo la perdita di rappresentanza parlamentare, si stanno coagulando formazioni in grado, sempre secondo i sondaggi, di attrarre apprezzabili consensi.
Insomma, il numero dei partiti è tutt’altro che fermo a due. Secondo noi questa non è una novità ma si tratta di un dato che era già rintracciabile nei risultati elettorali della primavera scorsa, quando la quasi totalità dei commentatori politici si affrettò a decretare l’inesorabilità dell’avvento del bipartitismo. Al riguardo, riproponiamo, in fondo a questo articolo, quello che pubblicammo a commento del risultato elettorale. Con il che vogliamo dimostrare non la nostra preveggenza ( ci mancherebbe! ) ma la natura della stampa italiana, troppo spesso incline a comportarsi come una immensa tifoseria intenta a sostenere la propria squadra impegnata nell’arena politica.
Infine una considerazione per laici e socialisti, rivolta soprattutto al PS (che di questo mondo è la principale presenza organizzata) ed al suo segretario Riccardo Nencini: per evitare che riprendano quota altri partiti, Berlusconi e Veltroni stanno tentando di imprimere un nuovo giro di vite alle prerogative degli elettori limitandone ancora di più le possibilità di scelta. A questo mirano le manovre in corso per la modifica delle legge elettorale per il parlamento europeo. Di fronte al problema impellente di difendere prerogative basilari per ogni ordinamento democratico, il problema di coltivare alleanze nel campo del centro-sinistra o nel campo del centro-destra è privo di fondamento. Entrambi condividono il disegno di attribuire ogni potere alle oligarchie. Perciò è non solo legittima ma auspicabile una assoluta libertà di manovra. La qualità della nostra democrazia ha la precedenza su tutto ed autorizza a stringere patti con chicchessia.
Nicola Cariglia
4/14/2008 – BERLUSCONI HA VINTO, IL BIPARTITISMO MENO!

Solo per alcune precisazioni sulle considerazioni finali,peraltro evidentemente da condividere. Che possano essere il PS ( partito residuale ) e sopratutto Riccardo Nencini ( illotempore inventore,sostenitore e mentore dell’attuale sistema “elettorale”) una soluzione al problema impellente di difesa di “prerogative basilari per ogni ordinamento democratico ” mi appare sinceramente solo una petizione di principio, avversa ad ogni fenomenologia conosciuta. Andiamo a rileggere notizie di cronaca toscana dell’epoca ?Ed i discorsi pubblici o assembleari di Nencini ,Ciucchi e Co.? Il fenomeno della “immensa tifoseria intenta a sostenere la propria squadra impegnata nell’arena politica” non credo vada incrementata. Caso mai vanno ribaditi ed acclamati i princìpi in cui crediamo …non i prìncipi !