Bene. “L’Italia di domani” è scesa in piazza. Sabato pomeriggio a Roma c’era il sole, e quell’aria limpida di dicembre che puoi vedere lontano faceva sembrare la piazza ancora più grande.
Roy Paci, Nina Zilli, Neffa e Fiorella Mannoia hanno portato il loro contributo. Soprattutto Nina Zilli.
Il Segretario ha parlato a lungo e dfffusamente del presidente del Consiglio, in molti hanno scandito il suo nome (di Bersani…), e poi tutti a casa.
I dirigenti, sempre gli stessi e gli elettori pure visto che non si guadagna un voto da anni… Però invece di occuparsi dell’Italia di oggi, ci si occupa di quella di domani. Quanto siamo romantici noi di sinistra!…
“L’Italia di domani”, insomma, era quella di ieri. La Camera è chiusa da settimane, ma fa niente. Quello che conta è domani.
In cucina però, anche “ieri” è piuttosto importante.
Padroneggiare la raffinata arte degli avanzi è obbligo morale per chi vuole stare ai fornelli.
Frequentando i fuochi capita, e non di rado, di vedersi costretti a inventare un pranzo o una cena con quello che in frigo c’era il giorno precedente. Capita perché hai dimenticato di fare la spesa, o perché non pensavi di essere a casa, per mille ragioni capita di costruire il pranzo di oggi destrutturando quello di ieri. Al domani si penserà domani.
Accadde dunque che una domenica qualsiasi, per preparare un pranzo qualsiasi, fu necessario riesumare i resti di un sabato sera esagerato e costruirci un pranzo. Meno esagerato, ma buono.
La tavola del sabato aveva visto chili di pasta e zucca, preziosissime quaglie, e porcini arrosto, ma non si poteva pretendere la stessa grandiosità per il pranzo a seguire.
Si decise quindi, dopo attento meditare, in questo modo: frittatina di pasta e zucca e maltagliati con petti di quaglia e porcini.
Per la frittatina, l’ideale era farla in uno stampino un po’ alto. In modo da abbrustolirne i due lati ma lasciarla morbidissima al centro.
Per i maltagliati, un impasto semplicissimo di acqua e farina steso piuttosto sottile. Era poi avanzata una meravigliosa quaglietta che, incisa per lungo sullo sterno regalava due bei petti che, saltati in padella e sfumati con un dito di vino bianco assieme ai porcini avrebbero fatto di quel pasto un vero pranzo domenicale.
Fu così che il pranzo di oggi divenne quasi meglio di quello di ieri, quando nessuno sapeva cosa ci sarebbe stato domani…
Però non ditelo al Segretario!
Daniele Cortese www.thefrontpage.it

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