
Alla fine sarebbe potuto andare molto peggio: l’Europa farà un prestito all’Ucraina di 90 miliardi finanziato con debito comune.
Sì è evitato l’esproprio dei capitali russi accontentando Putin e anche Trump che, da buon immobiliarista, vuole utilizzare quei soldi per la ricostruzione.
Zelensky ringrazia e potrà andare avanti ancora per un altro annetto senza fare bancarotta.
A uscirne male è il bellicista tedesco Merz che voleva alzare il livello di confronto con la Russia, e gli oltranzisti come la Polonia e i Paesi baltici che puntano direttamente allo scontro.
Invece, un bel bacio tra Macron e Meloni suggella l’intesa tra Francia e Italia che si alleano anche sul rinvio del Mercosur, il grande patto commerciale e di partenariato con i paesi sudamericani.
È un’Europa bellicista ma meno aggressiva, che conferma la linea del riarmo guardando anche ai suoi interessi: vuole restare un mercato affidabile per i capitali e vuole rischiare ma fino a un certo punto, senza urtare comunque il grande alleato e padrone americano.
A rimetterci saranno ancora una volta i cittadini sotto le bombe di Putin e i soldati al fronte, ucraini e russi.
Però di questo pare interessare a pochi.
Avevamo detto bene: i volenterosi europei decidono di fare gli eroi con i morti degli altri.
Oggi dobbiamo aggiungere che tanto eroismo si ferma davanti ai sacri tabù della intoccabilità dei capitali e della reputazione e affidabilità dei mercati finanziari della UE.
Questa è la realtà amara di una Europa che corre al riarmo ed è bellicista finché non si tocca l’euro.
Un’Unione che non riesce a sentire la vita reale delle persone che muoiono e che soffrono e che è immersa nella retorica dei confini e del nazionalismo come copertura ad una politica, al tempo stesso, meschina e militarista.
È un’Europa di mercanti opportunisti: ricca e debole, che alza la voce e poi guarda subito al portafoglio, si gonfia il petto di parole di guerra e poi si accuccia ai piedi del più potente alleato americano.
Non è questa l’Europa degli ideali, la potenza pacifica e socialista per la quale si erano battuti gli antifascisti e i padri fondatori.
Però, gli attuali leader politici europei e italiani continueranno a raccontarci la novella dei valori occidentali minacciati dai regimi illiberali e autoritari.
In questo panorama l’unica voce che si alza per difendere i valori umani e la vita è quella della Chiesa e di Papa Leone che ieri l’altro ha detto:
“È scandaloso pensare che si faccia la guerra per raggiungere la pace e che i governi continuino a incrementare le spese militari” arrivando a “considerare una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra”.
Io mi riconosco pienamente in queste parole.
Enrico Rossi

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