Cari amici, è molto difficile non cadere nella banalità quando si affronta la memoria di una data simile, quando fanno 100 anni tondi che segnarono la vita di molti. Mio nonno era del ’98 quella che Cadorna chiamò da ultimo col 99. Si trovava sul Montello ed era un artigliere; credo caporale. Tornò a casa alla fine e con lui suo fratello minore. Mi è rimasto il cronometro di mio nonno Egisto, che tengo appeso in sala da pranzo, con il vetro rotto e la stringa del cuoio indurita. Il cronometro serviva per calcolare il tempo del tiro, regolando quando era necessario la traiettoria dell’obice. Tutta l’Europa impazzì per circa cinque anni. L’Italia ne usci vittoriosa ma, quel sacrificio fu perso per una seconda guerra scellerata, per la volontà di un uomo che ancora qualcuno insiste a ricordare. Oggi, dopo 100 anni pari, io spero in una Europa dei popoli unita e federata ben lontana da quella del 1915.
Il 24 maggio
Pubblicato in : La vignetta di Enrico Martelloni
Info Enrico Martelloni
Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.


Lascia un commento